Numeri e fatti
Quanti anziani usano internet in Italia
Il 72,5% delle persone fra 65 e 74 anni è andato online negli ultimi tre mesi. I dati ISTAT 2025 letti per intero, senza allarmismi.
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Quanti anziani usano internet in Italia? Fra le persone di 65-74 anni la quota è del 72,5%, e fra chi ha 75 anni e più è del 35,7%: sono le persone che l'hanno usato negli ultimi tre mesi, secondo i dati ISTAT riferiti al 2025. Entrambe le quote sono in crescita rispetto all'anno prima. La distanza che resta non riguarda la voglia di imparare, riguarda le competenze, dove il divario è molto più largo.
Vale la pena leggere questi numeri per intero, perché presi a metà raccontano due storie opposte e nessuna delle due è vera.
Quante persone anziane vanno online, di preciso
L'indagine ISTAT «Cittadini e ICT», pubblicata il 22 aprile 2026 e riferita al 2025, misura quante persone hanno usato internet negli ultimi tre mesi. Per le fasce più avanti con l'età i risultati sono questi.
| Fascia d'età | Ha usato internet negli ultimi tre mesi | Anno prima |
|---|---|---|
| 65-74 anni | 72,5% | 68,1% |
| 75 anni e più | 35,7% | 31,4% |
Sono quattro punti guadagnati in un anno in entrambe le fasce. Non è un dettaglio: significa centinaia di migliaia di persone che l'anno prima non c'erano.
C'è anche un dato sulle case, che dice quanto la connessione sia ormai una cosa normale: il 63,9% delle famiglie composte solo da persone anziane ha internet a casa, in crescita di 3,3 punti.
Quel numero va guardato da tutte e due le parti. Da una parte quasi due famiglie anziane su tre sono connesse, e per chi immagina generazioni intere tagliate fuori è una sorpresa. Dall'altra parte più di una su tre non lo è, e in quelle case ogni pratica che si è spostata online torna a essere una fila, una telefonata a un numero occupato o una richiesta di aiuto a qualcuno.
Va tenuto presente anche che avere la connessione in casa non vuol dire usarla: in molte famiglie la linea c'è perché serve a un familiare che convive, o perché è arrivata insieme al contratto del telefono.
Il numero che conta davvero non è quello
Usare internet e saperlo usare sono due cose diverse, e la differenza si misura.
L'ISTAT calcola anche le competenze digitali almeno di base: sapersi muovere fra le informazioni, comunicare, usare programmi e servizi, mettersi al sicuro. Nella popolazione fra 16 e 74 anni la quota è del 54,3%, in crescita di 8,4 punti sull'anno precedente. Fra le persone di 65-74 anni scende al 27,4%, contro il 71,7% dei ventenni.
Tradotto: nella fascia 65-74 anni, tre persone su quattro vanno online, ma solo una su quattro ha le competenze considerate di base. In mezzo c'è tutto lo spazio in cui succedono le cose spiacevoli, dalle truffe alla pratica che non si riesce a chiudere.
Il confronto che serve a capire quanto pesa: l'obiettivo europeo per il 2030 è che l'80% della popolazione abbia competenze digitali almeno di base. Dal 54,3% attuale mancano quasi ventisei punti in cinque anni, e la parte più lontana dall'obiettivo è proprio quella con più di sessantacinque anni.
Uomini e donne: un divario che non ci si aspetta
Fra le persone con più di 75 anni, usa internet il 43,0% degli uomini e il 30,5% delle donne. Sono più di dodici punti di differenza dentro la stessa fascia d'età.
Le spiegazioni possibili sono più d'una e l'indagine non le pesa: percorsi di lavoro diversi in gioventù, con meno donne davanti a un computer d'ufficio; una diversa abitudine a chiedere aiuto in famiglia; il fatto che nelle coppie più anziane, spesso, il telefono e il computer li ha in mano una persona sola.
Quello che si può dire con sicurezza è che il divario esiste ed è grande, e che un'iniziativa che vuole ridurre il divario digitale deve tenerne conto invece di trattare le persone anziane come un blocco solo.
Perché questi numeri contano per chi non li studia
Chi legge questi dati di solito lo fa per un motivo pratico: un genitore che non riesce a prenotare una visita, un familiare che si è trovato davanti a un messaggio strano e non sapeva cosa fare.
I numeri servono a togliere due idee sbagliate, che rendono tutto più difficile.
La prima: «alla loro età non imparano più». I dati dicono l'opposto. Le quote crescono ogni anno, e crescono anche sopra i settantacinque. Le persone imparano, quando c'è un motivo per farlo e qualcuno che spiega senza fretta.
La seconda: «tanto ormai sono tutti online». Nemmeno questo è vero. Due terzi delle persone con più di 75 anni non hanno usato internet negli ultimi tre mesi, e nel frattempo la sanità, la banca e l'anagrafe si sono spostate lì. Chi resta fuori paga in tempo, in soldi e in autonomia.
C'è poi una terza idea, meno detta ma più diffusa delle altre due: che imparare sia una questione di intelligenza. Non lo è. Chi ha oggi settanta o ottant'anni ha imparato mestieri complicati, ha cresciuto figli, ha tenuto i conti di una casa o di un'azienda per decenni. Quello che gli manca non è la testa: è qualcuno che spieghi con i nomi giusti e un posto dove provare senza il timore di combinare guai.
I dati aiutano anche a scegliere da dove cominciare. La crescita più netta è nella fascia 65-74, cioè fra persone che spesso hanno ancora un genitore ancora più anziano da aiutare e nipoti che gli mettono in mano un telefono nuovo. È la fascia in cui un po' di pratica rende di più, perché si traduce subito in autonomia per due generazioni.
Se la questione ti riguarda da vicino, abbiamo scritto come si affronta senza litigare in spiegare il telefono a un genitore, e nel catalogo dei corsi le lezioni partono dal primo gesto. Altri dati e altre letture stanno nella rubrica Numeri e fatti.
Come sono raccolti questi dati
L'indagine «Aspetti della vita quotidiana» dell'ISTAT, da cui esce il rapporto «Cittadini e ICT», intervista ogni anno un campione di famiglie residenti in Italia. Le persone rispondono su cosa hanno fatto negli ultimi tre mesi, quindi si parla di uso dichiarato, non misurato dai dispositivi.
Le competenze digitali si ricavano invece da un indicatore europeo che mette insieme quattro aree: informazione, comunicazione, risoluzione di problemi e creazione di contenuti. «Almeno di base» significa cavarsela in tutte e quattro, non essere esperti.
Due avvertenze, per leggere questi numeri come vanno letti. La prima: sono medie nazionali, e fra Nord e Sud e fra città e paesi le differenze sono sensibili. La seconda: un anno di crescita non è una tendenza, e quattro punti in un anno vanno guardati di nuovo l'anno prossimo prima di trarne conclusioni definitive.
Domande veloci
- Quanti anziani usano internet in Italia nel 2025?
- Il 72,5% delle persone fra 65 e 74 anni e il 35,7% di quelle con 75 anni e più hanno usato internet negli ultimi tre mesi, secondo l'indagine ISTAT «Cittadini e ICT» pubblicata nell'aprile 2026. Entrambe le quote sono cresciute di oltre quattro punti in un anno.
- Quante persone anziane hanno competenze digitali di base?
- Nella fascia 65-74 anni la quota è del 27,4%, contro il 54,3% della popolazione fra 16 e 74 anni. È il numero che spiega perché tante persone usano internet ma restano bloccate davanti a una pratica online.
- Qual è l'obiettivo europeo sulle competenze digitali?
- L'Unione europea punta all'80% di persone con competenze digitali almeno di base entro il 2030. L'Italia oggi è al 54,3%, quindi mancano quasi ventisei punti, e il grosso della distanza sta nelle fasce d'età più avanzate.
- Perché fra gli over 75 gli uomini usano internet più delle donne?
- I dati registrano il divario, 43,0% contro 30,5%, ma non ne spiegano le cause. Si ipotizzano percorsi lavorativi diversi, abitudini familiari e il fatto che in molte coppie anziane il dispositivo lo usa una persona sola. Serve tenerne conto quando si progettano corsi e iniziative.
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