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Riconoscere le truffe

Chi c'è davvero dall'altra parte di una truffa

Non un genio del computer solo in cantina, ma un'organizzazione con turni e copioni. Sapere com'è fatta cambia il modo di reagire quando ti chiama.

· Circa 7 minuti di lettura

Chi c'è dall'altra parte di una truffa non è quasi mai quello che si immagina, cioè un ragazzo solo davanti a tre schermi in una stanza buia. È un'immagine sbagliata, e sbagliarla ha una conseguenza pratica: fa pensare che si tratti di episodi rari e mirati, mentre invece è un lavoro organizzato, con turni, copioni scritti e persone che rispondono al telefono per otto ore al giorno.

Sapere com'è fatta l'organizzazione dall'altra parte cambia il modo di reagire, perché toglie sia la sensazione di essere stati presi di mira sia quella di avere davanti qualcuno di imbattibile.

Non sei stato scelto

È la prima cosa da capire, ed è quella che consola di più.

Nel phishing di massa, il tuo numero o il tuo indirizzo email fanno parte di un elenco di centinaia di migliaia di voci, comprato o generato con un programma. Chi manda il messaggio non sa chi sei, non sa quanti anni hai e non sa se hai un conto in quella banca. Manda a tutti e aspetta.

Il fatto che il messaggio ti sia arrivato proprio mentre aspettavi un pacco è statistica, non sorveglianza: in Italia, in un giorno qualunque, ci sono decine di migliaia di persone che aspettano una consegna.

Anche la telefonata funziona così. I numeri vengono composti da un sistema automatico e passati a un operatore solo quando qualcuno risponde. Fino a quel momento, dall'altra parte non c'era nessuno.

Com'è organizzato il lavoro

Le truffe di questo tipo hanno una divisione dei compiti che assomiglia a quella di un'azienda commerciale.

Chi procura gli elenchi. Compra o ruba archivi di dati, li mette in ordine e li rivende. È un mercato con i suoi prezzi, dove un elenco di persone che hanno già risposto una volta vale molto di più di uno grezzo.

Chi manda i messaggi. Sistemi automatici che spediscono a ondate, in genere concentrate in certi orari: la mattina presto e il tardo pomeriggio, quando la gente guarda il telefono di fretta.

Chi costruisce le pagine finte. Copie fedeli dei siti delle banche, che vengono spostate in continuazione da un indirizzo all'altro perché durano poco prima di essere bloccate.

Chi parla al telefono. Sono le persone che entrano in scena quando qualcuno abbocca, e lavorano con un copione davanti, con le risposte pronte alle obiezioni più comuni. Se dici che devi pensarci, hanno una frase per quello. Se dici che vuoi chiamare tua figlia, hanno una frase anche per quella.

Chi raccoglie i soldi. I conti su cui arrivano i bonifici sono spesso intestati a persone reclutate con annunci di lavoro fasulli, che ricevono la somma e la girano trattenendo una percentuale. Molte di queste persone non sanno del tutto in cosa sono coinvolte, e finiscono denunciate.

Perché il copione funziona

Chi è al telefono non improvvisa. Segue uno schema costruito su cosa funziona statisticamente, affinato su migliaia di conversazioni.

Le frasi ricorrenti hanno tutte una funzione precisa:

«Non riattacchi, resti in linea con me». Serve a impedire la verifica, che è l'unica cosa che manda a monte tutto.

«Ho già bloccato la carta, sono qui per aiutarla». Serve a spostarti dalla parte sua: non è un estraneo che chiede, è qualcuno che sta risolvendo un tuo problema.

«Non ne parli con nessuno, l'indagine è riservata». Serve a tenerti lontano dalle persone che ti fermerebbero.

«Deve fare presto, altrimenti perde tutto». Serve a impedire il pensiero lento, che è quello che vede le contraddizioni.

Riconoscere queste quattro frasi mentre le si sente è più utile di qualunque conoscenza tecnica, perché non dipende dall'argomento della telefonata.

Quanto vale questo mercato

Qualche numero serve a dare la misura, e sono numeri verificati.

Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato oltre 51.500 casi complessivi, di cui oltre 27.000 riguardanti reati informatici a sfondo economico e finanziario. Le somme sottratte alle vittime in Italia hanno superato i 269 milioni di euro. Le segnalazioni arrivate al Commissariato di Pubblica Sicurezza Online sono state oltre 94.000.

Sono cifre che raccontano un'attività industriale, non una serie di episodi isolati. E raccontano anche perché è così difficile fermarla: le strutture sono spesso all'estero, i conti cambiano di continuo e gli indirizzi delle pagine finte durano pochi giorni.

Gli orari e i giorni non sono casuali

C'è un dettaglio che si nota solo guardando molti casi insieme, e che dice parecchio su quanto il lavoro sia studiato.

Le ondate di messaggi si concentrano in certe fasce: la mattina presto, quando si guarda il telefono appena svegli, e il tardo pomeriggio, quando si è stanchi e di fretta. Le telefonate arrivano più spesso in orario di ufficio, perché in quelle ore un finto operatore di banca è più credibile.

Le truffe sulle spedizioni aumentano nei periodi in cui la gente ordina di più, e quelle che si travestono da enti pubblici seguono il calendario delle scadenze, comparendo nei mesi in cui davvero arrivano comunicazioni di quel tipo.

Non è una coincidenza: è la stessa logica con cui qualunque attività commerciale sceglie quando farsi sentire. E conoscere questa regolarità serve a una cosa concreta, cioè ad alzare la guardia proprio nei momenti in cui si è meno lucidi.

Cosa vuol dire, in pratica, per te

Da questo quadro discendono tre conseguenze concrete.

Riattaccare non è maleducazione. Dall'altra parte non c'è una persona offesa: c'è un operatore che passerà al numero successivo. Nessuno si ricorderà di te, e nessuno se la prenderà.

Non serve vincere la discussione. Molte persone restano al telefono per smascherare chi ha chiamato, o per spiegargli che ha sbagliato. È tempo regalato a un professionista che ha risposte pronte per tutto, e ogni minuto in più aumenta la probabilità di un errore.

Non serve nemmeno essere gentili. Chiedere di essere cancellati dall'elenco non serve a niente, e conferma che il numero è buono.

La sola mossa efficace è chiudere la conversazione e verificare per conto proprio, chiamando il numero stampato sul retro della carta o la persona che si dice sia in difficoltà. Il copione completo delle truffe sta in truffe online: come riconoscerle.

Una parola su chi ci è cascato

Sapere che dall'altra parte c'è un'organizzazione con copioni collaudati serve anche a un'altra cosa, forse la più importante.

Chi è stato truffato tende a spiegarselo con un difetto proprio: sono stato ingenuo, sono vecchio, non capisco niente di queste cose. È una spiegazione sbagliata, e per giunta dannosa, perché la vergogna è la ragione principale per cui molte truffe non vengono denunciate e per cui le stesse persone vengono colpite una seconda volta.

La spiegazione giusta è più semplice: una struttura organizzata, che lavora a tempo pieno su migliaia di persone, ha incrociato la tua giornata nel momento in cui eri preoccupato per qualcos'altro. Succede a persone di ogni età e di ogni mestiere, e succede spesso proprio a chi è abituato a essere efficiente, perché risponde in fretta.

Nel corso sulle truffe digitali queste dinamiche si vedono all'opera con le simulazioni, che servono ad allenare la risposta prima che la telefonata arrivi davvero.

Domande veloci

Chi manda i messaggi truffa sa chi sono?
Nel phishing di massa no: il tuo numero fa parte di un elenco di centinaia di migliaia di voci, comprato o generato con un programma. È il motivo per cui questi messaggi cominciano con «Gentile cliente» invece che con il tuo nome. Esistono truffe mirate in cui il nome lo sanno, ma sono molto più rare.
Chi mi chiama al telefono è un truffatore esperto di informatica?
Quasi sempre è una persona che lavora su turni con un copione davanti, con le risposte pronte alle obiezioni più comuni. Le competenze tecniche stanno in un'altra parte dell'organizzazione, quella che costruisce le pagine finte e procura gli elenchi di numeri.
Conviene stare al telefono per farli perdere tempo?
No. Chi risponde ha un copione collaudato per ogni obiezione, e ogni minuto in più aumenta la probabilità di commettere un errore. Riattaccare e verificare per conto proprio è l'unica mossa efficace.
Chiedere di essere cancellato dall'elenco serve?
No, e spesso peggiora le cose: la risposta conferma che il numero è attivo e che dall'altra parte c'è una persona che ascolta, quindi quel numero acquista valore negli elenchi che vengono rivenduti.

Impara a farlo passo passo

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Pubblicato il 29 settembre 2026.