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I servizi pubblici

Fascicolo sanitario elettronico: cos'è e come si apre

È la cartella clinica online con referti, ricette e vaccinazioni. Qui trovi come si accede, cosa ci trovi dentro e chi può vederlo oltre a te.

· Circa 7 minuti di lettura

Il fascicolo sanitario elettronico è la tua cartella clinica in rete: referti degli esami, ricette, lettere di dimissione, vaccinazioni, esenzioni, tutto raccolto in un posto solo e consultabile da casa. Si apre con lo SPID o con la carta d'identità elettronica, e nella maggior parte delle Regioni esiste già senza che tu abbia fatto niente: va solo attivato.

Serve a una cosa molto concreta, che chiunque abbia accompagnato un genitore da un medico conosce: avere tutto disponibile subito, invece di cercare il referto giusto in una cartelletta di fogli accumulati in dieci anni.

Cosa ci trovi dentro

Il contenuto varia da Regione a Regione, ma il nucleo è quasi ovunque lo stesso:

  • I referti degli esami del sangue, delle radiografie, delle visite specialistiche fatte nelle strutture pubbliche e in quelle convenzionate.
  • Le lettere di dimissione dagli ospedali.
  • Le ricette fatte dal medico di base, con il numero che serve in farmacia.
  • Il libretto delle vaccinazioni.
  • Le esenzioni per patologia o per reddito.
  • Il profilo sanitario sintetico, cioè il riassunto che il medico di base compila con le patologie principali, le allergie e le terapie in corso.
  • I referti di pronto soccorso.

Molte Regioni ci hanno aggiunto altri servizi, come la prenotazione delle visite, il cambio del medico di base, il pagamento del ticket e la scelta del pediatra.

Come si accede

Il fascicolo è regionale, quindi si entra dal sito della propria Regione, non da un sito nazionale unico. La strada più semplice per trovarlo è cercare «fascicolo sanitario elettronico» seguito dal nome della Regione, oppure passare dal portale nazionale fascicolosanitario.gov.it, che raccoglie i collegamenti a tutte le Regioni.

Una volta sul sito giusto:

  1. Cerca il pulsante Accedi o Entra nel fascicolo.
  2. Scegli Entra con SPID oppure Entra con CIE, la carta d'identità elettronica.
  3. Se usi lo SPID, scegli il tuo gestore, scrivi nome utente e password, e conferma con il codice usa e getta.
  4. La prima volta ti verrà chiesto di attivare il fascicolo e di dare il consenso alla consultazione da parte dei medici. Questo passaggio si fa una volta sola.

Se non hai ancora lo SPID, come si attiva sta in come attivare lo SPID, passo passo.

I due consensi, e cosa cambiano

È la parte che confonde di più, perché sono due cose diverse e vengono chieste insieme.

Il consenso all'alimentazione riguarda il fatto che i documenti sanitari vengano inseriti nel fascicolo. Dal 2020 questo non è più necessario: il fascicolo si riempie da solo, per legge, con i documenti prodotti dal servizio sanitario.

Il consenso alla consultazione riguarda invece chi può leggerlo. Se non lo dai, il fascicolo esiste e si riempie, ma solo tu puoi vederlo: il medico di base, la guardia medica e il pronto soccorso non ci accedono.

La scelta ha conseguenze pratiche. Dare il consenso vuol dire che un medico che ti visita per la prima volta, magari in vacanza o al pronto soccorso, può vedere le tue terapie e le tue allergie senza che tu debba ricordartele in un momento in cui magari non sei nelle condizioni di farlo. Non darlo vuol dire riservatezza massima, e un medico che parte da zero.

Si può cambiare idea in qualunque momento, dalle impostazioni del fascicolo. In diverse Regioni si può anche oscurare singoli documenti, cioè renderli invisibili ai medici pur tenendoli nel proprio fascicolo, ed è pensato per i referti che si preferisce non condividere.

Chi può vedere i tuoi dati

Vale la pena essere precisi, perché su questo circolano parecchi timori vaghi.

Possono consultarlo, se hai dato il consenso, i professionisti sanitari che ti stanno curando in quel momento: il medico di base, i medici della struttura dove sei ricoverato, la guardia medica, il farmacista per le sole ricette. Ogni accesso lascia una traccia.

Quella traccia la puoi leggere anche tu. Nel fascicolo c'è una sezione, chiamata di solito Accessi o Log degli accessi, dove si vede chi ha aperto i tuoi documenti e quando. È lo strumento che rende concreto il controllo, e vale la pena guardarla ogni tanto.

Non possono vederlo, invece, le assicurazioni, i datori di lavoro, i familiari senza delega. Chi ha bisogno di far consultare il proprio fascicolo a un familiare deve nominarlo tramite la delega prevista dalla propria Regione, che è la strada corretta e lascia traccia di chi ha fatto cosa.

Come si scarica un referto

È la cosa che si fa più spesso, e serve quando il medico chiede di portare gli esami.

Dentro il fascicolo, cerca la sezione Referti o Documenti. I documenti sono ordinati per data, e ognuno ha un'icona per scaricarlo. Toccandola, il referto arriva sul telefono in formato PDF, e da lì si può inviare per email, mandare su WhatsApp o stampare.

Sul telefono i file scaricati finiscono nella cartella Download, che si apre dall'applicazione File su Android o dall'applicazione File su iPhone. Se non lo ritrovi, la strada più rapida è riaprire il fascicolo e usare il pulsante di condivisione direttamente da lì, che salta il passaggio dello scaricamento.

Se qualcosa manca

Capita, ed è quasi sempre spiegabile.

I documenti vecchi. Il fascicolo raccoglie quello che è stato prodotto dopo la sua attivazione nella tua Regione. Gli esami di quindici anni fa, in genere, non ci sono.

Gli esami fatti privatamente. Le strutture private non convenzionate non alimentano il fascicolo. In molte Regioni, però, si possono caricare a mano i propri documenti in una sezione dedicata, e vale la pena farlo per i referti importanti.

Gli esami fatti in un'altra Regione. Esiste un sistema di interoperabilità che li rende visibili, ma non sempre è immediato. Se hai cambiato residenza, conviene controllare che il fascicolo della Regione nuova sia stato attivato.

Il ritardo di qualche giorno. Un referto non compare nell'istante in cui l'esame finisce: passa dal laboratorio, viene firmato e poi caricato. Qualche giorno di attesa è normale.

In pratica

Il fascicolo sanitario elettronico esiste già per quasi tutti, si apre con lo SPID e mette in un posto solo referti, ricette e vaccinazioni. La decisione da prendere consapevolmente è una sola, cioè se dare o no il consenso alla consultazione da parte dei medici, e si può cambiare in qualunque momento.

Se lo SPID ancora non ce l'hai, il punto di partenza è SPID: cos'è e a cosa serve. Se invece il telefono è ancora terreno poco familiare, il primo smartphone comincia da prima.

Domande veloci

Come si accede al fascicolo sanitario elettronico?
Dal sito della propria Regione, scegliendo Entra con SPID oppure con la carta d'identità elettronica. Il portale nazionale fascicolosanitario.gov.it raccoglie i collegamenti a tutte le Regioni. La prima volta viene chiesto di attivare il fascicolo e di scegliere se dare il consenso alla consultazione.
Chi può vedere il mio fascicolo sanitario?
Solo i professionisti sanitari che ti stanno curando, e soltanto se hai dato il consenso alla consultazione: medico di base, medici della struttura dove sei ricoverato, guardia medica, farmacista per le ricette. Ogni accesso lascia una traccia consultabile dalla sezione degli accessi. Assicurazioni e datori di lavoro non possono accedervi.
Cosa succede se non do il consenso alla consultazione?
Il fascicolo continua a riempirsi con i tuoi documenti, ma li puoi vedere solo tu. Il medico di base e il pronto soccorso non potranno consultarli, quindi in un'emergenza non avranno accesso alle tue terapie e alle tue allergie. Il consenso si può dare o revocare in qualunque momento.
Perché non trovo un referto nel fascicolo?
Le cause più comuni sono tre: l'esame è stato fatto in una struttura privata non convenzionata, che non alimenta il fascicolo; è precedente all'attivazione del sistema nella tua Regione; oppure sono passati pochi giorni e il documento è ancora in lavorazione.

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Pubblicato il 7 ottobre 2026.