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Home banking: come funziona la banca online
Cosa si può fare dall'applicazione della banca, com'è fatta la sicurezza, quali operazioni conviene fare da casa e quali no. Senza gergo bancario.
· Circa 7 minuti di lettura
L'home banking è la banca vista dal telefono o dal computer: lo stesso conto corrente, gli stessi soldi, le stesse operazioni, senza dover andare in filiale. In italiano si direbbe banca online o banca a distanza, ma nelle comunicazioni delle banche compare quasi sempre la formula inglese.
Chi non l'ha mai usata immagina di solito una cosa più complicata di com'è. Nella pratica è un elenco di movimenti, un pulsante per pagare e un pulsante per fare un bonifico, con un codice di conferma che arriva sul telefono a ogni operazione importante.
Cosa si può fare da casa
Le cose che le persone fanno davvero sono cinque o sei, e sono quelle che valgono la coda risparmiata:
- Guardare il saldo e i movimenti, in qualunque momento, per capire se un accredito è arrivato o se un addebito è partito due volte.
- Fare un bonifico, per esempio a un artigiano o a un figlio.
- Pagare un bollettino postale o un avviso della pubblica amministrazione, inquadrando il codice a barre con la fotocamera invece di ribattere i numeri.
- Pagare il bollo dell'auto e altri tributi.
- Ricaricare il telefono.
- Bloccare una carta in un momento, se sparisce o se si sospetta un uso non autorizzato. Questa da sola giustifica avere l'applicazione installata.
Quello che di norma non si può fare da soli riguarda i contratti: aprire una posizione nuova, cambiare i beneficiari, sottoscrivere prodotti di investimento complessi. Per quelle cose serve comunque la filiale o un appuntamento, ed è giusto che sia così.
Come si entra, e perché ci sono due passaggi
L'accesso funziona sempre allo stesso modo, con due elementi che vengono chiamati «fattori».
Il primo è qualcosa che sai: un codice cliente e un PIN o una password.
Il secondo è qualcosa che hai: il telefono. Alla conferma dell'accesso, o al momento di autorizzare un pagamento, arriva un codice usa e getta per SMS, oppure l'applicazione chiede di confermare con un tocco o con l'impronta digitale.
I due passaggi non sono una complicazione inventata dalle banche. Sono la ragione per cui, se qualcuno scoprisse la tua password, non riuscirebbe comunque a entrare senza avere in mano anche il tuo telefono. È la stessa logica dello SPID, spiegata in SPID: cos'è e a cosa serve.
Da questo discende la regola più importante di tutte: quel codice non si dà a nessuno. Sul messaggio stesso c'è scritto, e chi lo chiede sta autorizzando un'operazione in quel momento.
Applicazione o sito: cosa conviene
Quasi tutte le banche hanno tutte e due le strade, e per la maggior parte delle persone l'applicazione sul telefono è la scelta migliore, per tre ragioni concrete.
È più difficile finire su una versione falsa, perché l'applicazione si scarica una volta sola dal negozio ufficiale e poi si apre toccando l'icona, mentre un sito lo si raggiunge ogni volta digitando o cercando, e lì gli errori capitano.
Ha lo sblocco con l'impronta o con il viso, che è più comodo e più sicuro di una password ribattuta ogni volta.
E manda le notifiche dei movimenti, che è il modo più rapido per accorgersi di un addebito che non torna.
Il sito resta utile quando serve leggere documenti lunghi o stampare qualcosa, dove uno schermo grande aiuta.
Le tre regole di sicurezza che coprono quasi tutto
Alla banca si arriva sempre per conto proprio. Mai da un link ricevuto per SMS o per email, nemmeno se il messaggio compare nella stessa conversazione dei messaggi veri della banca. Si apre l'applicazione, oppure si scrive l'indirizzo. Il perché sta in cosa vuol dire phishing.
Il codice usa e getta non si comunica a nessuno, nemmeno a chi dice di chiamare dalla banca, nemmeno all'assistenza, nemmeno a un familiare al telefono.
La banca non chiede mai di spostare i soldi su un conto sicuro. Non esiste nessun conto sicuro. È la frase con cui si conclude la truffa del finto operatore, e chi la pronuncia si sta qualificando da solo.
C'è una quarta regola più tecnica, ma vale la pena: niente operazioni bancarie dalle reti Wi-Fi aperte, quelle degli alberghi, dei bar e degli aeroporti che si usano senza password. Meglio i dati del proprio telefono, che sono cifrati.
Le parole che si incontrano, tradotte
Le schermate delle banche usano un vocabolario tutto loro, e spesso è quello a far desistere più della procedura.
Saldo contabile e saldo disponibile sono due numeri diversi e non è un errore: il primo è quello che risulta a fine giornata, il secondo tiene già conto delle operazioni partite ma non ancora regolate. Quello che conta per capire cosa si può spendere è il secondo.
IBAN è il codice lungo che identifica un conto, ventisette caratteri per l'Italia, e serve per ricevere e mandare bonifici. Il proprio si trova nell'applicazione, spesso sotto la voce del conto, con un pulsante per copiarlo e mandarlo a qualcuno.
Bonifico ordinario e bonifico istantaneo cambiano nei tempi: il primo arriva di solito il giorno lavorativo successivo, il secondo in pochi secondi ma non si può revocare. Per un pagamento importante conviene il primo, che lascia un margine per accorgersi di un errore.
Beneficiario è chi riceve, ordinante è chi paga. Causale è la riga in cui si scrive a cosa serve il pagamento, e conviene compilarla sempre: è quella che permette di ritrovare l'operazione dopo mesi.
Estratto conto è il riepilogo periodico, che nell'applicazione si scarica in PDF e vale come documento.
Cosa fare se qualcosa non torna
Se in lista movimenti compare un addebito che non riconosci, la sequenza è questa e conviene farla nell'ordine.
- Controlla la descrizione: molti addebiti misteriosi sono abbonamenti veri con un nome commerciale diverso da quello che conosci, oppure spese che arrivano a distanza di giorni.
- Se resta inspiegabile, blocca la carta dall'applicazione. È reversibile: se poi si scopre che era tutto regolare, si sblocca.
- Chiama la banca al numero stampato sul retro della carta.
- Chiedi il disconoscimento dell'operazione. Esiste una procedura, e i tempi per attivarla sono stretti: prima si segnala, meglio va.
- Sporgi denuncia, che serve anche alla banca per l'istruttoria.
Se preferisci ancora lo sportello
Vale la pena dirlo, perché la retorica della digitalizzazione a volte fa sentire in difetto chi non se la sente.
Usare l'home banking non è un obbligo, e nessuno deve fare per forza tutto dal telefono. C'è però un uso intermedio che conviene a chiunque abbia un conto, anche a chi in filiale ci va volentieri: installare l'applicazione e usarla solo per guardare. Niente bonifici, niente pagamenti, solo il saldo e i movimenti, e la possibilità di bloccare una carta in un istante.
È il novanta per cento del beneficio con zero rischio, perché guardare non muove un centesimo. Da lì, chi vuole, prova il primo pagamento quando se la sente.
Le truffe che girano attorno alla banca sono la parte che vale la pena conoscere prima di cominciare: stanno nel corso sulle truffe digitali, con le simulazioni per allenarsi a riconoscerle.
Domande veloci
- L'home banking è sicuro?
- Sì, ed è protetto da due elementi che devono essere presenti insieme: qualcosa che sai, cioè le credenziali, e qualcosa che hai, cioè il telefono su cui arriva il codice di conferma. Il punto debole non è la tecnologia ma la persona, e quasi tutte le frodi nascono da un codice comunicato per telefono o da un accesso fatto passando da un link ricevuto per messaggio.
- La banca può chiedermi il codice ricevuto per SMS?
- Mai, in nessuna circostanza. Quel codice serve ad autorizzare un'operazione, e chi te lo chiede sta cercando di completarne una in quel momento. Sul messaggio stesso è scritto di non comunicarlo a nessuno.
- Meglio l'applicazione o il sito della banca?
- Per l'uso quotidiano conviene l'applicazione: si apre toccando l'icona, quindi è difficile finire su una copia falsa, si sblocca con l'impronta e avvisa dei movimenti con una notifica. Il sito resta comodo per leggere documenti lunghi o stampare.
- Posso usare l'home banking dal Wi-Fi del bar?
- È meglio evitarlo. Sulle reti aperte, senza password, il traffico può essere intercettato più facilmente. Per le operazioni bancarie conviene usare i dati del proprio telefono o il Wi-Fi di casa protetto da password.
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