Le parole
Cosa vuol dire streaming, spiegato senza parole difficili
Streaming vuol dire guardare o ascoltare mentre arriva, senza scaricare niente. Cosa consuma, cosa serve, e perché a volte si blocca.
· Circa 7 minuti di lettura
Cosa vuol dire streaming: vuol dire guardare un film o ascoltare una canzone mentre arriva, un pezzetto alla volta, senza che quel film o quella canzone restino nel telefono. È l'opposto di scaricare, ed è la differenza che spiega quasi tutto il resto.
La parola viene dall'inglese stream, che vuol dire corrente, il flusso di un ruscello. L'immagine è azzeccata: l'acqua passa, tu bevi, l'acqua continua ad andare.
La differenza con lo scaricare, in una scena
Immagina due modi di ricevere un libro.
Nel primo, il libro arriva per posta, completo, e rimane in casa: si può leggere quando si vuole, anche senza corrente, ma occupa spazio sullo scaffale. Questo è scaricare.
Nel secondo, una persona ti legge il libro al telefono, una pagina alla volta. Senti tutto, non occupa nessuno spazio in casa, ma se cade la linea la lettura si ferma, e per risentire un pezzo bisogna richiamare. Questo è lo streaming.
Nessuno dei due è migliore dell'altro: servono a cose diverse. Un film che si guarda una volta non ha motivo di restare nel telefono. Una canzone che si ascolta tutti i giorni in macchina, in un posto dove la linea va e viene, è meglio averla dentro.
Cosa hai già visto in streaming senza saperlo
Molte persone pensano di non usarlo e lo usano da anni.
Un video che parte da solo scorrendo Facebook è streaming. Una diretta di un telegiornale sul sito del canale è streaming. Un messaggio vocale su WhatsApp che si ascolta appena arriva è, nei fatti, la stessa cosa in piccolo.
Persino le videochiamate funzionano così: quello che vedi e senti non viene salvato da nessuna parte, passa e va. È il motivo per cui una videochiamata non si può «riaprire» il giorno dopo, e se ti serve capirne il funzionamento pratico l'abbiamo raccontato in come si fa una videochiamata su WhatsApp.
Quanto consuma, in pratica
Questa è la domanda che conta davvero, perché lo streaming consuma linea ogni volta, mentre una cosa scaricata consuma una volta sola.
Un'ora di musica consuma poco: più o meno quanto una manciata di fotografie. Un'ora di video normale consuma parecchio di più, e un'ora di video ad altissima definizione può consumare come qualche centinaio di fotografie.
La conseguenza pratica è una sola, ed è facile da ricordare: la musica si può ascoltare anche con i dati del telefono, i film si guardano col wi-fi di casa. Chi ha un abbonamento telefonico con pochi giga e guarda una serie in treno, se ne accorge a metà mese.
La differenza fra la linea di casa e quella del telefono, e perché il conto è diverso, sta in wi-fi e dati mobili: che differenza c'è.
Perché a volte si blocca, o diventa sfocato
Quando la linea rallenta, il video non si ferma: peggiora. Diventa sgranato, come una fotografia ingrandita troppo, e poi torna nitido da solo.
Non è un guasto, è una scelta di chi ha costruito il servizio. Il programma misura di continuo quanta linea c'è e sceglie una qualità che ci stia dentro, perché per chi guarda un'immagine meno bella è meno fastidiosa di un video che si interrompe ogni venti secondi.
Il cerchietto che gira, invece, vuol dire che nemmeno la qualità più bassa sta stando al passo. Le cause più frequenti sono tre: il wi-fi troppo lontano dal modem, troppi dispositivi collegati nello stesso momento, oppure il servizio stesso in difficoltà, cosa che capita quando c'è una partita e mezza Italia guarda la stessa cosa.
Prima di pensare che sia rotto il telefono, conviene provare lo stesso video su un altro dispositivo in casa: se si blocca anche lì, il telefono non c'entra.
Le parole che ci girano intorno
Tre parole che compaiono sempre e che non vogliono dire quello che sembra.
Diretta. Vuol dire che quello che vedi sta succedendo adesso, o quasi: c'è sempre qualche secondo di ritardo, ed è il motivo per cui il vicino che guarda la partita in televisione esulta prima di te.
Offline. È l'opposto dello streaming: alcuni servizi permettono di scaricare in anticipo, di solito solo dentro la loro applicazione, per guardare dove non c'è linea. Il file resta prigioniero di quell'applicazione e sparisce se l'abbonamento finisce.
Buffer. È la piccola scorta che il telefono tiene avanti, qualche secondo di video già arrivato, per non fermarsi al primo singhiozzo della linea. Quando senti dire che «sta caricando il buffer», sta riempiendo quella scorta.
Streaming non vuol dire abbonamento
Qui nasce la confusione più comune, e vale la pena separare le due cose.
Streaming è una tecnica: il modo in cui i dati arrivano. Abbonamento è un contratto: il modo in cui si paga. Esistono servizi in streaming senza alcun abbonamento, per esempio i video pubblici o le dirette dei canali televisivi, ed esistono servizi in abbonamento che ti fanno scaricare.
Il fatto che i servizi più conosciuti siano entrambe le cose insieme ha fatto passare l'idea che siano sinonimi. Non lo sono, e tenerle distinte serve nel momento in cui si legge un contratto e si vuole capire cosa si sta firmando.
Tre cose che conviene sapere prima di abbonarsi
Chi si avvicina adesso a un servizio in streaming inciampa quasi sempre negli stessi tre punti.
Su quanti apparecchi funziona. Ogni servizio stabilisce quante persone possono guardare nello stesso momento con lo stesso accesso. Non è una cattiveria: è il modo in cui decidono il prezzo. Il problema nasce quando in famiglia si guarda tutti insieme e il terzo televisore dice che il limite è stato superato.
Cosa succede quando un titolo sparisce. I cataloghi cambiano, perché i diritti su un film durano un certo numero di anni e poi passano a qualcun altro. Un film visto a settembre può non esserci più a gennaio, e non è un guasto.
Come si smette. È la cosa che si guarda per ultima e che andrebbe guardata per prima: dove si trova il tasto per interrompere il rinnovo, quanto preavviso serve e se si continua a vedere fino alla scadenza già pagata.
Cosa serve per cominciare
Meno di quello che si crede: un telefono o una televisione collegata, una linea decente e nient'altro.
Non serve un apparecchio nuovo. Non serve capire come funziona. La cosa più utile da imparare non è tecnica ma pratica: sapere quale tasto mette in pausa, quale torna indietro di dieci secondi, e dove si accendono i sottotitoli, che per moltissime persone sono la differenza fra seguire un film e rinunciarci.
Domande veloci
- Streaming e scaricare sono la stessa cosa?
- No. Scaricando, il file resta nel dispositivo e occupa spazio, ma si rivede anche senza linea. In streaming il contenuto passa mentre lo guardi e non resta niente: non occupa spazio, ma ogni volta che lo rivedi consuma linea da capo.
- Guardare un film in streaming consuma i giga del telefono?
- Sì, se sei collegato ai dati del telefono e non al wi-fi. Un'ora di video consuma molto più di un'ora di musica, quindi la regola pratica è ascoltare musica anche fuori casa e tenere i film per la linea di casa.
- Perché il video diventa sfocato e poi torna nitido?
- Perché il servizio misura in continuazione quanta linea c'è e abbassa la qualità quando serve, per evitare che il video si fermi. È una scelta voluta: un'immagine meno definita dà meno fastidio di un'interruzione ogni pochi secondi.
- Per vedere in streaming devo per forza pagare un abbonamento?
- No. Lo streaming è il modo in cui i dati arrivano, non il modo in cui si paga. Ci sono contenuti in streaming liberi, come le dirette dei canali televisivi o i video pubblici, e servizi a pagamento che invece permettono di scaricare.
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