I servizi pubblici
SPID: cos'è e a cosa serve, spiegato semplice
SPID è la chiave unica per entrare nei siti pubblici. Qui trovi cosa serve per averlo, quali sportelli sostituisce e come si usa la prima volta.
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Cos'è lo SPID e a cosa serve, in una riga: è la chiave unica per entrare nei siti della pubblica amministrazione, un nome utente e una password soli con cui accedi all'INPS, all'Agenzia delle Entrate, al fascicolo sanitario, al Comune e a tanti altri servizi. SPID vuol dire Sistema Pubblico di Identità Digitale, ma il nome per esteso non lo usa nessuno.
L'idea è semplice: invece di una password diversa per ogni ufficio, una sola identità che vale per tutti. Chi te la rilascia ha controllato che tu sia davvero tu, e da quel momento ogni sito pubblico si fida di quella verifica.
A cosa serve, in concreto
Detto così sembra astratto. Ecco cosa si fa davvero, dalla poltrona di casa, senza fare una fila:
- Guardare la propria pensione e i contributi sul sito dell'INPS, e scaricare la Certificazione Unica.
- Prenotare visite ed esami e leggere i referti nel fascicolo sanitario della tua Regione.
- Vedere la dichiarazione dei redditi precompilata sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
- Chiedere certificati anagrafici come la residenza o lo stato di famiglia, senza andare in Comune.
- Cambiare il medico di base, dove la Regione lo permette.
- Chiedere bonus e agevolazioni, quando escono.
- Usare l'applicazione IO, quella che raccoglie le comunicazioni degli enti pubblici e permette di pagare i bollettini.
C'è anche un vantaggio meno ovvio: le pratiche fatte così restano scritte. Rimane traccia di quando hai presentato una domanda e di che risposta hai ricevuto, e quella traccia la puoi rileggere quando vuoi.
Cosa serve per averlo
Quattro cose, tutte che hai già in casa:
- Un documento d'identità valido: carta d'identità, passaporto o patente.
- La tessera sanitaria (quella con il codice fiscale sul retro).
- Un indirizzo email che usi davvero e a cui riesci ad accedere.
- Il tuo numero di cellulare: ci arriveranno i codici di verifica.
Il numero di cellulare deve essere tuo e solo tuo. Non quello del figlio, non quello condiviso: è il numero su cui arriveranno i codici che servono a entrare, ogni volta.
Chi lo rilascia
Non lo dà lo Stato direttamente: lo rilasciano dei gestori privati autorizzati, che si chiamano «identity provider». I più usati sono PosteID di Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Namirial, Sielte, TIM id, Register, Lepida e Intesi Group.
Cambia solo il modo in cui verificano chi sei e quanto durano i passaggi: lo SPID che ottieni è identico e funziona sugli stessi siti, con qualunque gestore tu l'abbia fatto. Se in famiglia qualcuno l'ha già fatto con un gestore e si è trovato bene, tanto vale usare lo stesso: avrete la stessa applicazione e vi aiuterete a vicenda.
L'identità digitale in sé non si paga. Quello che può avere un costo, con alcuni gestori, è il modo con cui ti fanno riconoscere: il riconoscimento di persona all'ufficio postale, o quello in videochiamata con un operatore, a volte sono a pagamento. Ci sono comunque strade senza costi, per esempio il riconoscimento con la carta d'identità elettronica se ce l'hai, e conviene guardare le condizioni di ciascun gestore prima di scegliere.
I tre livelli, e quale ti serve
Questa è la parte che confonde di più, e in realtà è breve.
- Livello 1: solo nome utente e password. Quasi nessun sito lo accetta più.
- Livello 2: nome utente, password, più un codice usa e getta che ti arriva sul cellulare o compare nell'applicazione del gestore. È quello che serve praticamente sempre: INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario, Comune.
- Livello 3: come il secondo, ma con un dispositivo fisico o un certificato in più. Serve a pochi casi particolari, e se ti servirà te lo diranno.
Quando attivi SPID ti ritrovi già con il livello 2. È quello giusto: non devi cercare niente di più.
Il codice usa e getta che arriva a ogni accesso non è una scocciatura inutile: è la ragione per cui, se anche qualcuno scoprisse la tua password, non entrerebbe lo stesso. Quel codice ce l'hai solo tu, sul tuo telefono, e vale una volta sola.
Come si usa, la prima volta
I siti pubblici sono fatti tutti allo stesso modo. Una volta imparato uno, li sai tutti:
- Vai sul sito dell'ente, per esempio quello dell'INPS.
- Cerca in alto il pulsante Accedi o Area riservata, e toccalo.
- Fra le possibilità che compaiono, scegli Entra con SPID.
- Scegli il tuo gestore dall'elenco: quello con cui l'hai fatto (PosteID, Aruba, InfoCert…).
- Scrivi nome utente e password.
- Conferma con il codice usa e getta: arriva per SMS, oppure lo confermi nell'applicazione del gestore con un tocco o con l'impronta.
Sei dentro. Da qui in poi cambia solo cosa c'è nella pagina, ma la porta d'ingresso è sempre questa.
Un consiglio che vale più di tanti altri: la prima volta, fallo con calma e con qualcosa da bere accanto. Non c'è niente che si possa rompere, e se sbagli un passaggio si ricomincia. Se il telefono è ancora terreno poco familiare, il primo smartphone parte da prima ancora: accendere, toccare, aprire un'applicazione.
SPID, carta d'identità elettronica e tessera sanitaria: che differenza c'è
Sui siti pubblici trovi spesso tre pulsanti d'ingresso, ed è normale non capire quale scegliere.
- SPID è quello di cui stiamo parlando: nome utente, password e codice.
- CIE, la carta d'identità elettronica, è la carta con il microchip: si entra appoggiandola al telefono, con il PIN che ti hanno dato quando l'hanno fatta.
- CNS è la tessera sanitaria usata come chiave, con un lettore collegato al computer. È la strada più scomoda delle tre.
Portano tutte e tre nello stesso posto. Basta averne una. Se hai già SPID, non ti serve altro; se un giorno rifarai la carta d'identità, avrai anche la seconda strada, e vale la pena farsi dare il PIN e conservarlo.
Ne vale la pena?
Secondo l'ISTAT, nel 2025 il 72,5% delle persone fra i 65 e i 74 anni ha usato internet negli ultimi tre mesi: la rete non è più territorio di pochi. Ma la stessa indagine dice che, in quella fascia d'età, solo il 27,4% ha competenze digitali almeno di base.
È esattamente lo spazio in cui vive lo SPID: uno strumento che tutti sono ormai obbligati ad avere, spiegato quasi sempre a chi sa già di cosa si parla. Non è difficile: è raccontato male.
Se vuoi vedere dove ti porta, comincia da i percorsi: sono i corsi messi in fila, dal primo passo in poi, così sai da dove partire senza dover scegliere fra tante cose insieme.
Domande veloci
- SPID e carta d'identità elettronica sono la stessa cosa?
- No, ma servono allo stesso scopo: entrare nei siti pubblici. Con SPID entri scrivendo nome utente, password e un codice usa e getta; con la carta d'identità elettronica appoggi la carta al telefono e usi il PIN. Basta averne una delle due.
- Devo attivare il livello 3?
- Quasi certamente no. Il livello 2, quello che si ottiene attivando SPID, basta per INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario e Comune. Il livello 3 serve in casi particolari, e quando serve viene richiesto esplicitamente dal sito.
- Posso usare lo SPID di mio figlio o di mia moglie?
- No: l'identità digitale è personale, come la firma. Chi ha bisogno di aiuto può però nominare una persona di fiducia tramite la delega prevista dagli enti, che è la strada corretta e lascia traccia di chi ha fatto cosa.
- Cambia qualcosa a seconda del gestore che scelgo?
- Lo SPID che ottieni è identico e funziona sugli stessi siti con qualunque gestore. Cambiano solo i modi di farsi riconoscere all'inizio, alcuni dei quali possono avere un costo, e l'aspetto dell'applicazione che userai per confermare gli accessi.
Impara a farlo passo passo
Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.