I servizi pubblici
La carta d'identità elettronica come chiave d'accesso
Dentro la CIE c'è un microchip che apre i siti pubblici come lo SPID. Come si attiva, dove si trova il PIN e cosa fare se si è perso.
· Circa 7 minuti di lettura
La carta d'identità elettronica, quella tessera di plastica azzurra che ha sostituito il documento di carta, contiene un microchip che serve a entrare nei siti pubblici esattamente come lo SPID. Si appoggia al telefono, si inserisce un PIN, e si è dentro.
Quasi tutti ce l'hanno in tasca senza sapere di avere anche questo. Ed è utile saperlo per due ragioni: perché evita di dover attivare lo SPID a chi non lo vuole, e perché è la strada più rapida per attivare lo SPID a chi lo vuole.
Cosa c'è dentro la carta
Il microchip contiene i tuoi dati anagrafici, la fotografia, le impronte digitali e un certificato che serve a dimostrare che sei tu. Non contiene il tuo indirizzo aggiornato, non contiene dati sanitari e non contiene informazioni sui tuoi conti.
Il chip si legge senza contatto, appoggiando la carta alla parte posteriore del telefono, con la stessa tecnologia con cui si paga avvicinando la carta al lettore in negozio.
I due codici, e dove stanno
È la parte che manda in confusione quasi tutti, perché i codici sono due e arrivano in momenti diversi.
Quando si richiede la carta in Comune, viene consegnata una ricevuta con sopra la prima metà del PIN, quattro cifre.
Quando la carta arriva a casa per posta, dentro la busta c'è un foglio con la seconda metà, altre quattro cifre.
Il PIN completo è l'unione delle due parti: otto cifre, la prima metà dalla ricevuta del Comune e la seconda dalla lettera. Sullo stesso foglio c'è anche il PUK, che serve a sbloccare la carta se il PIN viene sbagliato troppe volte.
Conviene unire le due parti, scrivere il numero completo e conservarlo insieme agli altri documenti importanti di casa. È la cosa che quasi nessuno fa, ed è il motivo per cui la maggior parte delle persone scopre di non avere il PIN proprio nel momento in cui gli serve.
Come si entra in un sito pubblico
Servono la carta, il PIN e l'applicazione CieID, che si scarica dal negozio delle applicazioni ed è quella ufficiale del Ministero dell'Interno.
La prima volta va fatto un abbinamento:
- Installa CieID e aprila.
- Scegli di registrare la carta, inserisci il PIN di otto cifre.
- Appoggia la carta alla parte posteriore del telefono e tienila ferma finché non compare la conferma.
Da lì in avanti, per entrare in un sito pubblico:
- Sul sito, tocca Accedi e scegli Entra con CIE.
- Scegli la modalità con lo smartphone.
- Inquadra il codice quadrato che compare a schermo, oppure conferma nell'applicazione se stai già usando il telefono.
- Appoggia la carta al telefono quando te lo chiede.
Dove va appoggiata la carta
È il punto in cui si blocca la maggior parte delle persone, e la soluzione è banale.
L'antenna che legge il chip non è al centro del telefono: sulla maggior parte dei modelli Android sta nella parte alta del dorso, vicino alla fotocamera, mentre sugli iPhone sta proprio sul bordo superiore.
Conviene appoggiare la carta e poi muoverla lentamente lungo il dorso del telefono finché non compare la conferma. Due accorgimenti aiutano: togliere la custodia del telefono, soprattutto se è spessa o contiene una placca metallica, e appoggiare il telefono su un tavolo invece di tenere tutto in mano.
Se il PIN si è perso
Capita spesso, e si rimedia. Le strade sono due.
Al Comune. Portando la carta e un altro documento, l'ufficio anagrafe può ristampare i codici. È la strada più semplice.
Con il PUK, se ce l'hai. Se il PIN è stato bloccato per troppi tentativi sbagliati, il PUK lo sblocca e permette di sceglierne uno nuovo, sempre tramite l'applicazione CieID.
Se si è perso tutto, PIN e PUK, si torna al Comune. Non serve rifare la carta.
Se il telefono non legge le carte
Non tutti i telefoni hanno la lettura senza contatto, anche se ormai la grande maggioranza sì. Si controlla in un minuto: Impostazioni, poi si cerca NFC con la lente in cima, che è la sigla di quella tecnologia. Se la voce esiste, il telefono ce l'ha e va solo accesa; se non esiste, il telefono non è adatto.
Chi ha un telefono senza quella funzione ha comunque due strade. La prima è usare un lettore da tavolo collegato al computer, che è la modalità pensata per i computer fissi e si trova nei negozi di informatica. La seconda, molto più semplice, è usare lo SPID e tenere la carta per gli usi di persona.
Vale la pena aggiungere una nota che riguarda la sicurezza, perché genera qualche timore. Il fatto che la carta si legga senza contatto non vuol dire che chiunque le passi accanto possa leggerla: per accedere ai dati serve il PIN, che sta solo nella tua testa e nel foglio conservato a casa. Senza quello, il chip non comunica niente di utile.
CIE o SPID: quale conviene
Portano tutte e due nello stesso posto, e basta averne una. La scelta dipende da come si usa.
La CIE conviene a chi ha già la carta con il PIN, perché non richiede nessuna attivazione e non ha scadenze da rinnovare. Vale finché vale il documento.
Lo SPID conviene a chi trova scomodo appoggiare la carta ogni volta, e a chi usa spesso il computer, dove con lo SPID basta il codice sul telefono mentre con la CIE serve avere la carta a portata di mano o passare dal telefono.
Molti tengono tutte e due: lo SPID per l'uso quotidiano e la CIE come riserva per quando un gestore ha un disservizio. E c'è una combinazione che conviene a chiunque: usare la CIE per attivare lo SPID, che è la strada di riconoscimento più rapida e senza costi. Come si fa sta in come attivare lo SPID, passo passo.
Le altre cose che la carta sa fare
Vale la pena sapere che il chip serve anche ad altro.
Il passaggio rapido alle frontiere, negli aeroporti dotati dei varchi automatici.
La firma elettronica di alcuni documenti, tramite le funzioni avanzate dell'applicazione CieID.
L'identificazione in alcuni servizi privati che hanno aderito al sistema, come alcune banche in fase di apertura di un conto.
E una cosa che non fa, per togliere un dubbio comune: non è una tessera sanitaria. Sono due documenti diversi, e per il medico e la farmacia serve sempre quella con il codice fiscale sul retro.
Cos'è e a cosa serve lo SPID, per confronto, sta in SPID: cos'è e a cosa serve. E se il telefono è ancora terreno poco familiare, il primo smartphone parte dalle basi assolute.
Domande veloci
- Dove si trova il PIN della carta d'identità elettronica?
- È diviso in due parti da quattro cifre ciascuna: la prima sta sulla ricevuta consegnata dal Comune al momento della richiesta, la seconda sul foglio contenuto nella busta con cui la carta arriva a casa. Il PIN completo è l'unione delle due, otto cifre in tutto.
- Ho perso il PIN: devo rifare la carta?
- No. Basta andare in Comune con la carta e un altro documento, e l'ufficio anagrafe ristampa i codici. Se il PIN è stato bloccato per troppi tentativi sbagliati e hai il PUK, puoi sbloccarlo e sceglierne uno nuovo dall'applicazione CieID.
- Perché il telefono non legge la carta?
- Quasi sempre perché non è appoggiata nel punto giusto: l'antenna sta nella parte alta del dorso sugli Android e sul bordo superiore sugli iPhone. Conviene togliere la custodia, appoggiare il telefono su un tavolo e muovere lentamente la carta finché non compare la conferma.
- Meglio la CIE o lo SPID?
- Portano nello stesso posto e basta averne una. La CIE conviene a chi ha già la carta con il PIN, perché non richiede attivazione e non scade prima del documento. Lo SPID è più comodo per chi usa spesso il computer o trova scomodo appoggiare la carta a ogni accesso.
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