Dietro le quinte
Perché non si vede la nostra faccia
Non c'è un volto nei nostri video e nei nostri post, ed è una scelta. Ecco le tre ragioni, compresa quella che ci costa qualcosa.
· Circa 6 minuti di lettura
Perché non si vede la nostra faccia: nei video e nei post non compare nessun volto, e non è una dimenticanza: è una scelta, presa all'inizio e confermata da allora. Ci costa qualcosa, e vale la pena spiegare sia le ragioni sia il prezzo che paghiamo.
Perché in un mondo in cui tutto passa da una faccia, non averla è una posizione che va motivata.
Prima ragione: la persona non è il contenuto
Quello che insegniamo deve funzionare senza di noi.
Se una lezione funziona perché chi la spiega è simpatico, sta funzionando la simpatia, non la lezione. E il giorno che quella persona non c'è più, o cambia, o si stanca, resta il vuoto.
Abbiamo preferito costruire una cosa che si regge sui passaggi: le schermate, gli esempi, l'ordine in cui si spiegano le cose. Chiunque potrebbe leggerla ad alta voce e funzionerebbe uguale.
È una scelta che rende tutto più lento e più fragile all'inizio, perché un volto crea affetto e l'affetto crea attenzione. Ma rende più solido quello che resta.
Seconda ragione: chi guarda non deve sentirsi giudicato
Questa è la ragione a cui teniamo di più, e viene dall'ascoltare le persone.
Chi ha settant'anni e non sa usare il telefono ha quasi sempre un'esperienza precisa alle spalle: aver chiesto aiuto a qualcuno che sbuffava. Un figlio, un nipote, un impiegato allo sportello.
Una faccia che spiega, per quanto gentile, riporta quella scena. C'è qualcuno che sa, qualcuno che non sa, e uno sguardo in mezzo.
Un testo, una schermata, una voce senza volto, tolgono lo sguardo. Si può sbagliare cinque volte di seguito senza che nessuno veda, e si può rileggere la stessa riga tre volte senza che nessuno si spazientisca.
Non è una teoria: è la cosa che ci dicono più spesso le persone che usano i corsi.
Terza ragione: la riservatezza, detta com'è
La terza ragione è più semplice e riguarda chi lavora al progetto.
Mettere la propria faccia su internet è una decisione personale, con conseguenze che durano anni e che non si tolgono più. Comprende i commenti, il riconoscimento per strada, e in un progetto che parla di truffe comprende anche l'attenzione di persone che non si sono scelte.
Chi scrive queste cose ha deciso di non farlo, e la trasparenza sta nel dirlo, non nel fingere che sia soltanto una scelta editoriale elegante.
Cosa ci costa
Qui la parte onesta, perché questa scelta ha un prezzo e lo stiamo pagando.
Sui social funziona molto peggio. I contenuti con una persona che parla ottengono più attenzione di qualunque scheda, e questo è un fatto misurato. Le nostre pagine sono cresciute pochissimo, e una parte della ragione è questa.
Costruire fiducia è più lento. Chi arriva su un sito che parla di truffe e non trova nessuno a cui associare quelle parole ci mette di più a fidarsi. È ragionevole, ed è un costo che accettiamo.
Non possiamo fare certe cose. I video in cui una persona mostra il proprio telefono e commenta sono il formato che funziona meglio in assoluto per il nostro argomento. Ci siamo preclusi quella strada.
Lo scriviamo perché ci sembra più serio di sostenere che sia una scelta senza svantaggi.
Cosa facciamo al posto della faccia
Tre cose, e sono il motivo per cui la scelta regge.
Le schermate vere. Invece di raccontare un messaggio truffa, lo mostriamo: la chat, l'SMS, la pagina finta. È più faticoso da preparare e più utile da guardare.
La voce. Nelle lezioni si può ascoltare il testo letto ad alta voce, per chi fatica a leggere sullo schermo.
Le storie vere, senza nomi. Le cose che raccontiamo sono successe: un telefono, una telefonata, un messaggio. Cambiamo i nomi e i dettagli, e la scena resta.
Le voci dei video, e perché sono sintetiche
Una domanda che ci arriva spesso, e che merita una risposta diretta.
Nei video la voce che legge non è di una persona: è una voce sintetica, di quelle che i sistemi operativi usano per leggere lo schermo a chi non vede bene. La scegliamo italiana, lenta e senza inflessioni, e i testi li scriviamo pensando a come verranno letti.
La ragione è coerente con il resto: una voce umana crea un legame con quella persona, e il legame è esattamente ciò che abbiamo deciso di non costruire. Una voce neutra fa un servizio senza chiedere niente in cambio.
Ha anche un vantaggio pratico che non avevamo previsto: si può correggere una frase in un testo e rigenerare l'audio in pochi secondi, senza convocare nessuno. Le lezioni restano correggibili nel tempo, e su un argomento come le truffe, che cambia ogni mese, conta parecchio.
Chi preferisce leggere può spegnere la voce: il testo c'è sempre, ed è quello la fonte.
Cosa non vuol dire
Una precisazione, perché l'assenza di un volto a volte viene letta male, e con qualche ragione.
Non vuol dire che non si sappia chi siamo. Il sito ha i dati di contatto, e le email ricevono risposta da una persona vera che si firma.
Non vuol dire che sia un'intelligenza artificiale a scrivere. I testi sono scritti e riletti da persone, e i controlli automatici servono a far rispettare regole decise da persone.
Non vuol dire che non cambieremo mai idea. Se un giorno la scelta dovesse diventare un ostacolo più grande del beneficio, la discuteremo apertamente e lo scriveremo qui.
Sul perché abbiamo cominciato, e su cosa cerchiamo di fare diversamente, ne abbiamo scritto in perché esiste DoveClicco e in perché non usiamo certi complimenti.
Domande veloci
- Chi c'è dietro DoveClicco?
- Persone vere, che scrivono e rileggono i contenuti e rispondono alle email firmandosi. La scelta riguarda l'immagine pubblica, non l'anonimato: i dati di contatto sono sul sito.
- I contenuti sono scritti da un'intelligenza artificiale?
- No. Sono scritti e riletti da persone. I controlli automatici che usiamo servono a far rispettare regole di scrittura decise da persone, come gli accenti o i complimenti senza genere.
- Non avere un volto vi penalizza?
- Sì, soprattutto sui social, dove i contenuti con una persona che parla ottengono molta più attenzione. È un costo che conosciamo e che accettiamo, e lo scriviamo invece di sostenere che la scelta non abbia svantaggi.
- Cambierete idea?
- Se un giorno la scelta diventasse un ostacolo più grande del beneficio, ne discuteremmo apertamente e lo scriveremmo qui. Per ora le ragioni che l'hanno motivata restano valide.
Impara a farlo passo passo
Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.
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