Come si fa
Come si controlla se un sito è sicuro prima di comprare
Sei controlli da fare in due minuti prima di lasciare i soldi su un sito che non conosci: indirizzo, contatti, condizioni, pagamento, recensioni, prezzo.
· Circa 7 minuti di lettura
Come si controlla se un sito è sicuro: si guardano sei cose, nell'ordine, e ci vogliono due minuti. Non serve capire di informatica, serve sapere dove guardare, perché un negozio finto sbaglia quasi sempre negli stessi punti.
Questa pagina è pensata per il momento esatto in cui si sta per mettere la carta: il prodotto convince, il prezzo convince, e resta quel dubbio che non si sa come sciogliere.
Primo: l'indirizzo, letto da destra
L'indirizzo del sito sta in alto, nella barra bianca del navigatore. Si legge da destra verso sinistra, e la parte che conta è quella subito prima della prima barra.
Un esempio. In negozio.amazon-offerte.it/sconti, il nome vero del sito non è «amazon»: è amazon-offerte.it, che con Amazon non ha niente a che fare. Chi ha registrato quel nome ha messo la parola famosa dove l'occhio la cerca, contando sul fatto che nessuno legge oltre.
Le tre cose da guardare sono sempre le stesse: un nome famoso attaccato con un trattino a un'altra parola, una lettera cambiata (una «i» al posto di una «l», uno zero al posto di una «o»), o una finale strana come .shop.co invece di .it o .com.
Se vuoi capire meglio come è fatto un indirizzo e quali sono le sue parti, l'abbiamo spiegato in cosa vuol dire dominio.
Secondo: il lucchetto dice meno di quello che sembra
Accanto all'indirizzo c'è quasi sempre un piccolo lucchetto. Significa che quello che scrivi viaggia protetto fra il tuo telefono e quel sito, e che nessuno può leggerlo per strada.
Non significa che il sito sia onesto. Un certificato di sicurezza oggi si ottiene in pochi minuti e senza controlli sull'identità di chi lo chiede, quindi ce l'hanno anche i negozi finti.
La regola giusta è al contrario: se il lucchetto manca, o se compare un avviso rosso, ci si ferma e basta. Se c'è, si va avanti con gli altri controlli.
Terzo: chi c'è dietro
Un venditore serio deve scrivere chi è. Si scorre la pagina fino in fondo, dove stanno le scritte piccole, e si cercano tre cose: la ragione sociale, l'indirizzo completo della sede e la partita IVA.
Un negozio italiano ha una partita IVA di undici cifre. Un negozio europeo ha un numero equivalente. Se in fondo alla pagina c'è solo un modulo di contatto, o un indirizzo di posta elettronica che finisce con un servizio gratuito, manca la cosa più importante: un nome a cui chiedere conto.
La prova del nove costa dieci secondi: si copia la ragione sociale e la si cerca su internet. Se quel nome esiste solo su quel sito, non esiste.
Quarto: il reso e la garanzia, scritti prima di comprare
Per legge, chi vende online a distanza deve dire prima dell'acquisto come si restituisce la merce, entro quanti giorni e chi paga la spedizione del reso.
Se queste informazioni non si trovano, non è una dimenticanza: è il segnale che nessuno risponderà quando il pacco arriverà rotto. Se invece si trovano ma sono copiate male, con pezzi in inglese o con nomi di altri negozi rimasti nel testo, è lo stesso segnale con un vestito migliore.
Quanto tempo hai per ripensarci e come funziona davvero la garanzia lo racconteremo per bene in un articolo dedicato; qui basta sapere che quelle righe devono esserci.
Quinto: come ti chiedono di pagare
Questo è il controllo che salva i soldi, perché è l'ultimo momento in cui si può ancora tornare indietro.
Un sito serio accetta carta di credito o di debito, e spesso i servizi di pagamento che tutti conoscono. Il pagamento avviene su una pagina che resta dentro il sito o sulla pagina della banca, e chiede il codice che arriva sul telefono.
Un sito che invece chiede un bonifico su un conto intestato a una persona fisica, una ricarica su una carta prepagata, o un pagamento in buoni regalo, sta chiedendo l'unica forma di pagamento che non si può annullare. È il momento di chiudere la pagina.
Se i pagamenti dal telefono sono un terreno nuovo, la parte che riguarda il codice della banca è spiegata in cosa vuol dire IBAN e perché lo chiedono.
Sesto: le recensioni, guardate col sospetto giusto
Le recensioni sul sito stesso valgono poco: le sceglie chi vende. Quelle utili stanno fuori, e si trovano cercando il nome del negozio insieme alla parola «opinioni» o «truffa».
Due segnali fanno suonare il campanello. Il primo: decine di giudizi entusiasti scritti tutti nello stesso periodo, con frasi simili e nessun dettaglio concreto. Il secondo: nessuna recensione, da nessuna parte, per un negozio che dice di esistere da anni.
Fra le due, la seconda è peggio della prima.
Il prezzo troppo basso non è un affare
C'è un settimo controllo che non è tecnico ed è quello che funziona meglio di tutti: se un prodotto costa molto meno che ovunque, la domanda non è «come fanno», la domanda è «cosa ci guadagnano».
La risposta, nei casi che finiscono male, è quasi sempre una delle due: il prodotto non arriverà mai, oppure arriverà un falso. In entrambi i casi il numero della carta è già in mano a qualcun altro.
Questo meccanismo è lo stesso che muove i messaggi con i premi vinti, e l'abbiamo raccontato in ho vinto un premio: la truffa spiegata.
Se hai già ordinato e adesso hai un dubbio
Capita di fare i controlli dopo, e non è detto che sia tardi.
La prima cosa è guardare l'estratto conto della carta, senza aspettare la fine del mese: le applicazioni delle banche mostrano i movimenti nel giro di pochi minuti. Quello che si cerca è un addebito diverso da quello annunciato, oppure un secondo addebito che non c'entra niente con l'ordine.
La seconda è conservare tutto: la pagina di conferma, la posta elettronica con il numero d'ordine, il nome del venditore. Sono le uniche cose che servono se bisogna contestare, e spariscono in fretta perché i siti finti chiudono nel giro di qualche settimana.
La terza è scrivere alla banca, non al venditore. Le carte hanno una procedura di contestazione con tempi precisi, di solito qualche settimana dall'addebito, e si attiva chiamando il numero che sta sul retro della carta o dalla stessa applicazione con cui si controllano i movimenti. Chi ha pagato con una carta prepagata ha meno margine, ma vale comunque la pena provare.
Se invece hai lasciato più dei dati della carta, per esempio le credenziali della banca, quello che va fatto subito e nell'ordine giusto è raccolto in sono caduto in una truffa: cosa fare.
La regola dei due minuti
Sei controlli, due minuti, in questo ordine: indirizzo, lucchetto, chi c'è dietro, reso, come si paga, cosa dicono gli altri.
Chi compra spesso li fa senza accorgersene. Chi comincia adesso può tenerli scritti su un foglio accanto al computer: dopo una decina di acquisti diventano automatici, come guardare a sinistra prima di attraversare.
Domande veloci
- Il lucchetto accanto all'indirizzo garantisce che il sito sia onesto?
- No. Garantisce solo che i dati viaggiano protetti fra il tuo dispositivo e quel sito. I certificati si ottengono in pochi minuti senza controlli sull'identità, quindi li hanno anche i negozi finti. Se però il lucchetto manca, ci si ferma subito.
- Come faccio a sapere chi gestisce davvero un sito?
- Si scorre la pagina fino in fondo e si cercano ragione sociale, indirizzo della sede e partita IVA. Poi si copia quel nome e lo si cerca su internet: se compare solo sul sito in questione, non è un'azienda reale.
- Quale modo di pagare mi lascia una possibilità di recupero?
- La carta di credito o di debito, perché la banca ha una procedura per contestare un addebito. Bonifico a una persona fisica, ricariche su prepagata e buoni regalo non si annullano: chi li chiede lo fa per questo.
- Le recensioni sul sito del venditore sono affidabili?
- Poco, perché le sceglie chi vende. Conviene cercare il nome del negozio su internet insieme a «opinioni» o «truffa» e leggere quello che sta fuori. Molti giudizi entusiasti scritti tutti nello stesso periodo sono un segnale da prendere sul serio.
Impara a farlo passo passo
Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.
Shopping Online Sicuro
Come comprare su Internet con calma e prudenza: Amazon e gli altri negozi, l'usato su Subito e Vinted, come pagare, seguire il pacco, restituire un prodotto e usare la garanzia, e come riconoscere un sito falso.
Non Farti Fregare: Difenditi dalle Truffe Digitali
30 lezioni pratiche per riconoscere e difenderti dalle truffe più diffuse: telefono, SMS, email, porta a porta e truffe con intelligenza artificiale. Dopo questo corso saprai riconoscere i segnali d'allarme e cosa fare per proteggerti.
Pagare con lo Smartphone
Impara a usare il telefono come un portafoglio digitale: pagamenti contactless, Apple Pay, Google Pay, bonifici e app di pagamento come Satispay.
Da stampare e tenere vicino
Dieci trucchi del telefono
Cose che il telefono sa già fare e che nessuno ti ha mai detto. Una pagina per trucco, si provano in due minuti.
Scarica il librettoCaratteri grandi, una cosa per pagina. Non serve nessun account.
Da leggere dopo
Due spunte grigie su WhatsApp: cosa vuol dire
Due spunte grigie su WhatsApp vogliono dire messaggio consegnato ma non ancora letto. Perché le spunte non diventano blu e come si controlla.
Il telefono come lente d'ingrandimento: come si usa
Il telefono ingrandisce i foglietti illustrativi, le etichette e i bollettini, e accende anche la luce. Ecco come si attiva in trenta secondi.
Come si ritrova un telefono perso (e come prepararsi prima)
Si ritrova da un altro telefono o da un computer, se una cosa è stata accesa prima. Ecco cosa preparare oggi e cosa fare nei primi minuti.