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Come funziona DoveClicco

Corso di WhatsApp per principianti: cosa si impara

Un corso di WhatsApp per chi parte da zero: messaggi, foto, vocali, gruppi e videochiamate, provati su schermate simulate. Ecco le lezioni una per una.

· Circa 7 minuti di lettura

WhatsApp è spesso il motivo per cui chi ha passato i 60 anni, o anche i 40, decide di imparare davvero a usare il telefono: lì ci sono i figli, i nipoti, il gruppo delle amiche, le foto della famiglia. Ed è anche il punto in cui ci si blocca più spesso, perché basta una schermata diversa dal solito per non sapere più dove cliccare. Il corso WhatsApp per Principianti di DoveClicco è pensato per questo: parte dall'inizio, spiega ogni parola e fa provare ogni gesto su schermate uguali a quelle vere. Ed è uno dei corsi gratuiti, che restano gratuiti.

Qui raccontiamo cosa si impara, lezione per lezione, e come si svolge una lezione.

Per chi è questo corso

È per chi WhatsApp non l'ha mai usato e per chi lo usa a metà. La seconda situazione è la più comune: si sanno leggere i messaggi, magari rispondere con un pollice alzato, ma mandare una foto, registrare un vocale o entrare in una videochiamata di gruppo resta una cosa che fa qualcun altro.

Non serve sapere niente prima. Serve uno smartphone, Android o iPhone, e un po' di tempo senza fretta; la lezione si può seguire anche dal computer o dal tablet, tenendo il telefono vicino per provare. Chi non ha mai acceso uno smartphone, prima di WhatsApp, fa bene a passare dal corso sulle basi, come spieghiamo nell'articolo su come funzionano i corsi di DoveClicco.

Le lezioni, una per una

Il corso ha undici lezioni. Si seguono in ordine, ma si può tornare su una lezione già fatta tutte le volte che serve.

1. Cos'è WhatsApp e perché usarlo. A cosa serve, quanto costa (niente, se si ha internet), cosa lo distingue dagli SMS. È la lezione che toglie i dubbi prima di cominciare.

2. Installare WhatsApp sul telefono. Dove si trova l'applicazione, come si scarica dal negozio delle applicazioni del telefono e come si riconosce quella vera dalle imitazioni, che esistono e vanno evitate.

3. Creare il proprio account. Il numero di telefono, il codice di verifica che arriva per SMS, il nome e la foto del profilo. Qui si impara anche una regola che vale per sempre: quel codice serve solo a te e non va dato a nessuno.

4. L'interfaccia: cosa c'è sullo schermo. L'elenco delle chat, le schede in basso o in alto, la lente per cercare. Dopo questa lezione la schermata principale smette di essere un muro di scritte.

5. Inviare il primo messaggio. Aprire una chat, scrivere, mandare. E poi le spunte grigie e blu, che sono la domanda più frequente di tutte.

6. Inviare foto e video. Dalla galleria o scattando al momento, una foto sola o più foto insieme.

7. I messaggi vocali. Registrare un vocale, ascoltare quelli ricevuti e cancellare quello venuto male.

8. I gruppi: parlare con più persone insieme. Cos'è un gruppo, come se ne crea uno e come si sceglie chi può aggiungerti ai gruppi, che è una delle impostazioni più utili.

9. Fare una videochiamata. Chiamare, rispondere e cosa si può fare durante la chiamata, con qualche consiglio per vedersi e sentirsi meglio.

10. Gestire i contatti WhatsApp. Vedere chi ha WhatsApp fra i propri contatti, aggiungere una persona nuova e salvare un numero direttamente da una chat.

11. Impostazioni essenziali e privacy. Cambiare foto e nome del profilo, decidere chi vede cosa e la differenza fra uno stato e un messaggio, che confonde molte persone.

Come si impara, in pratica

Ogni lezione è divisa in passi brevi. Un passo spiega una cosa sola, con un testo corto e un disegno, e poi la fa provare su una schermata che riproduce WhatsApp: stessa disposizione, stessi nomi sui pulsanti, stessi colori. Il punto in cui cliccare si illumina, e se si clicca altrove la lezione mostra dove si trova la cosa giusta.

Su quella schermata non parte nessun messaggio. Si può sbagliare, rifare, provare a cliccare tutto per curiosità: non succede niente a nessuno. È la ragione per cui funziona anche con chi ha paura di combinare guai, ed è una paura più diffusa di quanto si pensi.

Il testo di ogni passo si può ascoltare con il pulsante Ascolta, e le scritte si ingrandiscono con Leggi meglio. Non ci sono tempi da rispettare: una lezione si fa in pochi minuti, si può interrompere e riprendere dal punto in cui ci si era fermati.

Il consiglio che diamo sempre è di tenere vicino il telefono vero. Finita la lezione sui vocali, se ne manda uno a un figlio. Finita quella sulle foto, se ne manda una. È il passaggio che trasforma la lezione in un'abitudine.

I dubbi che il corso scioglie per primi

Ci sono tre momenti in cui WhatsApp mette in difficoltà quasi tutti quelli che cominciano, e il corso li affronta uno per uno, senza aspettare che capitino davvero.

Il primo sono le spunte. Una spunta grigia, due grigie, due blu: sembrano un codice segreto e invece raccontano solo il viaggio del messaggio, partito, arrivato e letto. Capito questo, sparisce l'ansia del «l'avrà ricevuto?».

Il secondo è la foto mandata alla persona sbagliata, o il vocale partito a metà frase. Nella lezione si prova a farlo apposta, sulla schermata simulata, e si vede come si rimedia. Chi l'ha provato una volta senza conseguenze, la volta dopo non si spaventa.

Il terzo è il codice di sei cifre che arriva per SMS. Serve solo a chi sta installando WhatsApp sul proprio telefono, e chiunque lo chieda, anche con il nome di un amico, sta provando a prendersi il tuo account. Il corso lo dice nella lezione in cui il codice compare per la prima volta, perché è lì che va ricordato.

Cosa succede dopo il corso

Alla fine c'è un test, e chi lo supera riceve l'attestato con il proprio nome, da scaricare e stampare.

Da lì si può continuare con quello che serve di più. Chi vuole vedere i nipoti oltre che scrivergli trova nel corso Videochiamate con i Familiari tutto quello che riguarda le chiamate video, anche di gruppo. Chi si preoccupa dei messaggi strani che arrivano su WhatsApp può guardare le schede dei messaggi più diffusi, come quella sul codice arrivato per sbaglio, che è uno dei modi più usati per rubare un account.

Chi preferisce leggere prima di cominciare trova i passi principali, uno dopo l'altro, nella guida a WhatsApp da zero.

Tutti gli altri corsi sono nel catalogo.

Se a cercare il corso è un figlio o un nipote

Capita spesso: chi legge questo articolo non è chi deve imparare, ma chi è stanco di rispondere alla stessa domanda al telefono. Il corso è gratuito, quindi si può partire subito, anche insieme. Un modo che funziona è fare la prima lezione allo stesso tavolo, ognuno con il suo telefono, e lasciare che le altre la persona le faccia da sola, nei tempi suoi.

Se le iscrizioni non sono ancora aperte nel momento in cui leggi, il sito propone la lista d'attesa: lasci l'indirizzo e ti avvisiamo quando si parte.

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Domande veloci

Il corso di WhatsApp è gratuito?
Sì. WhatsApp per Principianti è uno dei corsi gratuiti di DoveClicco e resta gratuito, senza inserire la carta di credito. Serve solo un account sul sito.
Funziona sia con Android sia con iPhone?
Sì. WhatsApp è quasi uguale sui due tipi di telefono, e le lezioni insegnano i nomi dei pulsanti che si leggono sullo schermo. La parte che cambia davvero è l'installazione, che su Android passa dal Play Store e su iPhone dall'App Store.
Posso rovinare qualcosa mentre faccio le lezioni?
No. Le schermate delle lezioni sono simulate: nessun messaggio parte e nessun contatto viene toccato. Si può sbagliare e riprovare tutte le volte che serve.
Quanto tempo serve per finire il corso?
Dipende da ognuno. Una lezione si fa in pochi minuti e si può interrompere quando si vuole: c'è chi finisce in una settimana con una lezione al giorno e chi si prende un mese.

Impara a farlo passo passo

Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.

Da stampare e tenere vicino

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Da leggere dopo

Chi scrive

DoveClicco insegna la tecnologia a chi parte da zero, soprattutto alle persone dai 60 anni in su. Niente gergo, niente fretta: i passaggi con i nomi veri dei pulsanti, e simulazioni in cui si può sbagliare senza conseguenze. Come lavoriamo.

Pubblicato il 19 ottobre 2026. Aggiornato il 28 ottobre 2026.