Riconoscere le truffe
«Ciao mamma, ho un numero nuovo»: la truffa
Come funziona il messaggio che finge di essere un figlio, perché convince anche chi è attento, e la domanda che la smonta in dieci secondi.
· Circa 7 minuti di lettura
Il messaggio arriva su WhatsApp da un numero mai visto e dice più o meno così: «Ciao mamma, ho rotto il telefono, questo è il mio nuovo numero, salvalo». È una truffa, ed è in questo momento una delle più diffuse in Italia.
Funziona perché non chiede subito niente. La prima frase serve soltanto a farti rispondere, e la richiesta di soldi arriva più tardi, quando ormai stai parlando con quella che credi essere tua figlia o tuo figlio. Il momento in cui si può fermare tutto è proprio quello iniziale, e per fermarlo basta una telefonata.
Come si svolge, dall'inizio alla fine
Vale la pena vederla per intero, perché riconoscere il secondo passaggio è già tardi e riconoscere il primo è facile.
Il primo messaggio non chiede nulla. Dice che il telefono si è rotto, o che è stato rubato, o che è caduto nel water, e che questo è il numero nuovo. Spesso non usa nemmeno il tuo nome, e nemmeno il nome del figlio: «ciao mamma» va bene per chiunque abbia figli, e chi non ne ha semplicemente non risponde.
Il secondo passaggio conferma la storia. Se rispondi, dall'altra parte diventano più caldi e più precisi. Raccontano che stanno usando il telefono di un collega, che non possono chiamare, che hanno perso tutti i contatti. Tutte spiegazioni che servono a una cosa sola: impedire una telefonata.
Il terzo passaggio è la richiesta. Un bonifico urgente, di solito qualche centinaio o qualche migliaio, per un pagamento che scade oggi, una rata da versare entro sera, una cauzione. Spesso arriva un IBAN già pronto, intestato a un nome che non è quello di tuo figlio, e la spiegazione è che è il conto di un amico o del datore di lavoro.
Il quarto passaggio è la pressione. Se esiti, l'urgenza sale: «mamma per favore», «mi metti nei guai», «te lo restituisco domani». Chi truffa sa che il momento del dubbio è quello decisivo e ci mette sopra tutto il peso possibile.
Perché convince anche persone attente
Non è ingenuità, e vale la pena spiegare esattamente su cosa fa leva, perché è la parte che aiuta a non ricascarci.
Colpisce l'affetto, non la ragione. Il messaggio riguarda un figlio nei guai, e davanti a quello il ragionamento passa in secondo piano. È lo stesso motivo per cui funzionano la truffa del finto avvocato e quella dell'incidente.
La spiegazione tecnica è credibile. I telefoni si rompono davvero, i numeri si cambiano davvero, e capita davvero di scrivere da un apparecchio diverso. Non c'è niente di assurdo nella premessa.
Non c'è una foto da smascherare. Su WhatsApp un numero nuovo non ha immagine del profilo, e questo non insospettisce: è esattamente quello che ci si aspetta da un numero appena attivato.
Il tempo di reazione è schiacciato. Fra il primo messaggio e la richiesta possono passare pochi minuti, e in quei minuti la conversazione ha già costruito un'abitudine: stai scrivendo a tuo figlio.
La domanda che la smonta
Non serve essere esperti. Serve una sola mossa, e va fatta prima di qualunque cosa:
Chiama tuo figlio al suo numero di sempre.
Se risponde, la truffa è finita in dieci secondi. Se non risponde, aspetta e riprova, oppure chiama un'altra persona di famiglia che possa sentirlo. Nessuna emergenza vera peggiora perché hai fatto una telefonata di verifica.
Chi truffa lo sa, e per questo tutta la sceneggiatura è costruita per impedire quella chiamata: il telefono rotto, il collega, la batteria scarica, «non posso parlare adesso». Ogni volta che qualcuno ti spiega perché non puoi sentirlo a voce, quello è il segnale.
Se vuoi una seconda verifica, funziona bene anche una domanda che solo lui sa: come si chiamava il cane di quando eravate in campagna, che regalo gli hai fatto lo scorso Natale. Va fatta però su una cosa che non sta sui social, perché quello che si pubblica online lo può leggere chiunque.
Molte famiglie si sono date una parola d'ordine, una parola qualunque decisa in casa, da chiedere quando un messaggio o una telefonata sembrano strani. Sembra un gioco, e funziona benissimo, anche perché copre il caso più nuovo e più insidioso, che è la voce clonata.
La versione con la voce
C'è una variante che sta diventando frequente e che merita di essere conosciuta prima di incontrarla, perché toglie sicurezza a un'abitudine antica.
Esistono programmi che, con pochi secondi di parlato preso da un video pubblicato sui social, ricostruiscono una voce in modo convincente. Il risultato è una telefonata in cui tuo figlio, con la sua voce, dice di essere nei guai.
La difesa non cambia ed è sempre la stessa: riattaccare e richiamare al numero di sempre. Una voce non è più una prova d'identità, e questa è forse la novità più importante degli ultimi anni in materia di truffe. La parola d'ordine di famiglia, in questo caso, vale ancora di più.
Se hai già mandato i soldi
Prima di tutto: non è colpa tua. Questa truffa è costruita da persone che la fanno di mestiere e che colpiscono il punto più scoperto che abbiamo. Ci cascano anche persone giovani, e anche persone che di truffe se ne intendono.
Poi, in ordine e in fretta, perché sulle prime ore si gioca tutto:
- Chiama subito la banca al numero stampato sul retro della carta o del libretto. Se il bonifico non è ancora stato eseguito, in alcuni casi si può bloccare.
- Chiedi il richiamo del bonifico, che è la procedura con cui la banca prova a recuperare la somma dall'istituto ricevente.
- Sporgi denuncia ai Carabinieri o alla Polizia, portando gli screenshot della conversazione e l'IBAN. Serve alla banca per l'istruttoria e alle indagini, perché quegli IBAN vengono usati per molte vittime.
- Conserva tutto: non cancellare la chat, non cancellare i messaggi.
- Dillo in famiglia. Non per farsi consolare, ma perché queste truffe tornano: chi ha pagato una volta finisce in un elenco, e spesso arriva una seconda telefonata che promette di aiutarti a recuperare i soldi in cambio di un anticipo.
In pratica
Un numero sconosciuto che dice di essere un familiare va sempre verificato chiamando quella persona al numero che conosci. È l'unica regola che serve, e regge anche contro le versioni nuove di questa truffa.
Il copione generale delle truffe, quello che le accomuna tutte, sta in truffe online: come riconoscerle. Nel corso sulle truffe digitali c'è una lezione dedicata a questa, con le simulazioni per allenarsi a rispondere quando il messaggio arriva davvero.
Domande veloci
- Come faccio a capire se il messaggio è davvero di mio figlio?
- Chiamalo al numero che hai sempre usato. È l'unica verifica che funziona, e richiede dieci secondi. Ogni spiegazione sul perché non si può sentirlo a voce, dal telefono rotto alla batteria scarica, fa parte della truffa.
- Il primo messaggio non chiede soldi: è comunque una truffa?
- Sì, ed è costruito apposta così. La prima frase serve solo a farti rispondere e a stabilire un contatto; la richiesta di denaro arriva più tardi, quando ormai stai conversando con quella che credi una persona di famiglia.
- Ho fatto il bonifico: si può recuperare?
- A volte sì, e conta la rapidità. Chiama subito la banca al numero stampato sul retro della carta e chiedi il blocco o il richiamo del bonifico, poi sporgi denuncia portando gli screenshot della conversazione e l'IBAN. Più ore passano, meno margine c'è.
- Se mi telefona con la sua voce può essere lo stesso una truffa?
- Sì. Con pochi secondi di parlato preso da un video pubblicato sui social esistono programmi che ricostruiscono una voce in modo convincente. La voce non è più una prova d'identità: la difesa resta riattaccare e richiamare al numero di sempre.
Impara a farlo passo passo
Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.
Non Farti Fregare: Difenditi dalle Truffe Digitali
30 lezioni pratiche per riconoscere e difenderti da ogni tipo di truffa: telefono, SMS, email, porta a porta e truffe con intelligenza artificiale. Dopo questo corso non ci cascherai mai più.
WhatsApp per Principiantisenza abbonamento
Impara a usare WhatsApp da zero: inviare messaggi, foto, vocali e fare videochiamate con familiari e amici.
Da stampare e tenere vicino
Le truffe di questo mese da evitare
Le truffe che girano adesso in Italia, come si riconoscono e cosa si fa. Un foglio da attaccare al frigo.
Scarica il librettoCaratteri grandi, una cosa per pagina. Non serve nessun account.
Da leggere dopo
Perché i truffatori scrivono male apposta
Gli errori nei messaggi truffa non sono sciatteria. Sono un filtro che seleziona chi non li nota, e capirlo cambia il modo di leggere quei messaggi.
Da dove hanno preso il mio numero di telefono
Le sei strade da cui un numero finisce nelle mani di chi chiama per vendere o per truffare, e cosa si può fare davvero per farle smettere.
Truffe online: come riconoscerle in trenta secondi
Le truffe online cambiano faccia ogni mese ma seguono sempre lo stesso copione. Impararlo una volta vale più che imparare a memoria cento messaggi.