I servizi pubblici
Come si paga il bollo auto online, passo per passo
Il bollo si paga dal telefono in pochi minuti, con pagoPA o dall'app della banca. Cosa serve, dove si controlla la scadenza e come si conserva la ricevuta.
· Circa 7 minuti di lettura
Come si paga il bollo auto online: serve il numero di targa, un modo per pagare e cinque minuti. Non serve andare in tabaccheria, non serve la fila alle poste, e la ricevuta resta nel telefono invece che in un cassetto dove poi non si trova.
Questa guida parte dal principio, cioè da come si scopre quanto si deve e quando scade, perché è la parte che manda in confusione più spesso del pagamento vero e proprio.
Prima di tutto: quando scade
Il bollo non ha una scadenza uguale per tutti. Dipende dal mese di prima immatricolazione dell'auto e dal fatto che sia annuale o a periodi più corti.
La regola generale è che si paga entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello in cui scade la validità precedente. Chi ha pagato a gennaio per dodici mesi, per esempio, ha tempo fino alla fine di febbraio dell'anno dopo.
Il modo più semplice per non sbagliare è non fidarsi della memoria e controllare: sul sito dell'Automobile Club d'Italia c'è un servizio che, inserita la targa, dice se il bollo risulta pagato e fino a quando. Alcune Regioni hanno un servizio equivalente, spesso più aggiornato per i residenti.
Una cosa che sorprende molti: non arriva nessun avviso a casa. Non è una dimenticanza dell'ufficio, è proprio come funziona. Il promemoria bisogna mettercelo da soli, e il posto giusto è il calendario del telefono, con un avviso qualche settimana prima.
Cosa ti serve sotto mano
Tre cose, e nessuna è complicata da trovare.
Il numero di targa, che sta scritto sulla targa e sul libretto. Il tipo di veicolo, cioè se è un'automobile, un motociclo o un altro mezzo: lo dice il libretto. E un modo per pagare, che può essere una carta, il conto della banca o il credito di un'applicazione di pagamento.
Chi ha lo SPID o la carta d'identità elettronica ha una strada in più, più comoda, perché il sistema riconosce chi sei e in molti casi ti propone già i tuoi veicoli senza che tu debba digitare niente. Se lo SPID non lo hai ancora attivato, il percorso è raccontato in come si attiva SPID passo passo.
La strada più semplice: l'app della tua banca
È il modo che consigliamo a chi comincia, per una ragione precisa: si resta dentro un'applicazione che già si conosce e già si usa, senza aprire siti nuovi.
Quasi tutte le banche italiane hanno una voce chiamata «Pagamenti», dentro la quale c'è «Bollo auto» oppure «pagoPA». Si sceglie quella voce, si inserisce la targa, il sistema calcola l'importo e lo mostra prima di chiedere conferma.
Il vantaggio non è solo la comodità. Pagando da lì, il movimento finisce dritto nell'estratto conto, con la causale giusta, e la ricevuta resta nell'archivio dell'applicazione. Fra due anni, se qualcuno chiede una prova, si trova in trenta secondi.
Se l'applicazione della banca è ancora territorio poco familiare, conviene partire da come funziona l'home banking e tornare qui dopo.
La strada pubblica: pagoPA
pagoPA non è un ente e non è un sito unico: è il sistema che mette in comunicazione chi deve incassare e chi deve pagare. Lo stesso pagamento si può quindi fare da posti diversi, e il risultato è identico.
Il percorso tipico è questo: si entra nel servizio della propria Regione o nell'applicazione IO, si sceglie «bollo auto», si inserisce la targa, compare l'importo con la scadenza, si sceglie come pagare e si conferma.
Il passaggio che spaventa è l'ultimo, quando la pagina cambia aspetto e chiede di scegliere fra carta, conto e altri metodi. È normale: in quel momento il sistema ti sta passando al soggetto che incassa davvero. L'indirizzo in alto deve restare quello del servizio pubblico o della banca, mai un altro.
Il funzionamento generale di questo sistema, con le sue schermate, è spiegato in pagoPA: come si paga senza paura.
L'applicazione IO, se ce l'hai
Chi ha già l'applicazione dei servizi pubblici sul telefono ha la strada più corta di tutte, perché il pagamento è integrato e i documenti restano dentro la stessa applicazione.
C'è anche una comodità che vale da sola l'installazione: le scadenze dei pagamenti verso la pubblica amministrazione possono arrivare come avviso sul telefono. Non per tutte le Regioni e non per tutti i tributi, ma dove funziona risolve il problema del promemoria.
Cosa c'è dentro quell'applicazione e come si mette in piedi è raccontato in l'app IO, a cosa serve.
Conservare la ricevuta, che è la parte che si dimentica
Il pagamento va a buon fine e in quel momento sembra finita. Non lo è: la prova che hai pagato serve, e serve anni dopo.
Le ricevute dei pagamenti elettronici restano dentro l'applicazione che hai usato, ma le applicazioni cambiano, le banche si fondono e gli archivi si accorciano. La cosa sensata è salvare la ricevuta anche fuori: quasi tutte permettono di scaricarla come documento, e quel documento si può mettere nello spazio in rete dove tieni le cose importanti.
Chi ha imparato a mettere le fotografie al sicuro ha già imparato anche questo: il meccanismo è lo stesso, e sta in come si fa il backup delle foto.
Se scopri che sei in ritardo
Capita, soprattutto a chi ha cambiato residenza o ha venduto un'auto senza che il passaggio risultasse subito.
Il ritardo si sana pagando l'importo dovuto più una maggiorazione che cresce col tempo, secondo lo schema del ravvedimento. Nei primi giorni la maggiorazione è minima, poi aumenta a scaglioni. Il conto lo fanno i servizi online della Regione, e conviene lasciarlo fare a loro invece di calcolarlo a mano.
La cosa da non fare è aspettare che arrivi una comunicazione: a quel punto si pagano anche le spese di notifica, che pesano più della maggiorazione.
Attenzione ai siti che si mettono in mezzo
C'è un gruppo di siti che vive proprio di questo: pagine costruite bene, che compaiono in alto nei risultati di ricerca, e che offrono di pagare il bollo al posto tuo aggiungendo un compenso per il servizio.
Non sono necessariamente illegali, ma fanno una cosa che puoi fare da sola o da solo in cinque minuti, e chiedono i dati della carta su un sito che non è né la tua banca né un servizio pubblico.
Il modo per non finirci dentro è semplice: non si arriva al pagamento passando da un motore di ricerca. Si parte dall'applicazione della banca, dall'applicazione dei servizi pubblici o dal sito della propria Regione, digitando l'indirizzo. I messaggi che invece ti portano lì da soli hanno il sapore di quelli raccontati in finto messaggio INPS: il rimborso che non esiste.
Domande veloci
- Arriva a casa un avviso quando scade il bollo?
- No, e questa è la sorpresa più frequente. Il bollo va pagato di propria iniziativa entro l'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza precedente. Conviene mettere un promemoria nel calendario del telefono qualche settimana prima.
- Cosa serve per pagare il bollo dal telefono?
- Il numero di targa, il tipo di veicolo e un modo per pagare: carta, conto in banca o applicazione di pagamento. Con SPID o carta d'identità elettronica il sistema riconosce chi sei e spesso propone già i veicoli intestati.
- È più sicuro pagare dall'app della banca o da pagoPA?
- Vanno bene entrambe, perché pagoPA è il sistema che collega chi incassa e chi paga, e l'app della banca è una delle porte d'ingresso. Per chi comincia è più semplice la banca, perché non si esce da un'applicazione già conosciuta.
- Ho pagato in ritardo: cosa succede?
- Si paga l'importo dovuto più una maggiorazione che cresce con i giorni di ritardo. Nei primi giorni è piccola. Conviene non aspettare la comunicazione ufficiale, perché a quel punto si aggiungono anche le spese di notifica.
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