Come si fa
Come si ritrova un telefono perso (e come prepararsi prima)
Si ritrova da un altro telefono o da un computer, se una cosa è stata accesa prima. Ecco cosa preparare oggi e cosa fare nei primi minuti.
· Circa 7 minuti di lettura
Un telefono perso si ritrova da un altro telefono o da un computer, entrando con lo stesso account e aprendo il servizio che si chiama «Trova il mio dispositivo» su Android e «Dov'è» su iPhone. Funziona però soltanto se quel servizio era acceso prima, e questa è la ragione per cui vale la pena leggere questo articolo adesso e non il giorno che serve.
Sono cinque minuti di preparazione, e cambiano completamente cosa si può fare in quei venti minuti di panico.
Cosa accendere oggi, in cinque minuti
Su Android. Impostazioni, poi «Sicurezza», e dentro c'è «Trova il mio dispositivo»: deve essere acceso. Conviene anche lasciare attiva la posizione, perché senza il telefono si vede solo l'ultimo punto conosciuto.
Su iPhone. Impostazioni, il tuo nome in cima, poi «Dov'è», e dentro «Trova il mio iPhone»: acceso. Conviene accendere anche la voce che permette di trovarlo quando è spento o scarico, perché è quella che salva più telefoni.
Fatto questo, c'è una seconda cosa altrettanto importante: sapere qual è l'account e qual è la password. Senza quelli, il servizio non si apre da nessuna parte. Se la password non è certa, è il momento di recuperarla: il libretto sulle password spiega come tenerla in modo da ritrovarla.
I primi minuti: cosa fare, nell'ordine
Primo: chiamalo. Sembra banale e risolve un caso su due, perché il telefono è quasi sempre nella borsa, sotto un cuscino o in macchina. Se è in silenzioso, si passa direttamente al secondo punto.
Secondo: aprilo da un altro apparecchio. Su un altro telefono o su un computer si apre il servizio e si entra con il proprio account. Compare una mappa con la posizione, o con l'ultima conosciuta.
Terzo: fallo suonare. Dentro quella schermata c'è un pulsante che fa suonare il telefono al massimo volume anche se è in silenzioso. È la funzione che ritrova più telefoni in assoluto, perché la maggior parte dei telefoni «persi» sono in casa.
Quarto: se non è in casa, bloccalo. Sempre dalla stessa schermata si può bloccare lo schermo e scrivere un messaggio che compare sopra, con un numero da chiamare. Molti telefoni tornano proprio così: qualcuno lo trova, legge il messaggio e chiama.
Se è chiaro che non torna
A quel punto l'ordine delle cose cambia, e vale la pena saperlo prima.
Blocca la SIM. Si chiama il proprio operatore e si chiede il blocco della scheda. Serve a due cose: impedire telefonate a tuo carico, e soprattutto impedire che qualcuno riceva sul tuo numero i codici di sicurezza della banca.
Avvisa la banca. Se sul telefono c'era l'applicazione della banca o una carta collegata ai pagamenti, una telefonata all'assistenza mette tutto in sicurezza.
Fai denuncia. Serve per l'assicurazione, se c'è, e serve per riavere il numero dall'operatore.
Cambia le password importanti. Prima quella della posta elettronica, che è la chiave di tutto il resto. Su come farne una buona e dove tenerla, come si fa una password sicura spiega il metodo.
La cancellazione a distanza: quando sì e quando no
Nella stessa schermata c'è un pulsante che cancella tutto il contenuto del telefono a distanza. È potente e va usato con la testa.
Il punto da sapere: una volta cancellato, il telefono smette di essere localizzabile. Quindi si usa solo quando si è deciso che il telefono non torna e si vuole proteggere quello che c'era dentro.
Prima di premerlo, vale la pena chiedersi una cosa sola: le foto sono al sicuro altrove? Se il salvataggio automatico era acceso, sì, e la cancellazione non porta via niente di insostituibile. Se non lo era, quelle foto se ne vanno con il telefono.
È il motivo per cui il backup e la localizzazione vanno accesi insieme, lo stesso pomeriggio.
Cosa succede se il telefono è spento
È la domanda più frequente, e la risposta è cambiata negli ultimi anni.
Un tempo, telefono spento voleva dire telefono invisibile: si vedeva solo l'ultimo punto registrato prima dello spegnimento, che comunque è un'informazione utile.
Oggi i modelli più recenti, sia Android sia iPhone, possono continuare a farsi trovare anche da spenti o scarichi, per qualche ora: usano una piccola riserva di energia e si fanno notare dai telefoni che passano vicino, in modo anonimo. Su iPhone questa possibilità va accesa a mano, ed è dentro la stessa schermata di «Dov'è».
Vale la pena controllarla oggi, perché è esattamente la funzione che serve quando un telefono cade in un vagone e si scarica due ore dopo.
I falsi messaggi che arrivano dopo
C'è una coda spiacevole a questa storia, e conoscerla in anticipo evita un secondo danno.
Nei giorni successivi alla perdita di un telefono capita di ricevere, sull'indirizzo email o sul numero nuovo, un messaggio che dice: «il tuo telefono è stato ritrovato, accedi qui per vedere dove». Sembra il servizio ufficiale, ha i colori giusti, e arriva nel momento in cui si spera esattamente quella cosa.
È una truffa, e funziona meglio di quasi tutte le altre proprio perché arriva quando si vorrebbe crederci. La pagina chiede l'account e la password: quelli che permetterebbero di sbloccare il telefono rubato e di toglierlo dal blocco.
La regola non cambia: il servizio si apre scrivendo l'indirizzo da soli, o dall'applicazione. Se un telefono viene davvero individuato, lo si vede lì dentro, non in un messaggio.
Se in quei giorni arriva anche una telefonata che chiede i codici «per completare la restituzione», si riattacca. Su come sono costruite queste chiamate ne abbiamo scritto in chi c'è dall'altra parte di una truffa.
L'errore che fanno quasi tutti
È uno solo, e si fa in buona fede: provare a entrare nel servizio dal telefono di un'altra persona senza ricordare la password, e dopo cinque tentativi sbagliati bloccare anche l'account.
Il modo giusto è prepararsi prima. Scrivere su un foglio, tenuto in casa, due righe: qual è l'account del telefono e dove sta scritta la sua password. Non serve altro.
Un secondo accorgimento che costa niente: mettere sullo schermo di blocco un messaggio con un numero alternativo. Sia Android sia iPhone lo permettono. Chi trova un telefono, quasi sempre, vorrebbe restituirlo e non sa come.
Per un genitore che vive da solo
Qui c'è un consiglio pratico che vale più della tecnologia.
Il telefono si perde di più quando si cambia borsa, quando si torna da un viaggio, quando ci si siede su una panchina. Per una persona sola, il problema non è tanto il telefono: è restare senza modo di chiamare.
Due accorgimenti semplici. Il primo: tenere in casa un elenco su carta dei numeri importanti, perché senza telefono non si ricorda più nessun numero a memoria. Il secondo: sapere che il numero di emergenza si chiama anche da un telefono altrui, sempre, senza codici.
E se il telefono del genitore non è ancora sistemato, la guida cosa impostare sul telefono di un genitore mette la localizzazione fra le cose da accendere una volta sola.
Domande veloci
- Posso ritrovare il telefono se era in silenzioso?
- Sì. Il comando che lo fa suonare dal servizio «Trova il mio dispositivo» o «Dov'è» ignora il silenzioso e suona al massimo volume. È proprio la funzione che ritrova più telefoni dentro casa.
- Serve internet sul telefono perso?
- Per vedere la posizione in tempo reale sì. Se il telefono è senza rete, compare l'ultimo punto conosciuto, che spesso basta a capire dove cercarlo. Alcuni modelli recenti si fanno trovare anche da spenti, per qualche ora.
- Se cancello tutto a distanza, posso ancora trovarlo?
- No. Dopo la cancellazione il telefono smette di essere localizzabile. Si usa quando si è deciso che non torna, e conviene farlo solo dopo essersi assicurati che le foto siano già salvate altrove.
- Cosa faccio per prima cosa se me lo hanno rubato?
- Blocca la SIM chiamando l'operatore, così nessuno riceve sul tuo numero i codici della banca. Poi avvisa la banca, fai denuncia, e cambia la password della posta elettronica, che è la chiave di tutto il resto.
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