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In famiglia

La Festa dei Nonni spiegata ai nipoti (e cosa regalare)

Il 2 ottobre è la Festa dei Nonni, istituita per legge in Italia nel 2005. Ecco da dove viene, e il regalo che vale più di qualunque oggetto.

· Circa 7 minuti di lettura

La Festa dei Nonni si celebra in Italia il 2 ottobre, ed è stata istituita per legge nel 2005. La data non è casuale: coincide con la ricorrenza degli Angeli custodi del calendario cattolico, e l'accostamento fu voluto proprio per quello.

È una festa giovane, che molti conoscono solo perché i nipoti tornano da scuola con un lavoretto. Vale la pena sapere da dove viene, e soprattutto cosa regalare che non finisca in un cassetto.

Da dove viene

La legge è del 31 luglio 2005, e istituisce la Festa nazionale dei nonni come momento per celebrare il loro ruolo nelle famiglie e nella società.

Il testo prevede anche che le scuole organizzino iniziative, ed è il motivo per cui il 2 ottobre i bambini tornano a casa con disegni e poesie.

L'Italia non è stata la prima: negli Stati Uniti esiste dal 1978, in altri paesi europei da date diverse. La scelta italiana del 2 ottobre, però, è nostra, ed è legata agli Angeli custodi: un accostamento che dice bene cosa si intende riconoscere.

Il ruolo che i numeri raccontano

Vale la pena guardarli, perché spiegano perché questa festa non è una cortesia.

In Italia una quota enorme delle famiglie con bambini piccoli si appoggia regolarmente ai nonni per la cura quotidiana: portare a scuola, riprendere, tenere il pomeriggio, esserci quando un bambino ha la febbre e i genitori lavorano.

È un lavoro non retribuito che tiene in piedi l'organizzazione di moltissime case, e che spesso continua fino a quando la salute lo permette.

Quindi la Festa dei Nonni non celebra una figura affettuosa e decorativa: celebra una parte concreta del funzionamento del paese.

Il regalo che vale più degli oggetti

Arriviamo alla parte pratica, e la diciamo senza giri.

Il regalo più utile che un figlio o un nipote possa fare a un nonno il 2 ottobre non è un oggetto: è un pomeriggio seduti accanto, a sistemare il telefono come vuole lui.

Sembra poco e non lo è. Chi ha settant'anni o ottanta non ha bisogno di un altro apparecchio: ha bisogno che quello che ha già smetta di fare cose che non capisce.

In un pomeriggio si ingrandiscono le scritte, si silenziano i numeri sconosciuti, si accende il salvataggio delle foto, si mettono i numeri di famiglia fra i preferiti, si tolgono le venti applicazioni mai usate. Sono cose che si fanno una volta sola e durano anni, e le abbiamo messe in fila in cosa impostare sul telefono di un genitore.

E c'è una regola che vale più di tutto il resto: il telefono deve restare in mano a lui. Se lo fai tu mentre lui guarda, fra una settimana siete daccapo. Ne abbiamo scritto in fammelo tu che fai prima.

Cosa regalare, se proprio serve un oggetto

Tre cose che funzionano davvero, e tre che finiscono nel cassetto.

Funzionano: una cornice digitale che mostra le foto mandate dai nipoti senza che il nonno debba fare niente; delle cuffie senza filo per chi sente poco e alza il volume della televisione; un altoparlante per ascoltare la musica di quando era giovane dicendone il titolo.

Non funzionano quasi mai: l'orologio che conta i passi, che va caricato ogni due giorni e misura cose che nessuno guarda; il tablet regalato «così si distrae», senza un bisogno preciso dietro; l'assistente vocale in salotto, che diverte due giorni e poi resta lì.

L'unica eccezione fra le tre bocciate è l'orologio con la chiamata automatica di emergenza in caso di caduta, per chi vive da solo: quello ha un senso serio, ma va spiegato e provato insieme.

La videochiamata, se si è lontani

Per molte famiglie il 2 ottobre non si passa insieme, e vale la pena organizzarla bene invece di improvvisarla.

Tre accorgimenti che la fanno riuscire.

Avvisare prima. Una videochiamata che arriva a sorpresa trova spesso la persona impreparata, magari in cucina, e si passa metà del tempo a sistemare il telefono. Un messaggio il giorno prima, con l'ora, cambia tutto.

Appoggiare il telefono. Contro una tazza, contro una bottiglia, all'altezza del viso. Venti minuti col braccio alzato non li regge nessuno, e l'inquadratura del soffitto è la ragione per cui molte videochiamate durano tre minuti.

Far vedere qualcosa. Una videochiamata in cui ci si guarda e basta si esaurisce in fretta. Girare il telefono e far vedere la stanza nuova, il disegno di un nipote, il cane, dà alla conversazione un appiglio e la allunga naturalmente. Vale anche dall'altra parte: un nonno che fa vedere l'orto o la torta appena fatta ha qualcosa da raccontare, e smette di sentirsi sotto esame davanti a una telecamera.

Se la videochiamata non è ancora una cosa naturale in famiglia, il 2 ottobre è una buona occasione per provarla una prima volta, con calma, senza aspettare Natale quando ci sono tutti a guardare.

La telefonata che conta, il 3 ottobre

C'è una cosa che vale la pena segnarsi, e riguarda tutti i regali tecnologici.

Il 2 ottobre c'è confusione: ci sono i nipoti, si apre il pacco, si ringrazia. Il giorno dopo, quando la casa è vuota, l'oggetto o comincia a essere usato o comincia la sua strada verso il cassetto.

Una telefonata il 3, di dieci minuti, con una domanda sola, «l'hai provato, funziona?», è la parte del regalo che nessuno fa ed è quella che decide tutto.

E se il regalo era il pomeriggio insieme, la telefonata serve ancora di più: per sentire se le cose sistemate hanno tenuto, e se è rimasta qualche domanda che non si è voluta fare in presenza.

Ai nipoti piccoli, come si spiega

Per chi deve raccontarla a un bambino, senza retorica.

I nonni sono le persone che hanno cresciuto la tua mamma o il tuo papà, e che adesso spesso aiutano a crescere te. Hanno vissuto in un mondo senza telefoni in tasca, senza internet, a volte senza televisione, e hanno imparato tutto quello che sanno in un modo diverso da come lo impari tu.

Questa è la parte che vale la pena aggiungere, perché ribalta una cosa: non sono loro a essere indietro, sono partiti da un altro punto. Un bambino di otto anni sa usare un telefono perché ci è nato dentro, non perché sia più intelligente.

Se il nonno chiede aiuto per una cosa del telefono, la cosa gentile non è farla al posto suo: è mostrargliela piano, due volte.

Domande veloci

Quando è la Festa dei Nonni in Italia?
Il 2 ottobre. È stata istituita con una legge del 2005, e la data coincide con la ricorrenza degli Angeli custodi del calendario cattolico, accostamento voluto proprio per il significato.
È una festa solo italiana?
No. Esiste in diversi paesi con date differenti, per esempio negli Stati Uniti dal 1978. La data del 2 ottobre è però una scelta italiana, fissata dalla legge del 2005.
Cosa regalare a un nonno che dice di non volere niente?
Quasi sempre «non voglio niente» significa «non voglio che spendiate». Il regalo che funziona di più non costa: un pomeriggio insieme a sistemare il telefono come vuole lui, con il telefono in mano a lui.
I nonni ricevono regali anche a scuola?
Sì, la legge prevede che le scuole organizzino iniziative per la ricorrenza, ed è il motivo per cui il 2 ottobre molti bambini tornano a casa con disegni e poesie dedicate ai nonni.

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Pubblicato il 24 ottobre 2026.