Dietro le quinte
Perché esiste DoveClicco
Nasce da una frase che tutti abbiamo sentito dire in casa: «lascia, faccio io». Ecco cosa ci siamo detti e come abbiamo deciso di fare le cose.
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DoveClicco esiste perché imparare a usare il telefono, per moltissime persone, non è un problema di difficoltà: è un problema di dignità. Chiedere aiuto costa, e chi lo chiede spesso si sente rispondere «lascia, faccio io». Abbiamo costruito un posto dove si può provare, sbagliare e riprovare quante volte serve, senza nessuno accanto che sospira.
Questa è la parte che di solito non si racconta: perché abbiamo deciso certe cose e non altre.
La scena da cui è partito tutto
Una signora vuole prenotare una visita. Il numero verde è sempre occupato, allo sportello c'è la fila, e le dicono che ormai si fa online. Chiede a un familiare, il familiare prende il telefono, fa quattro cose in venti secondi e restituisce l'apparecchio con l'appuntamento fissato.
Problema risolto, e tutti contenti. Solo che il mese dopo succede di nuovo, identico, e la signora ha imparato una cosa sola: che deve chiedere. Ogni volta.
Questa scena si ripete in migliaia di case, e non riguarda l'intelligenza di nessuno. Riguarda il fatto che nessuno ha mai avuto il tempo, o la pazienza, di stare fermo a guardare mentre l'altra persona prova da sola.
I dati raccontano la stessa cosa in altra forma. Secondo l'ISTAT, nel 2025 solo il 27,4% delle persone fra i 65 e i 74 anni aveva competenze digitali almeno di base, contro il 54,3% della popolazione fra 16 e 74 anni. Nel frattempo i servizi si sono spostati online quasi tutti: la sanità, la banca, l'anagrafe, le bollette.
Chi resta fuori, e da cosa
Quando si parla di divario digitale sembra una questione tecnica, e invece è molto concreta. Chi non riesce a usare questi strumenti perde tre cose.
Perde soldi. Le tariffe migliori stanno online, i rimborsi si chiedono online, le pratiche allo sportello a volte costano di più.
Perde tempo e salute. Prenotare per telefono significa file d'attesa e orari, e a volte significa rinunciare a una visita.
Perde autonomia. È la parte che pesa di più. Dover chiedere a qualcuno per ogni bolletta, per ogni appuntamento, per ogni certificato, cambia il modo in cui una persona vede se stessa.
Chi ha ottant'anni oggi ha cresciuto figli, gestito case, guidato aziende, tenuto conti a mano. Non ha bisogno di essere trattato come un principiante nella vita: ha bisogno di sapere dove si tocca.
Le tre cose che abbiamo deciso all'inizio
Si impara facendo, non guardando. Ogni lezione ha una simulazione: una schermata che si comporta come l'applicazione vera, dove si tocca davvero. Non è un video da guardare, è una cosa da fare. E siccome è una finta, si può sbagliare senza conseguenze: nessun messaggio parte per sbaglio, nessun soldo si muove, niente si rompe.
Questa è la risposta alla paura, che è il vero ostacolo. Chi ha paura di rompere qualcosa non tocca, e chi non tocca non impara.
Nessuna fretta, mai. Non c'è un tempo massimo per finire una lezione, non ci sono timer, non ci sono quiz a sorpresa. Si va avanti quando si vuole andare avanti, si torna indietro quante volte serve. La stessa lezione si può rifare venti volte e nessuno se ne accorge.
Si scrivono i nomi veri. «Vai nelle impostazioni» non ha mai aiutato nessuno. Nelle lezioni c'è scritto quale pulsante toccare, con il nome che ha davvero e dove si trova nella schermata. Costa più fatica scriverle così, ma è l'unica cosa che si può seguire mentre si tiene il telefono in mano.
Le parole che non usiamo
Le abbiamo scelte con la stessa attenzione con cui abbiamo scelto le lezioni.
Non diciamo mai a un adulto le parole che si dicono ai bambini quando fanno una cosa giusta. Sono parole affettuose, ma dette a una persona di settant'anni suonano come una carezza sulla testa, e chi le riceve capisce benissimo cosa vogliono dire.
Non facciamo allarmismo. Sulle truffe si dice come sono fatte e cosa fare, senza spaventare: chi ha paura non impara, si blocca e basta.
E non promettiamo che sia facilissimo. All'inizio è scomodo per tutti, ed è più onesto dirlo che far sentire in colpa chi ci mette tre tentativi.
Per chi lo facciamo davvero
Il sito è pensato per chi ha sessant'anni e più, e per chiunque con la tecnologia non si sia mai trovato a suo agio, a qualsiasi età. Ma sappiamo che spesso chi arriva qui per primo è un figlio o una figlia, che cerca un modo per smettere di essere l'unico centro assistenza della famiglia.
Va benissimo così, purché sia chiaro cosa stiamo cercando di fare: non sostituire quella persona, ma togliere dal tavolo la parte peggiore. Restano le domande vere, quelle che è bello ricevere, e sparisce il «me lo fai tu che fai prima».
Se vuoi vedere come sono fatte le lezioni, il posto giusto è il catalogo dei corsi, oppure i percorsi, che le mettono in fila per un obiettivo preciso. Se invece ti interessa chi c'è dietro, qui raccontiamo chi siamo, e nella rubrica Dietro le quinte continueremo a spiegare le scelte una per una.
Domande veloci
- A chi si rivolge DoveClicco?
- A chi vuole imparare a usare telefono e computer partendo da zero, soprattutto dai sessant'anni in su, e a chi ha un familiare in quella situazione e cerca un modo per aiutarlo senza dover essere sempre presente. Le lezioni sono scritte per il lettore più esigente: chi non ha mai toccato uno smartphone.
- Che differenza c'è rispetto a un video su internet?
- Un video si guarda, una lezione qui si fa. Ogni argomento ha una simulazione in cui si tocca lo schermo come si farebbe nell'applicazione vera, con la differenza che nessun errore ha conseguenze. È la parte che manca quasi sempre, e senza quella la mano non impara.
- Serve essere capaci di usare il computer per cominciare?
- No. I corsi partono dal primo gesto, cioè da come si accende e si tocca uno schermo, e ogni passaggio è scritto con il nome esatto di quello che si vede. Se una cosa non è chiara si torna indietro e si rifà.
- Perché parlate tanto di dignità e non di tecnologia?
- Perché il problema quasi mai è la tecnologia. È la sensazione di essere diventati un peso per qualcuno, e quella sensazione blocca prima ancora che si cominci. Se togliamo di mezzo quella, il resto è solo questione di pratica.