Come si fa
Come far durare di più la batteria del telefono
Sette cose che allungano davvero la giornata della batteria, in ordine di efficacia, e tre abitudini diffuse che invece non servono a niente.
· Circa 7 minuti di lettura
Far durare di più la batteria del telefono si può, e non serve nessun programma da installare. Bastano sette regolazioni, che stanno tutte dentro il telefono e si fanno una volta sola: da quel momento la batteria dura, senza che bisogni pensarci ogni giorno.
Le mettiamo in ordine di efficacia vera, non in ordine di quanto se ne parla. Le prime due valgono da sole più di tutte le altre messe insieme.
Primo: lo schermo
È il grande consumatore, e non c'è nemmeno gara: sul telefono acceso in mano, lo schermo si mangia da solo circa la metà dell'energia.
Due regolazioni, entrambe nelle impostazioni alla voce «Schermo» o «Display».
La luminosità automatica va accesa. Lascia decidere al telefono quanta luce serve, e nella maggior parte delle situazioni sceglie un valore più basso di quello che imposteremmo a mano. Chi la tiene spenta e al massimo, per essere sicuro di vedere, paga questa sicurezza con qualche ora di autonomia.
Il tempo prima che lo schermo si spenga va accorciato. Molti telefoni escono dalla fabbrica con due o cinque minuti. Trenta secondi bastano quasi sempre, e il telefono si riaccende con un clic.
C'è un caso in cui la luminosità va invece alzata: quando la fatica a leggere porta ad avvicinare il telefono agli occhi. In quel caso il problema è un altro e si risolve ingrandendo il testo, come spiegato in come si ingrandiscono le scritte del telefono.
Secondo: le applicazioni che lavorano quando non le guardi
È la voce che sorprende di più, perché riguarda programmi che sembrano spenti.
Molte applicazioni continuano a cercare aggiornamenti anche chiuse: controllano se ci sono novità, scaricano contenuti, chiedono al telefono dove si trova. Ognuna consuma poco; venti insieme consumano parecchio.
Nelle impostazioni c'è una voce chiamata «Batteria» che mostra l'elenco di chi ha consumato di più nelle ultime ore. È il documento più utile che esista, perché dice il nome e il cognome del colpevole invece di dare consigli generici.
Per quelle in cima alla lista che non servono davvero, si toglie l'aggiornamento in secondo piano. Sui telefoni Android la voce si chiama «Attività in background» o «Utilizzo dati in background»; su iPhone è «Aggiornamento app in background». Non si perde niente: l'applicazione funziona lo stesso quando la si apre.
Terzo: la posizione
Sapere dove sei è la cosa che costa di più dopo lo schermo, perché tiene acceso un ricevitore dedicato.
Non serve spegnere la posizione in generale, sarebbe scomodo e pericoloso. Serve guardare quali applicazioni possono chiederla e quando. La voce giusta è nelle impostazioni della privacy, e per quasi tutte le applicazioni la risposta corretta è «mentre la uso» invece di «sempre».
Le sole a cui ha senso lasciare «sempre» sono quelle che devono avvisare in base al luogo: la navigazione, un'applicazione di emergenza, un servizio di ricerca del telefono smarrito come quello raccontato in come si trova il telefono perso.
Quarto: il risparmio energetico, usato bene
Tutti i telefoni hanno una modalità di risparmio. Fa tre cose: abbassa la luminosità, ferma le attività in secondo piano e rallenta un po' il processore.
L'errore comune è accenderla quando la batteria è già al dieci per cento, cioè quando serve a poco. Il modo giusto è programmarla: quasi tutti i telefoni permettono di farla partire da soli a una certa percentuale, per esempio al quaranta. Chi esce la mattina e torna la sera non se ne accorge nemmeno, e arriva a casa con la batteria ancora viva.
Va detto un effetto collaterale, perché altrimenti sembra un guasto: con il risparmio acceso la vibrazione diventa più debole e certe notifiche arrivano in ritardo.
Quinto: il freddo e il caldo
Le batterie di oggi soffrono le temperature, e in inverno la differenza si vede a occhio: il telefono lasciato in tasca esterna a pochi gradi può perdere una fetta importante di carica in un pomeriggio, e a volte si spegne pur segnando il trenta per cento.
Non è rotto. Il freddo rallenta le reazioni chimiche dentro la batteria, e il telefono legge quel rallentamento come carica finita. Rientrando al caldo, la percentuale spesso risale da sola.
La regola pratica è tenerlo nella tasca interna del cappotto invece che in quella esterna, e non lasciarlo in macchina la notte. Lo stesso vale per il caldo estremo, che oltre a scaricare rovina la batteria in modo permanente.
Sesto: come si ricarica
Qui circolano più leggende che informazioni, quindi conviene dire le due cose vere.
Le batterie di oggi non hanno «memoria»: non serve farle scendere a zero prima di ricaricarle, anzi scendere spesso sotto il dieci per cento le consuma più in fretta. La fascia comoda in cui tenerle sta fra il venti e l'ottanta per cento.
Lasciare il telefono in carica tutta la notte non lo rovina, perché smette di assorbire quando è pieno. Però tenerlo al cento per cento per ore lo invecchia un po' più in fretta, ed è il motivo per cui molti telefoni recenti hanno una funzione che si ferma all'ottanta e completa la carica poco prima della sveglia. Se c'è, conviene accenderla.
Settimo: quello che consuma senza che si veda
Tre voci minori che insieme fanno una differenza misurabile.
Il wi-fi che cerca reti quando si è fuori casa: se si passa la giornata in giro, spegnerlo evita una ricerca continua. Il bluetooth acceso per un auricolare usato mezz'ora al giorno. E gli sfondi animati, belli da vedere e costosissimi da mantenere.
C'è poi il caso limite: dove non c'è campo, il telefono alza la potenza per cercare la rete e si scarica molto più in fretta. In montagna o in cantina, la modalità aereo è la soluzione, e come funziona davvero è raccontato in la modalità aereo a cosa serve.
Tre cose che non servono
Chiudere tutte le applicazioni aperte. È il gesto più diffuso e uno dei pochi che peggiora la situazione: riaprire un'applicazione da zero consuma più che lasciarla ferma in memoria.
I programmi che promettono di ottimizzare la batteria. Nella migliore delle ipotesi fanno quello che il telefono fa già; nella peggiore restano accesi loro a consumare.
Spegnere e riaccendere il telefono tutti i giorni. Non fa male, ma non allunga niente. Serve quando qualcosa si è bloccato, non come abitudine.
Quando la batteria è semplicemente vecchia
Dopo qualche centinaio di ricariche complete, una batteria arriva intorno all'ottanta per cento della capacità iniziale. È normale e succede a tutte.
Nelle impostazioni, alla voce della batteria, molti telefoni indicano lo stato di salute in percentuale. Sotto l'ottanta si sente: il telefono dura la metà e a volte si spegne di colpo. La sostituzione della sola batteria costa una piccola frazione di un telefono nuovo e restituisce un apparecchio che funziona come prima, il che vale la pena di sapere prima di andare a comprare un altro modello.
Domande veloci
- Cosa consuma di più sul telefono?
- Lo schermo, che da solo vale circa la metà del consumo quando il telefono è in uso. Per questo le due regolazioni più efficaci sono accendere la luminosità automatica e accorciare il tempo dopo il quale lo schermo si spegne da solo.
- Chiudere le app aperte fa durare di più la batteria?
- No, ed è uno dei pochi gesti che peggiorano le cose. Un'applicazione ferma in memoria consuma quasi niente, mentre riaprirla da zero richiede più energia. Conviene invece togliere l'aggiornamento in secondo piano a quelle che non servono.
- Fa male lasciare il telefono in carica tutta la notte?
- Non lo danneggia, perché smette di assorbire quando è pieno. Però restare al cento per cento per ore invecchia la batteria un po' più in fretta: se il telefono ha la funzione che si ferma all'ottanta e completa poco prima della sveglia, conviene accenderla.
- Perché d'inverno il telefono si scarica molto più in fretta?
- Perché il freddo rallenta le reazioni chimiche dentro la batteria e il telefono interpreta quel rallentamento come carica esaurita. Può spegnersi anche segnando una percentuale alta, e rientrando al caldo il valore spesso risale da solo.
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