I servizi pubblici
Il CUP online in tre passi, senza telefonare alle otto
Le stesse date che vede l'operatore al telefono si vedono anche dal sito, con lo SPID. Ecco come si trova il sito giusto e come si prenota.
· Circa 7 minuti di lettura
Prenotare una visita al CUP online si fa in tre passi: si trova il sito della propria Regione, si entra con lo SPID, si sceglie fra le date libere. Le disponibilità sono le stesse che vede l'operatore al telefono, perché il sistema è lo stesso, e la prenotazione vale identica.
Il vantaggio non è solo evitare la fila al telefono: è poter guardare con calma, senza qualcuno che aspetta dall'altra parte.
Cos'è il CUP
CUP vuol dire Centro unico di prenotazione, ed è il sistema con cui ogni Regione gestisce le prenotazioni di visite ed esami del servizio sanitario.
Il punto che quasi nessuno sa, e che cambia tutto: il CUP al telefono e il CUP online sono lo stesso sistema. Non esistono date riservate a chi chiama, e non esistono date riservate a chi prenota dal computer. Si vede la stessa cosa.
Cambia solo il modo di arrivarci: al telefono c'è una persona che cerca al posto tuo, online cerchi tu.
Primo passo: trovare il sito giusto
È il passaggio che blocca di più, e c'è una regola semplice per non sbagliare.
Si cerca sul motore di ricerca il nome della propria Regione insieme alle parole «CUP online» oppure «prenotazione sanitaria». Poi si guarda l'indirizzo dei risultati: quello giusto finisce con .it e contiene il nome della Regione o dell'azienda sanitaria.
Diffidare dei siti che promettono di prenotare al posto tuo a pagamento: esistono, non sono il servizio pubblico, e chiedono soldi per una cosa che è gratuita.
Un modo ancora più sicuro, che evita la ricerca: entrare nell'app IO, dove molte Regioni hanno il collegamento diretto al proprio servizio sanitario.
Una volta trovato, conviene salvarlo fra i preferiti del browser, così la volta dopo non si cerca più.
Secondo passo: entrare con lo SPID
Il sito chiede di identificarsi, e accetta lo SPID o la carta d'identità elettronica.
Si sceglie «Entra con SPID», poi il nome del gestore che l'ha rilasciato, di solito Poste o Aruba o Infocert. Si scrivono nome utente e password, e arriva una richiesta di conferma sull'applicazione o un codice.
Se la password non si ricorda, si recupera dal sito del gestore, con la voce «Password dimenticata»: su come ottenerlo e gestirlo abbiamo una guida dedicata, come si attiva lo SPID passo passo. Vale la pena farlo prima di avere una ricetta in mano: è la differenza fra una cosa fatta con calma e una fatta di corsa.
C'è un caso frequente da sistemare: molti SPID di persone anziane sono stati attivati da un figlio, con l'email e il numero del figlio. In quel caso i codici di recupero arrivano a lui. Si cambiano dall'area personale del gestore, ed è mezz'ora ben spesa.
Terzo passo: cercare e scegliere
Il sito chiede cosa serve, e ci sono due modi.
Con il codice della ricetta. È il modo migliore. La ricetta dematerializzata, quella senza il foglietto rosso, ha un codice di quindici cifre, il numero di ricetta elettronica. Si scrive quello, e il sistema sa già di che esame si tratta e con che priorità.
Senza codice. Si sceglie la prestazione da un elenco. Funziona, ma bisogna azzeccare il nome esatto dell'esame, che non sempre coincide con quello che ha detto il medico.
Poi compaiono le disponibilità: sede, data, ora. Si guarda l'elenco con calma, si confronta la distanza, si sceglie.
Una cosa che toglie la paura: guardare non prenota. Si può aprire tutto, vedere le date, e chiudere la pagina senza confermare niente. Nessuna richiesta parte finché non si preme il pulsante di conferma.
La conferma, e dove ritrovarla
Dopo la conferma arriva un promemoria con data, ora, sede e importo del ticket. Arriva per email, spesso anche dentro l'app IO, e si può stampare.
Vale come il foglietto consegnato allo sportello: non serve andare a ritirare niente.
Conviene fare due cose subito. La prima: salvare il promemoria in PDF o farne una fotografia, così è disponibile anche senza rete. La seconda: aggiungere l'appuntamento al calendario del telefono con un promemoria il giorno prima, cosa che molti portali propongono da soli.
Se le date sono tutte lontane
Succede, ed è la ragione per cui molte persone rinunciano al canale online convinte che al telefono si trovi meglio. Non è così: le date sono le stesse. Però ci sono tre cose da sapere.
La priorità scritta sulla ricetta conta. Le ricette hanno una classe di priorità indicata dal medico, e le prestazioni urgenti hanno canali più rapidi. Se la ricetta ha una priorità alta e le date proposte sono lontane, vale la pena chiamare il CUP e dirlo.
Le disponibilità cambiano ogni giorno. Le disdette liberano posti, e molti portali permettono di essere avvisati.
Si può cercare in altre sedi della Regione. Spesso una sede a venti chilometri ha tempi molto più corti.
E se nessuna data è accettabile per una prestazione urgente, esiste il percorso di tutela previsto dalle norme sulle liste di attesa: se ne parla con il medico di base o con l'ufficio relazioni con il pubblico dell'azienda sanitaria.
Il referto, che poi si scarica da casa
Vale la pena chiudere il giro, perché la seconda metà del risparmio di tempo sta qui.
Dopo l'esame, il referto non va più ritirato di persona nella maggior parte dei casi: finisce nel fascicolo sanitario elettronico della propria Regione, in PDF, e si scarica entrando con lo SPID.
È lo stesso identico documento, con la stessa firma del medico, e vale come quello di carta. Si può mostrare al medico dal telefono, mandarlo a uno specialista, stamparlo se serve.
Il risparmio è concreto: fra viaggio, parcheggio, fila e ritorno, un ritiro allo sportello porta via un paio d'ore, e per chi non guida più significa dipendere da qualcuno. Sul fascicolo abbiamo scritto per esteso in il fascicolo sanitario elettronico.
Una avvertenza di buonsenso sul contenuto: i valori fuori scala fanno paura e da soli non vogliono dire niente. Il referto lo legge il medico, non il gruppo di famiglia.
Disdire, se non si può andare
È la parte che vale la pena scrivere in grassetto, perché riguarda tutti.
Una prenotazione non disdetta è un posto sprecato, e in molte Regioni comporta anche il pagamento del ticket. Si disdice dallo stesso portale, in pochi secondi, oppure dal numero verde della Regione.
Farlo appena si sa, e non il giorno prima, libera davvero il posto per qualcun altro. È il modo più semplice che esista per accorciare le liste, e non costa niente.
Domande veloci
- Le date online sono le stesse del telefono?
- Sì. Il sistema è lo stesso: non esistono disponibilità riservate a un canale. Cambia solo chi cerca, e online si può guardare con calma senza qualcuno che aspetta in linea.
- Serve per forza lo SPID?
- Serve un modo per identificarsi: lo SPID o la carta d'identità elettronica con i suoi codici. Alcune Regioni permettono di prenotare anche solo con tessera sanitaria e codice della ricetta, ma il percorso completo richiede l'identificazione.
- Posso prenotare per un familiare?
- Sì, nella maggior parte delle Regioni: si entra con il proprio SPID e si indicano i dati della persona e il codice della ricetta. Alcune Regioni chiedono di collegare prima la persona come «delegato», e si fa dallo stesso portale.
- Cosa faccio se sbaglio prenotazione?
- Si disdice dal portale, in pochi secondi, e si prenota di nuovo. Disdire subito è importante: libera il posto per qualcun altro, e in molte Regioni evita di dover pagare comunque il ticket.
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