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Le parole

Cos'è il modem e cosa vogliono dire le sue lucine

È la scatoletta dietro il divano da cui passa tutto internet di casa. Ecco cosa fa, cosa dicono le lucine e quando conviene spegnerlo e riaccenderlo.

· Circa 7 minuti di lettura

Il modem è la scatoletta con le lucine che sta dietro il divano o sopra un mobile, e fa una cosa sola: porta internet dentro casa e lo distribuisce a tutto quello che c'è dentro. Il telefono, il computer, la televisione, l'altoparlante: parlano tutti con lui, e lui parla con il mondo.

Quasi tutte le volte che «internet non va», la risposta sta lì sopra, in una lucina che ha cambiato colore.

Modem, router, wifi: la stessa scatola, tre parole

Vale la pena chiarirlo subito, perché le tre parole si usano una per l'altra e confondono.

Modem è la parte che parla con la rete dell'operatore, quella che arriva dalla presa a muro o dalla fibra.

Router è la parte che distribuisce quella connessione a tutti gli apparecchi di casa, decidendo cosa va dove.

Wifi è il modo senza fili con cui la distribuisce, cioè le onde radio che arrivano fino in cucina.

In casa sono quasi sempre dentro un unico apparecchio, quello che l'operatore consegna al momento del contratto. Per questo, nell'uso di tutti i giorni, chiamarlo modem va benissimo: è quella scatola lì.

Cosa vogliono dire le lucine

Cambiano da marca a marca, ma il criterio è quasi universale ed è semplice.

Verde fisso: tutto a posto. La riga funziona ed è collegata.

Verde lampeggiante: sta lavorando. Sta parlando con la rete o con un apparecchio. È normale, e succede di continuo.

Rosso: la riga non c'è. È la lucina più importante, di solito segnata «Internet», «DSL» o «Fibra». Rosso vuol dire che il problema è fuori casa, cioè fra la presa e l'operatore: non è il telefono, non è il computer, non è colpa di nessuno in casa.

Spenta: quella parte è disattivata. La lucina del wifi spenta, per esempio, vuol dire che il wifi è stato spento, spesso da un pulsante cliccato per caso.

La regola pratica che risolve metà delle telefonate ai figli: prima di descrivere il problema, si guarda di che colore sono le lucine. Quella frase da sola cambia una conversazione di venti minuti in una di due.

Il rimedio che funziona quasi sempre

Si stacca la spina del modem, si conta fino a trenta, si riattacca.

Sembra un rimedio da nulla e invece è quello giusto, per un motivo preciso: il modem è un piccolo computer sempre acceso, e come tutti i computer si ingarbuglia. Spegnendolo, dimentica le confusioni accumulate e ricostruisce la connessione da zero.

Due avvertenze. La prima: dopo la riaccensione ci vogliono due o tre minuti prima che tutto torni. Le lucine lampeggiano, si spengono, tornano: è normale, va aspettato senza cliccare niente. La seconda: non serve staccare anche il cavo della presa a muro, e conviene non farlo, perché rimetterlo storto crea un problema che prima non c'era.

Se dopo il riavvio la lucina di internet resta rossa, il problema è dell'operatore e si chiama l'assistenza. Ed è utile poter dire «la spia internet è rossa anche dopo il riavvio»: è esattamente l'informazione che chiedono.

Dove sta scritta la password del wifi

Su un'etichetta, quasi sempre sotto il modem, a volte sul retro.

Su quell'etichetta ci sono due cose che servono. Il nome della rete, scritto «SSID» o «Nome rete»: è quello che compare nell'elenco quando si cerca il wifi. E la chiave, scritta «Password», «Wi-Fi key» o «WPA»: è quella lunga, con lettere e numeri messi alla rinfusa.

Non serve impararla a memoria e non serve copiarla ogni volta. Sui telefoni recenti si può condividere la rete con chi è vicino, oppure inquadrare il codice quadrato stampato su molti modem.

Una cosa che vale la pena sapere: quella password si può cambiare, mettendone una più facile da dettare. Si fa dal pannello del modem, e l'assistenza dell'operatore guida passo per passo al telefono.

Dove va messo

La posizione conta più di quanto sembri, e spostarlo di un metro a volte risolve la lentezza in camera.

In alto e in mezzo alla casa, non per terra in un angolo. Le onde si allargano in tutte le direzioni: se parte da un angolo, metà del segnale finisce nel muro del vicino.

Lontano dal microonde e dai grossi elettrodomestici, che disturbano.

Fuori dal mobile chiuso. È la tentazione di tutti, perché è brutto, ed è il modo più rapido per dimezzare il wifi in casa. Se proprio deve stare dentro un mobile, almeno con l'anta aperta.

E niente centrino sopra: non fa danni al segnale, ma ricopre le lucine, che sono l'unica cosa che dice cosa sta succedendo.

Quando la lentezza non è colpa del modem

Tre casi frequenti, utili per non chiamare l'assistenza a vuoto.

Solo una stanza va piano. Allora è la distanza o un muro spesso, non la riga. Si risolve avvicinando il modem o aggiungendo un ripetitore.

Tutto va piano a una certa ora. La sera, quando tutto il palazzo guarda film, la rete è più carica. Non è un guasto.

Va piano solo un apparecchio. Allora il problema è lì dentro: troppe applicazioni aperte, memoria piena, aggiornamenti in corso. Su questo aiuta la guida liberare spazio quando il telefono è pieno.

Per capire se il problema è il wifi o la rete del telefono, che è una confusione comune, c'è che differenza c'è fra wifi e dati mobili.

Il ripetitore: quando serve davvero

È l'acquisto che fanno tutti quando il wifi non arriva in camera, e spesso si compra prima di aver provato le cose gratuite.

Un ripetitore è una scatoletta che si attacca a una presa a metà strada fra il modem e la stanza lontana: riceve il segnale e lo rilancia. Funziona, ma ha due limiti da conoscere. Il primo è che rilancia quello che riceve: se lo si mette dove il segnale è già debole, rilancia un segnale debole. Il secondo è che quasi sempre dimezza la velocità, perché deve ascoltare e ripetere sulla stessa frequenza.

Prima di comprarlo conviene provare tre cose che non costano niente: spostare il modem più in alto e più al centro, tirarlo fuori dal mobile chiuso, e girare le antenne se ce ne sono di esterne, una verticale e una inclinata.

Se dopo queste prove il problema resta, allora il ripetitore ha senso, e va messo a metà strada, in un punto dove il segnale è ancora buono. Molti operatori italiani ne forniscono uno compatibile, ed è la scelta più semplice perché si configura da solo.

La truffa che usa la parola modem

Va nominata, perché gira davvero.

Arriva una telefonata: «siamo dell'assistenza, il suo modem ha un problema di sicurezza». Chi chiama sa il nome dell'operatore, a volte l'indirizzo, e propone di sistemare tutto a distanza. Chiede di installare un programma sul computer, o di leggere i codici stampati sull'etichetta.

Nessun operatore chiama per queste cose, e nessun tecnico chiede di installare programmi per telefono. Si riattacca e, se resta il dubbio, si richiama il numero dell'assistenza stampato sulla bolletta.

Il modem, da solo, non ha nessun «problema di sicurezza» che si risolva così.

Domande veloci

Posso spegnere il modem la notte?
Sì, non gli fa male. L'unico effetto è che gli apparecchi di casa restano senza internet, quindi non arrivano le notifiche e non si fanno i salvataggi automatici delle foto, che di solito avvengono proprio di notte.
Cosa vuol dire la lucina rossa?
Che la riga verso l'operatore non funziona: il problema è fuori casa. Prima si prova a staccare e riattaccare la spina aspettando tre minuti; se resta rossa, si chiama l'assistenza dicendo esattamente questo.
Ogni quanto va riavviato?
Non serve una regola: si riavvia quando qualcosa non va. Riavviarlo ogni notte non lo migliora e interrompe i salvataggi automatici che avvengono in quelle ore.
Il modem è mio o dell'operatore?
Dipende dal contratto: alcuni lo vendono, altri lo danno in comodato e lo rivogliono quando il contratto finisce. Per legge in Italia si può anche usare un modem proprio, ma per la maggior parte delle persone quello dell'operatore è la scelta più semplice, perché l'assistenza lo conosce.

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Pubblicato il 15 ottobre 2026.