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I servizi pubblici

PagoPA: come si paga un bollettino senza paura

Il bollettino con il quadratino nero si paga in due minuti dal telefono, e la ricevuta resta salvata. Ecco come si fa e perché è più sicuro della posta.

· Circa 7 minuti di lettura

Come si paga un bollettino PagoPA senza paura: dal telefono, in due minuti, inquadrando il quadratino nero con l'applicazione della propria banca o con l'app IO: compaiono già l'importo e il destinatario, non si scrive niente a mano, e la ricevuta resta salvata. È il modo più sicuro che esista di pagare un avviso pubblico, proprio perché non c'è niente da digitare.

Eppure la maggior parte delle persone continua ad andare in posta, e vale la pena spiegare bene il perché di questa scelta e cosa cambia.

Cos'è PagoPA, in una riga

Non è un'azienda a cui si pagano soldi: è il sistema unico con cui la pubblica amministrazione italiana incassa.

Prima ogni Comune, ogni scuola, ogni azienda sanitaria aveva il suo bollettino e il suo conto. Oggi c'è un solo canale, e questo ha una conseguenza pratica: lo stesso avviso si può pagare dove si vuole, dalla banca, dalla posta, dal tabaccaio, dall'app IO. Il denaro arriva comunque all'ente giusto.

L'avviso di pagamento ha sempre due elementi che contano: un codice avviso di diciotto cifre e il codice fiscale dell'ente. Il quadratino nero, quello da inquadrare, contiene entrambi.

Come si paga dal telefono, passo per passo

Primo. Si apre l'applicazione della propria banca, oppure l'app IO. Quasi tutte le banche italiane hanno una voce che si chiama «PagoPA», «Paga avviso» o «Bollettini».

Secondo. Si sceglie di inquadrare il codice. Si apre la fotocamera e si punta il quadratino nero dell'avviso, tenendo il foglio ben illuminato.

Terzo. Compaiono i dati già compilati: chi incassa, la causale, l'importo. Qui c'è la cosa più importante: si controllano e basta. Non si scrive niente, quindi non si sbaglia niente.

Quarto. Si conferma con l'impronta, con il viso o con il codice della banca.

Quinto. Arriva la ricevuta, che resta dentro l'applicazione. Si può salvare in PDF o mandare a qualcuno.

Se il quadratino non si legge, tutti i sistemi permettono di scrivere a mano il codice avviso di diciotto cifre e il codice fiscale dell'ente, che sono stampati accanto.

Perché è più sicuro che pagare allo sportello

Sembra il contrario, e vale la pena spiegarlo.

Non si scrive niente. Gli errori di trascrizione, che allo sportello capitano e costano un secondo pagamento, qui non esistono.

Il destinatario è dentro il codice. Non si può pagare la persona sbagliata, perché il beneficiario non lo scrive nessuno: sta nell'avviso.

La ricevuta non si perde. Resta dentro l'applicazione e nell'app IO, per anni. È un vantaggio enorme quando dopo due anni qualcuno chiede la prova di un pagamento.

Si paga fino a mezzanotte dell'ultimo giorno, senza dipendere dagli orari di apertura.

L'unica cosa che lo sportello ha in più è la persona dall'altra parte, e per molti è una ragione valida. Non c'è niente di male ad andare in posta: questo articolo serve a chi vuole poter scegliere.

Quanto costa

Dipende da dove si paga, e la differenza è reale.

Le commissioni sono decise da chi incassa il pagamento, cioè la banca o l'esercente, non dall'ente pubblico. Pagando dall'applicazione della propria banca, spesso con addebito sul conto, la commissione è la più bassa e a volte non c'è. Pagando in contanti allo sportello o dal tabaccaio, di solito è più alta.

L'importo della commissione viene sempre mostrato prima di confermare, ed è questo il momento in cui guardarlo. Se sembra alta, si può chiudere e pagare da un'altra parte: l'avviso resta valido, non si consuma.

L'app IO: perché conviene usarla comunque

Anche chi preferisce pagare dalla banca dovrebbe avere l'app IO, e la ragione non è il pagamento.

È il posto dove gli enti pubblici mandano gli avvisi veri, con un segno che li certifica. Multe, scadenze, rimborsi, comunicazioni della scuola e della sanità.

Questo la rende lo strumento più semplice che esista contro le truffe che fingono di venire da un ente: se un messaggio annuncia una cartella, un rimborso o una scadenza e nell'app IO non c'è niente, quel messaggio non viene da loro. È un controllo che non richiede di saper leggere gli indirizzi dei siti.

Su questo abbiamo scritto in il finto messaggio dell'INPS e il rimborso da riscuotere.

Le truffe che usano il nome PagoPA

Ne girano due, e si riconoscono facilmente.

Il finto avviso per email. Annuncia un pagamento dovuto, con un collegamento. Il sistema vero manda gli avvisi nell'app IO o per posta, e comunque un pagamento si verifica sempre entrando da soli nell'app.

Il finto codice quadrato. Un adesivo incollato su un parcometro o su una colonnina, con il nome PagoPA sopra per dare fiducia. Il codice porta a una pagina che raccoglie i dati della carta.

La regola per entrambe: si inquadra solo il codice stampato su un avviso ricevuto, e si paga solo dall'applicazione della propria banca o dall'app IO, mai da una pagina aperta da un collegamento. Su questo abbiamo una guida dedicata: la truffa del QR code.

Come si fa la prima volta, con qualcuno accanto

La prima volta conviene farla con calma, in un pomeriggio in cui non scade niente. È il consiglio che diamo per tutto, e qui vale doppio, perché di mezzo ci sono dei soldi.

Si prende un avviso vero ma non urgente, si apre l'applicazione della banca e si arriva fino alla schermata del riepilogo, quella che mostra importo e destinatario. Lì ci si ferma e si guarda insieme: c'è scritto chi incassa, quanto, e per cosa.

A quel punto si può anche chiudere tutto senza confermare. Chiudere non paga niente e non cancella niente: l'avviso resta valido. Questa è la scoperta che toglie la paura, e va fatta almeno una volta con le proprie mani.

La volta successiva si arriva fino in fondo. E la terza si fa da soli.

Una raccomandazione per chi accompagna: il telefono deve restare in mano a chi impara, anche se ci mette cinque minuti a trovare la voce giusta. Se lo si fa al posto suo, l'unica cosa che resta è la conferma di non esserne capace.

Cosa fare se qualcosa non torna

L'avviso risulta già pagato. Capita quando qualcuno in famiglia lo ha pagato prima. La ricevuta si ritrova nell'app IO, cercando per data.

Il pagamento non risulta all'ente. Si conserva la ricevuta e si contatta l'ente allegandola: con il codice avviso il pagamento si rintraccia sempre.

L'importo mostrato è diverso da quello sul foglio. Succede con gli avvisi che hanno una scadenza superata e una maggiorazione. L'importo giusto è quello che mostra il sistema, perché è aggiornato.

Il codice non si legge. Si scrive a mano il codice avviso di diciotto cifre. Se anche quello dà errore, di solito l'avviso è scaduto o già pagato.

Domande veloci

Serve lo SPID per pagare con PagoPA?
Per pagare dall'applicazione della propria banca no: basta entrare come si fa di solito. Lo SPID o la carta d'identità elettronica servono per entrare nell'app IO, che è utile per ritrovare le ricevute e ricevere gli avvisi.
Posso pagare un avviso intestato a un'altra persona?
Sì. L'avviso contiene già il debitore e la causale, quindi chi paga materialmente non cambia nulla. È il modo in cui molti figli pagano le tasse dei genitori.
Quanto costa pagare dal telefono?
Dipende dalla banca: spesso pagando con addebito sul conto la commissione è minima o assente, mentre allo sportello e dal tabaccaio è più alta. L'importo viene sempre mostrato prima di confermare.
Dove ritrovo la ricevuta fra due anni?
Dentro l'app IO, nella sezione dei pagamenti, e nell'applicazione della banca da cui hai pagato. Conviene comunque salvare il PDF e mandarselo per email, così resta anche se si cambia telefono o banca.

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Pubblicato il 18 ottobre 2026.