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I servizi pubblici

Come attivare lo SPID, passo passo

Quale gestore scegliere, quali documenti tenere a portata di mano, i modi per farsi riconoscere e cosa fare quando qualcosa non va. Con i tempi reali.

· Circa 11 minuti di lettura

Come si attiva lo SPID, passo passo: le cose da fare sono tre, cioè scegliere un gestore, compilare i propri dati e farsi riconoscere. Il primo passaggio dura due minuti, il secondo una decina, e il terzo è l'unico che può richiedere di uscire di casa o di prendere un appuntamento. Chi ha la carta d'identità elettronica o la tessera sanitaria attivata riesce a fare tutto dal divano in mezz'ora.

Questa guida segue quell'ordine, e dice anche le cose che le guide ufficiali danno per scontate: quale documento serve davvero, cosa fare quando la fotocamera non riconosce la carta, e perché conviene decidere il nome utente prima di cominciare.

Prima di cominciare: cosa tenere sul tavolo

Metti tutto a portata di mano prima di aprire il sito, perché quasi tutte le procedure hanno un tempo massimo e ricominciare da capo è la cosa che fa arrabbiare di più.

  • Un documento d'identità valido: carta d'identità, passaporto o patente. Deve essere in corso di validità, non scaduto.
  • La tessera sanitaria, quella con il codice fiscale sul retro.
  • Il tuo numero di cellulare, con il telefono acceso e vicino: riceverai un codice per SMS.
  • Un indirizzo email a cui riesci ad accedere in quel momento, perché arriverà un messaggio di conferma da aprire.

Un consiglio che risparmia tempo: decidi in anticipo quale password userai e scrivila su un foglio, perché quasi tutti i gestori chiedono almeno otto caratteri con una maiuscola, un numero e un simbolo, e inventarla al momento è il punto in cui la maggior parte delle persone si blocca.

Primo passo: scegliere il gestore

Lo SPID non lo rilascia lo Stato direttamente, ma una serie di aziende autorizzate. Le più usate in Italia sono PosteID di Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Namirial, Sielte, TIM id, Register, Lepida e Intesi Group.

Qualunque scegli, lo SPID che ottieni è identico e funziona sugli stessi siti, con gli stessi poteri. Cambia solo il modo in cui ti fanno riconoscere all'inizio e l'aspetto dell'applicazione che userai poi per confermare gli accessi.

Due criteri pratici per decidere in fretta:

Se in famiglia qualcuno ce l'ha già, prendi lo stesso gestore. Avrete la stessa applicazione, gli stessi passaggi, e chi ce l'ha già saprà aiutarti quando qualcosa non torna.

Se hai un ufficio postale comodo, PosteID ha il vantaggio di poter completare il riconoscimento allo sportello, che per molti è la strada più tranquilla perché c'è una persona in carne e ossa che controlla.

Secondo passo: la registrazione

Sul sito del gestore che hai scelto cerca il pulsante Registrati o Richiedi SPID. Quello che segue è uguale per tutti, al netto dei colori:

  1. Email e numero di cellulare. Su tutti e due arriva un codice da riscrivere per confermare che sono davvero tuoi.
  2. I tuoi dati anagrafici: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale. Vanno scritti esattamente come stanno sul documento, accenti compresi. È qui che nascono la maggior parte degli intoppi: un nome doppio scritto per intero sul documento e abbreviato nel modulo fa fallire la verifica.
  3. I dati del documento: tipo, numero, data di rilascio, ente che lo ha emesso.
  4. Le credenziali: il nome utente (spesso è la tua email) e la password che hai deciso prima.

Alla fine ti verrà chiesto di scegliere come farti riconoscere, ed è l'unico bivio vero di tutta la procedura.

Terzo passo: farsi riconoscere

È il passaggio in cui qualcuno deve verificare che la persona dietro quei dati sei davvero tu. Le strade sono quattro, e conviene sceglierle sapendo cosa comportano.

Con la carta d'identità elettronica o la tessera sanitaria attivata. È la più veloce e non ha costi. Appoggi la carta al telefono, che la legge attraverso il microchip, e inserisci il PIN che ti hanno dato quando l'hanno fatta. Serve un telefono con la lettura senza contatto, che ormai hanno quasi tutti. Se il PIN non lo trovi più, si recupera al Comune.

Allo sportello. Vai in un ufficio postale, o in uno degli sportelli convenzionati, con il documento e la tessera sanitaria. Un operatore controlla e conferma. È la strada preferita da chi vuole guardare in faccia qualcuno mentre lo fa. In molti casi si prenota l'appuntamento dal sito, e con alcuni gestori questo tipo di riconoscimento ha un costo.

In videochiamata con un operatore. Ti colleghi a un orario prenotato, mostri i documenti alla telecamera e rispondi a qualche domanda. Dura una decina di minuti. Con parecchi gestori è a pagamento.

Con la firma digitale, se già ce l'hai per lavoro. È immediata, e chi non sa di averla quasi certamente non ce l'ha.

Dopo il riconoscimento arriva una email di conferma. Da quel momento lo SPID è attivo.

Quarto passo: l'applicazione sul telefono

Quasi tutti i gestori hanno un'applicazione (PosteID, Aruba OTP, InfoCert ID e così via) che serve a confermare gli accessi con un tocco invece che aspettando un SMS.

Vale la pena installarla subito, per due ragioni concrete: gli SMS a volte arrivano in ritardo e nel frattempo la pagina scade, e l'applicazione funziona anche quando il telefono ha poco campo ma è collegato al Wi-Fi. Si installa dal negozio delle applicazioni, si entra con le stesse credenziali dello SPID e si segue la procedura di associazione, che dura un paio di minuti.

Come si entra in un sito pubblico, la prima volta

Fatto lo SPID, tutti i siti pubblici funzionano allo stesso modo. Vale la pena provarlo subito su qualcosa di innocuo, per esempio il sito dell'INPS, giusto per vedere che funziona.

  1. Apri il sito dell'ente.
  2. Cerca in alto Accedi o Area riservata.
  3. Scegli Entra con SPID.
  4. Scegli il tuo gestore dall'elenco che compare.
  5. Scrivi nome utente e password.
  6. Conferma con il codice usa e getta: arriva per SMS oppure lo approvi nell'applicazione, a volte con l'impronta digitale.

Se ti chiedi quale livello ti serve, la risposta è quasi sempre il livello 2, che è quello che ottieni attivando lo SPID. Cos'è lo SPID e a cosa serve nel dettaglio sta in SPID: cos'è e a cosa serve.

Chi può farlo, e cosa serve nei casi particolari

La procedura standard vale per chi è maggiorenne, residente in Italia e con un documento italiano valido. Tre situazioni ricorrono spesso e hanno una risposta precisa.

Chi vive all'estero può attivare lo SPID ugualmente, e alcuni gestori hanno una procedura pensata per i residenti fuori dai confini, con il riconoscimento in videochiamata al posto dello sportello. Serve l'iscrizione all'anagrafe degli italiani residenti all'estero e un documento italiano in corso di validità.

Chi ha meno di diciotto anni può avere lo SPID a partire dai quattordici, ma solo con l'intervento di un genitore o di chi ne fa le veci, che deve avere a sua volta uno SPID attivo. Serve principalmente per la scuola.

Chi non ha un cellulare intestato a sé trova qui l'unico ostacolo reale. Il numero associato non deve necessariamente essere intestato, ma deve essere un telefono a cui hai accesso tu e solo tu, perché è lì che arrivano i codici che autorizzano ogni accesso. Condividerlo con un familiare significa dargli le chiavi di casa, e conviene evitarlo anche fra persone di cui ci si fida ciecamente, perché toglie a tutti e due la possibilità di dimostrare chi ha fatto cosa.

Chi ha un documento scaduto non può completare la procedura e deve rinnovarlo prima. È l'errore che fa perdere più tempo, perché ci si accorge del problema a metà compilazione.

Quanti SPID si possono avere

Se ne può avere più di uno, con gestori diversi, e funzionano tutti. Serve di rado, e la scelta ragionevole per quasi tutti resta uno SPID solo, con l'applicazione installata e la password scritta in un posto sicuro insieme agli altri documenti importanti di casa.

Quando qualcosa non va

Sono sempre gli stessi cinque intoppi, e hanno tutti una soluzione rapida.

«I dati non corrispondono». Quasi sempre è un nome o un cognome scritto in modo diverso da come sta sul documento, oppure un numero di documento con uno spazio di troppo. Ricontrolla carattere per carattere, guardando il documento e non la memoria.

La fotocamera non legge la carta d'identità. Togli la carta dalla custodia trasparente, appoggiala su un piano scuro e opaco, e cerca una luce diffusa invece che una lampada puntata, che crea riflessi. Se stai usando la lettura senza contatto, prova a spostare la carta lentamente sulla parte alta del retro del telefono, che è dove sta l'antenna sulla maggior parte dei modelli.

Il codice per SMS non arriva. Aspetta un paio di minuti prima di chiederne un altro, perché chiedendone due arrivano fuori ordine e il primo smette di valere. Controlla anche di non aver bloccato i messaggi da mittenti sconosciuti.

La sessione è scaduta. Succede se ci si ferma troppo a lungo su una pagina. Non è un errore: si ricomincia, e la seconda volta va più veloce perché sai già cosa chiede.

Ho dimenticato la password. Sul sito del gestore c'è Password dimenticata, e si recupera con il codice fiscale e il numero di cellulare. Se hai perso anche il numero di cellulare associato, tocca rifare il riconoscimento.

Le due cose da non fare mai

Lo SPID è una chiave che apre la tua pensione, i tuoi redditi e la tua cartella clinica. Due regole coprono quasi tutto il rischio.

Non dare mai a nessuno il codice usa e getta. Non lo chiede il gestore, non lo chiede l'INPS, non lo chiede l'assistenza. Chi lo chiede sta entrando da qualche parte a tuo nome in quel momento.

Non entrare mai dallo SPID passando da un link ricevuto per email o per SMS. Esistono pagine finte, fatte identiche a quelle vere, che servono a raccogliere nome utente e password. Ai siti pubblici si arriva scrivendo l'indirizzo, oppure da un collegamento salvato fra i preferiti la prima volta che ci si è arrivati per conto proprio.

Se qualcuno ha bisogno di aiuto per usare i servizi pubblici, la strada corretta non è passargli le credenziali, ma la delega: quasi tutti gli enti prevedono la possibilità di nominare una persona di fiducia, e in quel caso resta scritto chi ha fatto cosa.

Da qui in avanti

La parte difficile è l'attivazione, e si fa una volta sola. Da lì in poi lo SPID è un nome utente e una password, come quelli che già usi per altre cose, con un codice in più che arriva sul telefono.

Se il telefono è ancora terreno poco familiare, conviene partire da prima: il primo smartphone comincia da accendere, toccare e aprire un'applicazione. Se invece te la cavi e vuoi vedere tutto quello che si può fare una volta dentro, i percorsi mettono i corsi in fila nell'ordine giusto.

Domande veloci

Quanto tempo ci vuole per attivare lo SPID?
La compilazione dei dati richiede circa dieci minuti. Il riconoscimento dipende dalla strada scelta: con la carta d'identità elettronica è immediato, in videochiamata dura una decina di minuti ma va prenotato, allo sportello dipende dalle code. Chi ha la carta elettronica attivata di solito completa tutto in mezz'ora.
Quale gestore SPID conviene scegliere?
Lo SPID che ottieni è identico con qualunque gestore. Conviene scegliere lo stesso che ha già qualcuno in famiglia, così avrete la stessa applicazione e potrete aiutarvi, oppure quello che offre il tipo di riconoscimento più comodo per te.
Posso attivare lo SPID senza uscire di casa?
Sì, se hai la carta d'identità elettronica con il PIN o la tessera sanitaria attivata, oppure scegliendo il riconoscimento in videochiamata con un operatore. Serve un telefono in grado di leggere la carta senza contatto, che ormai hanno quasi tutti i modelli.
Ho sbagliato a scrivere i miei dati: devo rifare tutto?
Se la procedura non è ancora stata completata, di solito si torna indietro e si corregge. Se il riconoscimento è già avvenuto e l'errore riguarda i dati anagrafici, va segnalato all'assistenza del gestore, che li rettifica senza far ricominciare da zero.

Impara a farlo passo passo

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Pubblicato il 5 ottobre 2026.