Vai al contenuto principale

Come si fa

Sette cose che si dicono sul telefono e non sono vere

Chiudere le app non allunga la batteria, il telefono non ti ascolta per la pubblicità e la ricarica notturna non lo rovina. Cosa dicono davvero i fatti.

· Circa 7 minuti di lettura

Molte delle cose che si dicono sul telefono e si danno per vere non lo sono: sono credenze che si tramandano nei bar e nei gruppi di famiglia, e che fanno perdere tempo a un sacco di persone. Alcune erano vere quindici anni fa, altre non lo sono mai state, e quasi tutte hanno in comune il fatto di far fare fatica inutile.

Ecco le sette più diffuse, con quello che succede davvero.

1. «Bisogna chiudere le applicazioni per far durare la batteria»

È la più diffusa di tutte, e chiudere le applicazioni una a una scorrendole via è diventato un gesto quotidiano per milioni di persone. Non serve, e in molti casi peggiora le cose.

Quando un'applicazione esce dallo schermo, il sistema la mette in pausa da solo: resta in memoria ma non lavora e non consuma. Chiuderla la costringe a ripartire da zero la volta dopo, e riavviare un'applicazione consuma più energia che risvegliarla.

Sia Apple che Google lo dicono esplicitamente nella loro documentazione. La chiusura forzata serve a una cosa sola: rimettere in sesto un'applicazione che si è bloccata.

Cosa fare invece: se la batteria cala in fretta, guarda in Impostazioni, Batteria, l'elenco dei consumi per applicazione. Lì si scopre chi è il colpevole, che di solito è una sola.

2. «Il telefono mi ascolta, ho parlato di scarpe e mi è uscita la pubblicità»

È la credenza più affascinante, e la spiegazione vera è più inquietante di quella falsa.

I telefoni non registrano di nascosto le conversazioni per venderle ai pubblicitari. Sarebbe una mole enorme di dati da trasmettere, si vedrebbe nel consumo di traffico e nella batteria, ed è stato cercato da ricercatori e autorità senza trovarne prova.

Quello che succede davvero è che il profilo pubblicitario costruito su di te è molto più preciso di quanto immagini. Sa dove sei stato, cosa hai cercato, con chi passi il tempo, cosa comprano le persone che frequenti, cosa hanno cercato dal tuo stesso Wi-Fi di casa. Se tua figlia ha cercato quelle scarpe mentre era da te, il sistema può proporle a te.

C'è poi un effetto psicologico che conta molto: le pubblicità di scarpe le vedi tutti i giorni, ma te ne accorgi solo quando hai appena parlato di scarpe.

Cosa fare: se la cosa dà fastidio, si può limitare. In Impostazioni c'è la sezione Privacy, dove si può azzerare l'identificativo pubblicitario e togliere il permesso al microfono alle applicazioni che non ne hanno bisogno.

3. «Caricare il telefono tutta la notte rovina la batteria»

Era vero con le batterie di vent'anni fa. Oggi non lo è più: quando la batteria arriva al cento per cento, la ricarica si interrompe da sola, e il telefono passa ad alimentarsi dalla presa.

I telefoni recenti fanno anche di più, con una funzione chiamata ricarica ottimizzata: imparano a che ora ti alzi, si fermano all'ottanta per cento durante la notte e completano poco prima della sveglia, perché stare a lungo al massimo è la cosa che invecchia le batterie.

Cosa fare: controlla che quella funzione sia accesa, in Impostazioni, Batteria. E se proprio si vuole essere gentili con la batteria, la cosa che conta davvero è un'altra, cioè evitare il caldo: un telefono lasciato al sole sul cruscotto invecchia più in un'estate che in due anni di ricariche notturne.

4. «Ci vogliono le applicazioni per pulire e velocizzare il telefono»

Sono la categoria di programmi che promette di liberare memoria, chiudere processi e accelerare tutto. Nella pratica occupano spazio a loro volta, riempiono lo schermo di pubblicità, chiedono permessi che non dovrebbero avere e fanno esattamente la cosa sbagliata descritta al punto 1, cioè chiudere applicazioni che il sistema stava già gestendo bene.

Cosa fare invece: tutto quello che serve è già nelle impostazioni. Lo spazio si libera da Archiviazione, e il modo corretto sta in il telefono dice «spazio esaurito».

5. «Se non aggiorno, il telefono va meglio»

Molti rimandano gli aggiornamenti per paura che rallentino il telefono o che cambino le cose di posto. Il secondo timore è a volte fondato, il primo quasi mai, e in ogni caso il conto è nettamente a favore dell'aggiornamento.

Gli aggiornamenti contengono le correzioni alle falle di sicurezza, e la grande maggioranza degli attacchi informatici colpisce apparecchi non aggiornati. Rimandarli per mesi è il modo più semplice per restare esposti a problemi già risolti da tutti gli altri.

Cosa fare: lasciare gli aggiornamenti automatici accesi, e farli quando il telefono è collegato al Wi-Fi e alla corrente, cioè di notte.

6. «Le reti Wi-Fi pubbliche sono sicure perché hanno la password»

Una password all'ingresso di una rete di albergo o di bar non protegge il traffico da chi è già dentro quella rete. Serve a limitare chi si collega, non a rendere private le comunicazioni.

Per la maggior parte delle cose non è un problema: leggere le notizie, guardare un orario, controllare le previsioni. Diventa un problema per le operazioni che riguardano i soldi.

Cosa fare: per entrare nel conto corrente, fare pagamenti o usare lo SPID, passare ai dati mobili, che viaggiano cifrati sulla rete dell'operatore. La differenza fra le due connessioni sta in Wi-Fi e dati mobili.

È la credenza più dannosa, perché scoraggia dal fare le cose che servono.

Aprire una pagina, da sola, quasi mai causa danni. Il pericolo comincia quando si inseriscono dati, si comunica un codice o si installa qualcosa. E anche quando si è già fatto qualcosa di sbagliato, le prime ore contano moltissimo: una carta bloccata in tempo, un bonifico richiamato, una password cambiata subito cambiano completamente l'esito.

Cosa fare: l'ordine esatto delle mosse sta in sono caduto in una truffa: cosa fare nelle prime ore.

Una regola che vale per tutte

Quasi tutte queste credenze hanno la stessa forma: chiedono di fare qualcosa di continuo, tutti i giorni, per prevenire un male vago.

I telefoni moderni sono costruiti per essere usati, non accuditi. Le poche cose che valgono davvero sono tre, e si fanno una volta o quasi mai: tenere il sistema aggiornato, non installare niente fuori dai negozi ufficiali e non dare mai i codici che arrivano per SMS.

Tutto il resto, comprese le sette cose qui sopra, è fatica che si può risparmiare. Le regolazioni che invece vale la pena sistemare all'inizio si imparano nel corso il primo smartphone, che parte da accendere e toccare.

Domande veloci

Chiudere le applicazioni fa durare di più la batteria?
No, e spesso ottiene l'effetto contrario: il sistema mette in pausa da solo le applicazioni che non sono a schermo, mentre riavviarle da zero consuma più energia che risvegliarle. La chiusura forzata serve solo a sbloccare un'applicazione che si è impallata.
È vero che il telefono ascolta le conversazioni per la pubblicità?
No: registrare di continuo si vedrebbe nel consumo di traffico e di batteria, ed è stato cercato senza trovarne prova. Le pubblicità azzeccate dipendono da un profilo costruito su posizione, ricerche, contatti e attività di chi usa la tua stessa rete di casa.
Lasciare il telefono in carica tutta la notte lo rovina?
No. Arrivata al cento per cento la ricarica si interrompe da sola, e i telefoni recenti hanno una funzione che si ferma all'ottanta per cento durante la notte per completare poco prima della sveglia. Quello che davvero danneggia la batteria è il calore, come lasciare il telefono al sole.
Servono le applicazioni che puliscono e velocizzano il telefono?
No, e di solito peggiorano la situazione: occupano spazio, mostrano pubblicità, chiedono permessi eccessivi e chiudono applicazioni che il sistema stava già gestendo bene. Tutto quello che serve per liberare memoria è già nelle impostazioni del telefono.

Impara a farlo passo passo

Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.

Da stampare e tenere vicino

Dieci trucchi del telefono

Cose che il telefono sa già fare e che nessuno ti ha mai detto. Una pagina per trucco, si provano in due minuti.

Scarica il libretto

Caratteri grandi, una cosa per pagina. Non serve nessun account.

Da leggere dopo

Chi scrive

DoveClicco insegna la tecnologia a chi parte da zero, soprattutto alle persone dai 60 anni in su. Niente gergo, niente fretta: i passaggi con i nomi veri dei pulsanti, e simulazioni in cui si può sbagliare senza conseguenze. Come lavoriamo.

Pubblicato il 7 ottobre 2026.