I servizi pubblici
L'app delle Poste, a cosa serve e cosa si può fare
Pensione, pacchi, bollettini e prenotazione dello sportello: cosa si fa davvero dal telefono e cosa conviene continuare a fare di persona.
· Circa 7 minuti di lettura
L'app delle Poste serve a fare dal telefono, in pochi minuti, le cose per cui normalmente si fa la fila: controllare la pensione, seguire un pacco, pagare un bollettino, prenotare il turno allo sportello. Vale la pena capire quali di queste cose conviene davvero spostare sul telefono e quali no, perché non sono tutte uguali.
Una premessa che evita confusione: non c'è una sola applicazione, ce ne sono diverse, e ognuna fa una cosa. Sapere quale serve è già metà del lavoro.
Quali sono, e a cosa servono
Le principali sono tre, e hanno nomi che purtroppo non aiutano.
Quella dei servizi postali è la generalista: spedizioni, tracciamento dei pacchi, ricerca degli uffici, prenotazione del turno, prodotti assicurativi. È quella da installare per prima se l'interesse principale sono i pacchi e gli uffici.
Quella del conto e delle carte gestisce il conto corrente, le carte prepagate e i pagamenti. È la più delicata, perché da lì si muovono i soldi.
Quella dell'identità digitale serve solo a confermare l'identità quando si entra in un servizio pubblico con lo SPID rilasciato dalle Poste. Non fa nient'altro, e chi non ha quello SPID non ne ha bisogno. Cos'è e come funziona lo SPID è spiegato in SPID: cos'è e a cosa serve.
Installarle tutte e tre senza sapere perché è il modo più rapido per non usarne nessuna. Conviene partire da quella che risolve il problema che si ha adesso.
La pensione: dove si guarda
È la ragione per cui moltissime persone installano la prima applicazione, ed è utile sapere che la strada dipende da dove arriva la pensione.
Se viene accreditata su un conto o su un libretto delle Poste, l'importo e la data si vedono nell'applicazione del conto, alla voce dei movimenti. Se invece si ritira in contanti allo sportello, l'applicazione serve soprattutto a un'altra cosa: sapere da che giorno è disponibile, perché il calendario di pagamento viene pubblicato con l'ordine alfabetico dei cognomi.
Il cedolino vero e proprio, cioè il documento con il dettaglio delle trattenute, non sta però qui: sta nel sito dell'ente che paga la pensione, e ci arriveremo in un altro articolo di questa rubrica.
Il pacco in arrivo
È la funzione più usata e la più semplice.
Si inserisce il codice di spedizione, quel gruppo di lettere e numeri che il venditore manda per posta elettronica, e compare l'elenco dei passaggi con le date. Si può anche salvare la spedizione, così l'applicazione avvisa da sola quando cambia stato.
Due cose pratiche che fanno risparmiare un viaggio. La prima: quando compare «giacenza», vuol dire che il pacco è fermo in ufficio e c'è un numero di giorni per ritirarlo, dopo il quale torna indietro. La seconda: per molte spedizioni si può cambiare la consegna, per esempio dirottarla su un punto di ritiro vicino, direttamente dall'applicazione.
Attenzione però a una cosa: il codice di spedizione si inserisce nell'applicazione, non si clicca dentro un messaggio. È esattamente il punto su cui si appoggia la truffa raccontata in SMS del pacco in giacenza.
Pagare un bollettino senza fare la fila
Il bollettino premarcato, quello bianco con i numeri già stampati, si paga dal telefono inquadrandolo con la fotocamera.
Si apre la funzione di pagamento, si sceglie il tipo di bollettino, si inquadra il codice a barre e i campi si riempiono da soli. Si controlla l'importo, si conferma e la ricevuta resta dentro l'applicazione.
È una delle poche cose che conviene davvero spostare sul telefono senza pensarci, perché elimina una fila e lascia una prova conservata meglio di un foglietto in un cassetto. Il meccanismo generale dei pagamenti verso enti pubblici è raccontato in pagoPA: come si paga senza paura.
Prenotare il turno allo sportello
Questa funzione è poco conosciuta e per molte persone è la più utile di tutte.
Si sceglie l'ufficio, il tipo di operazione e un orario fra quelli liberi. Si arriva all'ora indicata e si entra senza aspettare il proprio numero.
Per chi fatica a stare in piedi a lungo, o per chi accompagna un genitore, cambia completamente la giornata. Ed è una di quelle cose che si possono fare per conto di qualcun altro: la prenotazione si fa dal proprio telefono indicando chi si presenterà.
Cosa conviene continuare a fare di persona
Non tutto va spostato sul telefono, e dirlo è più onesto che proporre di fare tutto da lì.
Le operazioni che riguardano grosse somme o cambiamenti sul conto conviene farle allo sportello almeno la prima volta, perché c'è qualcuno che controlla insieme a te. Lo stesso vale per l'apertura o la chiusura di prodotti, dove la firma di persona evita malintesi.
E c'è una ragione pratica che vale per tutti: se una cosa si fa una volta all'anno, imparare la procedura sul telefono e dimenticarla non serve a niente. Il telefono conviene per le cose che si ripetono.
Come entrare, e la parte che si dimentica
Il primo accesso richiede di confermare chi sei, e questo passaggio non si può saltare: serve un documento, il codice fiscale e un numero di telefono che resti sempre lo stesso.
La parte che le persone dimenticano è proprio il numero. Quello indicato in fase di registrazione diventa il canale con cui l'applicazione conferma le operazioni: se in futuro si cambia scheda, bisogna aggiornarlo, altrimenti i codici di conferma arrivano a un numero che non esiste più.
Conviene anche accendere l'ingresso con l'impronta o con il volto, perché evita di scrivere la password ogni volta ed è più sicuro, non meno. Una password lunga usata raramente è più difficile da rubare di una corta digitata in pubblico venti volte al giorno, e il motivo sta in come si fa una password sicura.
Le tre regole che valgono per sempre
Si apre solo dall'icona. Mai da un collegamento dentro un messaggio o una posta elettronica, nemmeno quando sembra autentico.
Le Poste non chiedono codici. Nessun operatore, per nessuna ragione, chiede al telefono il codice ricevuto con un messaggio. Chi lo chiede sta cercando di entrare nel conto mentre parli.
Gli avvisi veri si trovano dentro l'applicazione. Se un messaggio dice che c'è un problema con una spedizione o con il conto, si chiude il messaggio, si apre l'applicazione e si guarda lì. Se dentro non c'è niente, non c'è niente.
Domande veloci
- Quante applicazioni delle Poste servono davvero?
- Dipende dall'uso. Una per spedizioni, uffici e prenotazioni allo sportello; una per il conto e le carte; una terza solo per chi usa lo SPID rilasciato dalle Poste. Installarle tutte senza motivo è il modo più rapido per non usarne nessuna.
- Posso vedere quando arriva la pensione dal telefono?
- Sì. Se la pensione arriva su conto o libretto, l'importo e la data compaiono fra i movimenti. Chi la ritira in contanti trova invece il calendario dei giorni di pagamento, organizzato per ordine alfabetico dei cognomi.
- Come si segue un pacco in arrivo?
- Si apre l'applicazione e si inserisce a mano il codice di spedizione ricevuto dal venditore. Non si deve mai aprire un collegamento arrivato con un messaggio: è proprio il punto su cui si appoggiano le finte comunicazioni di giacenza.
- Si può prenotare il turno allo sportello?
- Sì, scegliendo ufficio, tipo di operazione e orario fra quelli liberi. La prenotazione si può fare anche per conto di un'altra persona, indicando chi si presenterà, ed è utilissima per chi accompagna un genitore.
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