In famiglia
Il telefono di un genitore, pronto per l'inverno
D'inverno si esce meno e si telefona di più: il telefono diventa la porta di casa. Sei cose da sistemare in mezz'ora, una volta sola.
· Circa 7 minuti di lettura
Il telefono di un genitore va preparato per l'inverno, e sono sei cose che si fanno in mezz'ora, una volta sola: scritte più grandi, batteria che dura, numeri utili a portata, videochiamata provata, informazioni di emergenza, salvataggio delle foto acceso.
La ragione non è tecnica. D'inverno si esce meno, si telefona di più, e per molte persone il telefono diventa la porta di casa.
Perché proprio adesso
Tre cose cambiano quando arriva il freddo, e tutte e tre cliccano il telefono.
C'è meno luce. Le scritte piccole, che d'estate si leggevano con fatica, d'inverno diventano illeggibili, soprattutto la sera.
Si esce meno. Le cose che prima si facevano di persona, dalla spesa alla prenotazione di una visita, passano dal telefono.
Il freddo scarica la batteria. Non è un'impressione: sotto i dieci gradi le reazioni chimiche dentro la batteria rallentano, il telefono segna meno carica di quella che ha, e a volte si spegne di colpo pur segnando il trenta per cento.
Uno: le scritte più grandi
È il primo intervento e quello che cambia di più la giornata.
Impostazioni, poi «Schermo», poi «Dimensione del testo»: si sposta una barretta e il risultato si vede mentre lo si muove. Conviene alzare anche il grassetto, se c'è, e il contrasto.
Un secondo passaggio che quasi nessuno fa: alzare la dimensione delle icone nella schermata principale, perché su molti telefoni si può, e le dita rigide sbagliano meno.
Metà delle domande che un genitore fa non sono domande di tecnologia: sono domande di vista. Sistemarla toglie il problema alla radice, e su come si fa c'è come si ingrandiscono le scritte del telefono.
Due: la batteria che dura
Quattro cose che allungano davvero la giornata, in ordine di efficacia.
Togliere le applicazioni mai usate. Consumano anche da ferme, perché controllano se ci sono novità.
Abbassare la luminosità automatica e la durata dello schermo acceso.
Spegnere le notifiche inutili. Ogni avviso accende lo schermo, e lo schermo è quello che consuma di più.
Tenere il telefono al caldo quando si esce. In una tasca interna, non in quella del cappotto. È l'accorgimento più semplice e il più efficace di tutti.
E vale la pena dire una cosa che smonta una regola vecchia: non serve far scaricare del tutto il telefono prima di ricaricarlo. Quella regola valeva per le batterie di trent'anni fa.
Tre: i numeri utili, subito raggiungibili
Il medico, la farmacia, i figli, il vicino di casa.
Si mettono fra i preferiti della rubrica, tenendo premuto sul nome e scegliendo la voce apposta. Da lì si trovano in due clic invece che scorrendo duecento contatti.
Su molti telefoni si possono anche mettere direttamente sulla schermata principale, come riquadri con la foto della persona: si clicca la faccia e parte la chiamata. Per chi fa fatica a cercare, è la differenza fra chiamare e rinunciare.
E vale la pena aggiungere un foglio di carta, scritto grande, attaccato vicino al telefono di casa: i numeri importanti scritti a mano servono il giorno che il telefono è scarico o perso.
Quattro: la videochiamata, provata adesso
Questo è il punto che nessuno fa e che conta di più.
La prima videochiamata non si fa il giorno di Natale, con tutti che guardano e qualcuno che si spazientisce. Si fa un martedì qualunque di ottobre, in due, con calma.
Si prova insieme: dove si clicca, quale icona è quella giusta, come si appoggia il telefono contro una tazza per non tenerlo in mano venti minuti.
Provata una volta senza pubblico, a dicembre funziona. Provata per la prima volta a dicembre, finisce in una scena imbarazzante e in un «lascia stare, tanto non sono capace».
Cinque: le informazioni di emergenza
Poco conosciuto e molto utile, soprattutto per chi vive da solo.
Sia Android sia iPhone permettono di scrivere, dentro il telefono, una scheda di emergenza visibile anche a telefono bloccato: gruppo sanguigno, allergie, farmaci assunti, e i numeri delle persone da chiamare.
Si compila dalle impostazioni, cercando «Emergenza» o «SOS», e ci vogliono cinque minuti. Chi soccorre una persona per strada sa dove guardare, e quei dati possono contare.
Sullo stesso schermo si può accendere la chiamata rapida di emergenza, premendo più volte il tasto laterale.
Sei: il salvataggio delle foto
L'ultima cosa, e quella che si rimpiange quando manca.
Si accende una volta e da quel momento lavora ogni notte: le foto escono dal telefono e restano al sicuro anche se l'apparecchio cade, si bagna o sparisce. Su come si fa c'è il backup delle foto in dieci minuti.
Conviene accenderlo insieme al resto, lo stesso pomeriggio, e controllare che stia davvero girando: si apre l'applicazione Foto e si guarda la scritta in alto.
Le due cose da togliere, non da aggiungere
Un pomeriggio così si immagina sempre come un elenco di cose da accendere. Due invece vanno tolte, e contano quanto le altre sei.
Le applicazioni mai usate. Un telefono comprato in negozio arriva con venti o trenta programmi che nessuno ha chiesto: giochi, negozi, servizi dell'operatore. Occupano spazio, consumano batteria e soprattutto riempiono la schermata, rendendo difficile trovare le quattro cose che servono davvero. Si tolgono tenendo premuto sopra e scegliendo «Rimuovi»: non si cancella niente di importante, e se un giorno servono si riscaricano.
I numeri sconosciuti che squillano. Nelle impostazioni del telefono c'è la voce «Silenzia sconosciuti»: i numeri non in rubrica squillano muti e restano nell'elenco delle chiamate perse. È l'intervento che riduce di più le telefonate commerciali e i tentativi di truffa telefonica, e non fa perdere niente: il medico che chiama da un numero nuovo resta comunque nell'elenco e si può richiamare.
Su cosa fare quando un numero insiste, c'è come si blocca un numero che chiama.
Come si fa il pomeriggio, senza litigare
Una raccomandazione che vale più di tutte le sei cose messe insieme.
Il telefono resta in mano a lui. Tu dici dove cliccare, lui clicca. È più lento, e a un certo punto verrà voglia di prenderlo in mano per fare prima: è esattamente il momento in cui bisogna resistere.
Una cosa per volta, e non tutte e sei nello stesso pomeriggio se si vede che è troppo. Meglio tre cose che restano di sei che si dimenticano.
E alla fine, un foglio scritto a mano con i passaggi delle due o tre cose più utili, con le parole che ha usato lui. Resta sul tavolo, e si rilegge quando nessuno guarda.
Domande veloci
- Perché d'inverno la batteria dura meno?
- Perché il freddo rallenta le reazioni chimiche dentro la batteria: il telefono segna meno carica di quella che ha davvero e può spegnersi di colpo. Tenerlo in una tasca interna, al caldo, è l'accorgimento più efficace.
- Cosa sono le informazioni di emergenza?
- Una scheda dentro il telefono, visibile anche a schermo bloccato, con gruppo sanguigno, allergie, farmaci e numeri da chiamare. Si compila dalle impostazioni cercando «Emergenza» o «SOS», e serve a chi presta soccorso.
- Quante cose conviene sistemare in una volta?
- Tre, non sei, se si vede che sono troppe. Meglio poche cose che restano, provate con le sue mani, che un elenco completo fatto in fretta da cui non resta niente.
- Come faccio a non litigare mentre gli spiego?
- Tenendo le mani lontane dal telefono e dicendo dove cliccare invece di fare. È più lento e funziona: se lo fai tu mentre lui guarda, la settimana dopo la domanda torna identica.
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