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Le parole

Cosa vuol dire malware, e perché sul telefono è raro

Malware è il nome generico dei programmi dannosi. Sui telefoni di oggi sono rari, e il rischio vero è un altro: ecco qual è e come ci si difende.

· Circa 7 minuti di lettura

Cosa vuol dire malware: è il nome generico dei programmi fatti per danneggiare o rubare, dall'inglese «malicious software». Comprende i virus, i programmi che spiano, quelli che bloccano i file e chiedono un riscatto. Sui telefoni di oggi sono rari, molto più rari di quanto si creda, e questo è il pezzo di informazione che manca quasi sempre.

Il rischio vero, per chi usa un telefono normalmente, non è un programma: è un messaggio che convince a scrivere la password da qualche parte.

Perché sul telefono sono rari

Ci sono tre ragioni tecniche, e vale la pena conoscerle perché tolgono una paura inutile.

Le applicazioni si installano da un negozio controllato. Sia Google sia Apple controllano quello che viene pubblicato, e tolgono quello che si rivela dannoso. Non è un filtro perfetto, ma ferma la grandissima parte dei problemi.

Ogni applicazione vive in una stanza sua. Un'applicazione non può guardare dentro le altre né cliccare i dati del sistema: deve chiedere permesso, e quel permesso lo dai tu con un riquadro che compare.

Il sistema si aggiorna da solo. Gli aggiornamenti di sicurezza chiudono le porte che qualcuno ha trovato aperte, e arrivano di notte senza chiedere niente.

Per un telefono comprato in negozio, usato con le applicazioni del negozio ufficiale e tenuto aggiornato, il rischio di prendere un programma dannoso è basso.

Il rischio vero: l'inganno, non il programma

Qui sta la parte che conta.

Quasi tutte le truffe informatiche che colpiscono le persone in Italia non usano nessun programma. Usano un messaggio: un finto corriere, una finta banca, un finto rimborso. La persona apre una pagina, scrive la propria password o il numero della carta, e il danno è fatto.

Un antivirus non può fermare niente di tutto questo, perché non c'è niente da fermare: c'è una pagina che chiede dei dati, e una persona che glieli dà credendo di essere altrove.

È il motivo per cui su questo blog parliamo molto di come si legge un indirizzo e poco di programmi. La difesa che serve davvero è saper leggere il dominio di un sito, non un programma da installare.

I quattro tipi che si sentono nominare

Virus. Il più vecchio: un programma che si copia dentro altri programmi. Sui telefoni praticamente non esiste.

Spyware. Programmi che spiano quello che si fa. Sui telefoni arrivano quasi solo quando qualcuno installa qualcosa a mano, di persona, sul telefono di un altro.

Ransomware. Blocca i file e chiede un riscatto per sbloccarli. Colpisce soprattutto i computer di aziende e uffici, molto raramente i telefoni di casa.

Adware. Riempie di pubblicità. È il più comune sui telefoni, arriva con applicazioni gratuite scaricate fuori dai negozi ufficiali, e non ruba niente: infastidisce.

Il finto antivirus

È la truffa che usa la parola malware come esca, e funziona così bene proprio perché la paura è diffusa.

Compare un riquadro, di solito mentre si legge una pagina: «Il tuo telefono è infetto. Tre virus rilevati. Installa subito l'antivirus». A volte c'è un rumore, a volte una vibrazione, quasi sempre un conto alla rovescia.

Va detto in modo netto: nessun sito internet può sapere se un telefono è infetto. Non ha nessun modo di guardarci dentro. Quel riquadro è un'immagine, uguale per tutti quelli che aprono quella pagina.

Quello che propone di scaricare è, nel migliore dei casi, un'applicazione inutile a pagamento; nel peggiore, proprio il problema che prometteva di risolvere.

Cosa si fa: si chiude la pagina, senza cliccare niente dentro il riquadro, nemmeno il pulsante che sembra «Annulla». Sul telefono si chiude la scheda del browser.

Serve un antivirus sul telefono?

Per la maggior parte delle persone, no, e vale la pena dirlo chiaramente perché in giro si legge molto il contrario.

Su iPhone gli antivirus veri non esistono nemmeno, perché il sistema non permette a un'applicazione di controllare le altre. Quelli che si trovano nel negozio fanno altro: filtri per le pagine, controllo dei collegamenti, avvisi sulle password.

Su Android una protezione è già inclusa, si chiama Play Protect ed è accesa da sola: controlla le applicazioni installate e avvisa se ne trova una pericolosa.

Un antivirus in più ha senso in casi specifici: un telefono su cui si installano applicazioni da fuori del negozio ufficiale, o un computer di casa usato anche per lavoro. Per un telefono normale, i soldi sono meglio spesi altrove.

Le cinque abitudini che proteggono davvero

Valgono più di qualunque programma, e sono tutte cose che non si comprano.

Installare solo dal negozio ufficiale, cioè Play Store su Android e App Store su iPhone. Mai da collegamenti arrivati per messaggio.

Lasciare gli aggiornamenti automatici accesi, di notte, sotto carica e col wifi.

Non installare niente su richiesta di qualcuno al telefono. «Scarichi questa applicazione così l'aiuto» è il modo in cui si prende il controllo di un telefono altrui.

Guardare i permessi che un'applicazione chiede. Una torcia che chiede la rubrica non è una torcia.

Accendere la verifica in due passaggi su posta e banca, perché regge anche quando una password è stata rubata.

Cosa fare se il telefono si comporta in modo strano

Capita, e quasi mai è un programma dannoso. Prima di spaventarsi conviene guardare quattro cose, nell'ordine.

La batteria che cala in fretta. Nelle impostazioni c'è l'elenco di cosa la consuma, applicazione per applicazione. Quasi sempre in cima c'è qualcosa di prevedibile: lo schermo, il navigatore, un gioco. Se in cima c'è un nome mai sentito, quella è la cosa da disinstallare.

La pubblicità che compare fuori dalle applicazioni. Se saltano fuori riquadri anche quando non si sta usando niente, è quasi sicuramente un'applicazione installata da fuori del negozio ufficiale. Si guarda l'elenco delle applicazioni per data di installazione e si toglie quella arrivata di recente.

Il telefono caldo e lento. Nella maggior parte dei casi è un aggiornamento in corso o la memoria piena. Si lascia riposare sotto carica, e se dopo un giorno resta così si guarda lo spazio libero.

Applicazioni che non ricordi di aver installato. Molti telefoni nuovi ne portano già alcune dalla fabbrica, e non sono pericolose: sono pubblicità dell'operatore o del produttore. Si disinstallano senza problemi.

Se dopo questi quattro controlli la stranezza resta, la soluzione più pulita è spegnere e riaccendere, che risolve moltissimo, e in casi estremi riportare il telefono alle condizioni iniziali dopo aver messo al sicuro le foto.

Perché la parola fa più paura del problema

Vale la pena chiudere su questo, perché è il motivo per cui l'articolo esiste.

«Malware» è una parola inglese, tecnica, che non dice niente a chi la legge. Nel vuoto di significato ci si mette la paura, e la paura è esattamente la leva su cui lavorano le truffe: chi ha paura installa di corsa, paga di corsa, scrive la password di corsa.

Sapere che sul telefono il rischio vero è un altro toglie quella leva. E permette di spostare l'attenzione dove serve: sui messaggi che chiedono dati, che sono la cosa che capita davvero, tutti i giorni, a tutti. Ne abbiamo scritto in chi c'è dall'altra parte di una truffa.

Domande veloci

Il mio telefono può prendere un virus?
È molto raro, se le applicazioni si installano dal negozio ufficiale e il sistema è aggiornato. Il rischio concreto per chi usa un telefono normalmente non è un programma dannoso, ma un messaggio che convince a scrivere password o dati della carta.
Devo installare un antivirus?
Per un telefono usato normalmente, no. Su iPhone gli antivirus veri non esistono per come è fatto il sistema; su Android una protezione è già inclusa e accesa. Ha senso solo in casi particolari, come un telefono su cui si installano applicazioni da fuori.
È comparso un riquadro che dice che ho dei virus: cosa faccio?
Chiudi la pagina senza cliccare niente dentro il riquadro, nemmeno «Annulla». Nessun sito può sapere se il tuo telefono è infetto: quel riquadro è un'immagine uguale per tutti, ed è l'esca di una truffa.
Come faccio a sapere se un'applicazione è affidabile?
Guarda da dove la stai installando, chi l'ha pubblicata, quante persone l'hanno scaricata e cosa dicono le recensioni. E soprattutto guarda i permessi che chiede: se non c'entrano con quello che l'applicazione dovrebbe fare, è un segnale sufficiente per lasciar perdere.

Impara a farlo passo passo

Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.

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Pubblicato il 16 ottobre 2026.