Vai al contenuto principale

Numeri e fatti

Quante truffe online colpiscono ogni settimana in Italia

Le denunce raccontano decine di migliaia di casi l'anno e oltre cento milioni di euro sottratti. Ma il numero vero è più alto, e si spiega.

· Circa 7 minuti di lettura

Le truffe e le frodi informatiche denunciate in Italia sono decine di migliaia ogni anno, per somme sottratte che superano i cento milioni di euro. Divise per le settimane dell'anno, significa centinaia di persone colpite ogni settimana, ogni settimana.

Il numero vero è però più alto, e la ragione è la parte più importante di questo articolo.

Cosa dicono le denunce

I resoconti annuali della Polizia Postale sono la fonte più solida che abbiamo in Italia, perché contano casi reali arrivati a denuncia, non risposte a un questionario.

Da lì escono due ordini di grandezza da tenere a mente: decine di migliaia di casi denunciati ogni anno fra truffe e frodi informatiche, e oltre cento milioni di euro sottratti complessivamente.

Dentro quel totale ci sono cose molto diverse: il finto corriere da due euro, il falso investimento da cinquantamila, la truffa sentimentale che dura mesi, la frode a un'azienda con il cambio di IBAN su una fattura.

Le cifre medie, quindi, dicono poco. Serve guardare i tipi.

Il numero che manca

Le stesse fonti che pubblicano quei dati avvertono che sono una parte del fenomeno. Le rilevazioni europee sulle vittime confermano che la maggioranza delle truffe non arriva mai a una denuncia.

Le ragioni sono tre, e si sentono tutte nelle conversazioni con le persone.

La vergogna. È la prima, e riguarda soprattutto chi ha più di sessant'anni. Denunciare significa raccontare in famiglia di esserci cascati, e per molti quel passaggio pesa più della perdita.

La cifra piccola. Chi perde due euro, o venti, pensa che non valga la pena disturbare nessuno. È esattamente il calcolo su cui contano le campagne di massa.

L'idea che non serva. «Tanto non li riprendo». Spesso è vero per i soldi, ed è falso per tutto il resto: le denunce sono il modo in cui una campagna viene mappata e fermata.

I tipi che colpiscono di più le persone anziane

Dai resoconti e dalle segnalazioni emergono tre schemi ricorrenti, e sono sempre gli stessi da anni.

Il finto operatore della banca. Chiama, cita le ultime cifre della carta, parla con calma, e chiede un'operazione «per bloccare un movimento sospetto».

Il falso corriere o il falso ente. Arriva per SMS, chiede una cifra piccola o un aggiornamento di dati, e porta a una pagina che raccoglie il numero della carta.

Il finto parente in difficoltà. Per telefono o per messaggio, chiede soldi subito e chiede di non dire niente agli altri.

Tutti e tre hanno la stessa struttura: un'emergenza, una fretta, e l'isolamento di chi riceve. Ne abbiamo scritto per esteso in la truffa della telefonata sull'incidente.

Perché il totale cresce ogni anno

Due fattori, e conviene distinguerli perché dicono cose diverse.

Il primo è reale: più persone usano servizi online, quindi la superficie su cui provare è più larga. In Italia la crescita dell'uso di internet fra gli over 65 è stata forte, e con essa è cresciuta l'esposizione.

Il secondo è statistico: cresce anche la propensione a denunciare, perché se ne parla di più. Una parte dell'aumento dei numeri, quindi, è un miglioramento della misura, non un peggioramento del fenomeno.

Distinguerli conta, perché altrimenti si legge ogni aumento come un'emergenza, e la paura continua non aiuta nessuno a difendersi.

Il dato che cambia il modo di parlarne

C'è un numero che vale più di tutti gli altri, ed è quello sulla diffusione dei tentativi.

Le rilevazioni concordano su un punto: la grande maggioranza delle persone ha ricevuto almeno un messaggio truffa, mentre chi ci casca resta una minoranza.

Questa differenza cambia tutto. Finché si pensa che le truffe capitino a chi è ingenuo, chi le riceve si vergogna e tace. Quando si scopre che arrivano a tutti, si comincia a parlarne a cena, e chi ne ha sentito parlare ieri oggi non ci casca.

È il motivo per cui raccontare di aver ricevuto un messaggio sospetto, anche senza esserci cascati, è un gesto utile.

Quanto si recupera, davvero

È la domanda che conta per chi ci è passato, e la risposta dipende quasi solo dalla velocità.

Quando il pagamento è avvenuto con carta, esiste una possibilità concreta: la contestazione. Si chiede alla banca il blocco e si avvia la procedura di disconoscimento dell'operazione, e per i pagamenti non autorizzati le regole europee mettono l'onere di dimostrare il contrario a carico dell'intermediario. Segnalando subito, molte operazioni si fermano prima di concludersi.

Quando il pagamento è avvenuto con bonifico, è più difficile, ma non impossibile: la banca può chiedere il richiamo del bonifico all'istituto ricevente. Funziona solo se i soldi sono ancora lì, e spesso vengono spostati entro poche ore.

Quando si sono consegnati contanti o oggetti a qualcuno venuto a casa, il recupero dipende dalle indagini.

Da qui esce l'unica regola che vale la pena ricordare: i primi minuti contano più di tutto il resto. Prima si chiama la banca, prima si blocca, più è probabile che qualcosa torni indietro. La denuncia si fa dopo, con calma.

Cosa fare con questi numeri

Tre usi concreti, oltre alla curiosità.

Per convincere un genitore a parlarne. Sapere che è capitato a metà del paese toglie la vergogna, che è la cosa che fa più danno.

Per organizzare un incontro. Parrocchie, centri anziani, biblioteche: sono i luoghi dove queste informazioni arrivano alle persone che ne hanno più bisogno, e un numero citato con la fonte rende un discorso credibile.

Per denunciare. Anche per cifre piccole, anche quando i soldi non torneranno. La denuncia si può fare in commissariato o dal portale della Polizia Postale, e serve a mappare le campagne.

Se è già successo, il primo passo da fare è nella guida sono caduto in una truffa, cosa faccio.

Come sono raccolti questi dati

Una nota metodologica, perché i numeri vanno letti sapendo da dove vengono.

I resoconti della Polizia Postale contano i casi trattati dalle proprie strutture: è una misura solida ma parziale, perché non tutte le truffe passano da lì, e perché una parte delle denunce viene presentata ad altre forze dell'ordine.

Le rilevazioni europee sulle vittime funzionano diversamente: intervistano campioni di popolazione e chiedono cosa è successo, comprese le cose non denunciate. Danno numeri più alti e meno precisi.

Le due fonti insieme dicono la cosa utile: le denunce sono il pavimento, non il soffitto. Quando si cita un numero, vale la pena dire l'anno e la fonte, sempre. Un numero senza anno è un'opinione con la giacca.

Domande veloci

Quante truffe online si denunciano in Italia ogni anno?
Decine di migliaia, secondo i resoconti annuali della Polizia Postale, per somme complessive che superano i cento milioni di euro. Il numero reale è più alto, perché molte truffe non arrivano mai a una denuncia.
Perché molte truffe non vengono denunciate?
Per tre ragioni ricorrenti: la vergogna di raccontarlo in famiglia, la convinzione che una cifra piccola non valga la pena, e l'idea che tanto i soldi non si recuperino. Le prime due riguardano soprattutto le persone anziane.
Le truffe colpiscono più gli anziani?
Alcuni schemi sì, in particolare il finto operatore bancario e il finto parente in difficoltà, che fanno leva su fiducia e affetto. I messaggi di massa, invece, arrivano a tutte le età senza distinzione.
Serve denunciare anche per pochi euro?
Sì. I soldi raramente tornano, ma le denunce sono il modo in cui una campagna viene individuata e fermata. Si può fare in commissariato oppure online, dal portale delle segnalazioni della Polizia Postale.

Impara a farlo passo passo

Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.

Da stampare e tenere vicino

Il kit per il genitore

Cinque impostazioni che rendono il telefono di tua madre o di tuo padre più sicuro. Venti minuti, una volta sola, con lui accanto.

Scarica il libretto

Caratteri grandi, una cosa per pagina. Non serve nessun account.

Da leggere dopo

Chi scrive

DoveClicco insegna la tecnologia a chi parte da zero, soprattutto alle persone dai 60 anni in su. Niente gergo, niente fretta: i passaggi con i nomi veri dei pulsanti, e simulazioni in cui si può sbagliare senza conseguenze. Come lavoriamo.

Pubblicato il 26 ottobre 2026.