Vai al contenuto principale

Curiosità

Perché tutti i siti chiedono i cookie, e cosa rispondere

Quel riquadro c'è perché lo impone la legge europea. Ecco cosa sono davvero i cookie, cosa cambia fra accettare e rifiutare, e perché non si rompe niente.

· Circa 5 minuti di lettura

Perché i siti chiedono i cookie: quel riquadro compare perché lo impone la legge europea, che vuole tu possa scegliere prima che un sito lasci dei file nel tuo browser per riconoscerti. Non è una formalità italiana né una scocciatura inventata: è una tutela, anche se l'esperienza quotidiana non lo fa sembrare.

E la risposta più utile, per quasi tutti, è: rifiutare quelli non necessari. Non si rompe niente.

Cosa sono davvero

Un cookie è un piccolo file di testo che un sito lascia nel tuo browser. Dentro c'è poco: di solito un numero che identifica la tua visita.

Serve perché internet, di suo, ha una memoria pessima. Ogni volta che si apre una pagina è come presentarsi da zero. Il cookie è il foglietto che il sito ti mette in tasca per riconoscerti al passaggio dopo.

Grazie a quel foglietto il carrello di un negozio online non si svuota fra una pagina e l'altra, l'accesso a un servizio non va rifatto a ogni clic, e il sito ricorda che preferisci l'italiano.

Il nome viene dall'inglese e vuol dire biscotto. Come per «wifi», dietro non c'è nessun significato tecnico: fu una scelta di chi lo inventò negli anni Novanta.

I due tipi, e perché la differenza conta

Tutta la questione sta qui, e una volta capita il riquadro diventa semplice.

I cookie necessari. Servono a far funzionare il sito: tengono l'accesso, il carrello, la lingua. Non chiedono il permesso perché senza di loro il sito non funzionerebbe, e la legge non li considera un problema.

I cookie di profilazione. Servono a seguirti. Registrano quali pagine guardi, quanto ci resti, cosa cerchi, e spesso quell'informazione viene condivisa con aziende pubblicitarie che ti riconoscono anche su altri siti.

È il motivo per cui, dopo aver guardato una lavatrice, per una settimana compaiono pubblicità di lavatrici ovunque. Non è il telefono che ascolta: è un cookie che racconta.

Il riquadro chiede il permesso solo per i secondi.

Cosa cambia fra accettare e rifiutare

Molto meno di quanto si teme.

Rifiutando, il sito funziona esattamente come prima: si legge, si compra, si accede. L'unica differenza è che non vieni seguito da un sito all'altro, e la pubblicità che vedi è generica invece che mirata.

Accettando, la pubblicità diventa mirata e i tuoi passaggi vengono registrati.

Non esiste una risposta giusta per tutti. Chi non ha problemi con la pubblicità personalizzata può accettare tranquillamente. Chi preferisce di no, rifiuta, e non perde niente di importante.

Una cosa però va detta: rifiutare non rompe i siti. È la paura più diffusa, e nasce dal fatto che il pulsante per rifiutare è quasi sempre piccolo e grigio mentre quello per accettare è grande e colorato. Non è un caso, ma a norma di legge devono essere ugualmente raggiungibili.

Come si risponde in fretta

Tre regole pratiche che tolgono il fastidio quotidiano.

Se c'è «Rifiuta tutto», si clicca quello. È la risposta più rapida e più tutelante.

Se c'è solo «Personalizza», si entra e si spengono le voci diverse da «necessari». Ci vogliono due clic in più.

Se c'è solo «Accetta», si guarda meglio. Un riquadro senza alcun modo di rifiutare non è a norma, e su siti seri non capita.

E se si preme per sbaglio «Accetta tutto»? Non succede niente di grave, e si può cambiare idea: quasi tutti i siti hanno in fondo alla pagina un collegamento per rivedere le preferenze, e in ogni caso i cookie si cancellano dalle impostazioni del browser.

Come si cancellano tutti insieme

È un'operazione che vale la pena fare una volta ogni tanto, e ha un effetto collaterale utile: spesso sistema i siti che si comportano male.

Nelle impostazioni del browser c'è una voce che si chiama «Cancella dati di navigazione» o «Privacy». Da lì si scelgono i cookie e si cancellano.

Cosa succede dopo: si esce dagli accessi fatti sui vari siti, e bisogna rientrare con la propria password. Non si perde niente di importante, ma conviene essere sicuri di ricordare le password prima di farlo. Su questo c'è come si fa una password sicura che però ti ricordi.

Vale la pena dirla, perché la confusione qui è totale.

I cookie non sono virus, non possono danneggiare il telefono, non leggono i tuoi file e non accendono la fotocamera. Sono file di testo, passivi, che un sito può rileggere solo se li ha scritti lui.

La preoccupazione legittima non è il danno tecnico, è la tracciabilità: la costruzione, nel tempo, di un profilo di quello che guardi.

E non c'entrano niente con le truffe. Le truffe che fanno danni in Italia non usano cookie: usano messaggi che convincono le persone a scrivere una password dove non dovrebbero, come raccontato in chi c'è dall'altra parte di una truffa.

Domande veloci

Se rifiuto i cookie, il sito smette di funzionare?
No. I cookie necessari al funzionamento restano sempre attivi, perché la legge non richiede il consenso per quelli. Rifiutando si escludono soltanto quelli che servono a seguirti fra siti diversi.
I cookie sono pericolosi?
Non sono virus e non possono danneggiare nulla: sono file di testo passivi, che un sito può rileggere solo se li ha scritti lui. La questione riguarda la riservatezza, cioè il profilo che si costruisce nel tempo, non la sicurezza del telefono.
Ho accettato tutto per sbaglio: posso tornare indietro?
Sì. Quasi tutti i siti hanno in fondo alla pagina un collegamento per rivedere le preferenze sui cookie. In alternativa si cancellano tutti dalle impostazioni del browser, alla voce sulla cancellazione dei dati di navigazione.
Perché il pulsante per rifiutare è sempre più piccolo?
Perché a chi gestisce il sito conviene che tu accetti. Le linee guida del Garante italiano richiedono però che rifiutare sia possibile con la stessa facilità: se un riquadro non lo permette, non è a norma.

Impara a farlo passo passo

Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.

Da stampare e tenere vicino

Dieci curiosità che non sapevi

Da dove vengono la chiocciola, il «pronto» al telefono, le emoji e le altre cose che usiamo tutti i giorni senza chiederci perché.

Scarica il libretto

Caratteri grandi, una cosa per pagina. Non serve nessun account.

Da leggere dopo

Chi scrive

DoveClicco insegna la tecnologia a chi parte da zero, soprattutto alle persone dai 60 anni in su. Niente gergo, niente fretta: i passaggi con i nomi veri dei pulsanti, e simulazioni in cui si può sbagliare senza conseguenze. Come lavoriamo.

Pubblicato il 24 ottobre 2026.