Le parole
Cosa vuol dire «app», spiegato semplice
App sta per applicazione ed è un programma che fa una cosa sola. Qui trovi come si installano, come si tolgono e perché occupano spazio.
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App vuol dire applicazione, e si pronuncia come si scrive. È un programma che sta dentro il telefono e fa una cosa sola: WhatsApp serve a mandare messaggi, l'app della banca a guardare il conto, quella del meteo a vedere se domani piove.
Il paragone che funziona meglio è quello con gli elettrodomestici. Il telefono è la cucina, le applicazioni sono il forno, il frullatore e la macchina del caffè: ognuno fa il suo mestiere, si usa quando serve, e non c'è bisogno di sapere come è fatto dentro per accenderlo.
Perché si chiamano così
La parola inglese è *application*, applicazione, e in informatica indica da decenni un programma pensato per un compito preciso, in contrapposizione al sistema operativo, che è invece il programma che fa funzionare la macchina.
Quando sono arrivati i primi telefoni con lo schermo da toccare, la parola è stata accorciata in *app*, che è più corta da scrivere sotto un'icona. In italiano si può dire tranquillamente «applicazione», ed è più chiaro; «app» si è imposto per brevità, e ormai si sente ovunque.
Una curiosità che aiuta a ricordarlo: in italiano «app» è di genere femminile, si dice «una app» e «le app», perché sotto c'è la parola applicazione.
Le icone che vedi sono le applicazioni
Ogni quadratino colorato sullo schermo del telefono è un'applicazione. Toccandolo si apre, e occupa tutto lo schermo finché non si torna indietro.
Ce ne sono di due tipi, ed è utile saperlo perché cambia cosa si può fare con loro.
Quelle già installate, che il telefono aveva dal primo giorno: telefono, messaggi, fotocamera, orologio, calendario, impostazioni, il negozio delle applicazioni. Alcune di queste non si possono togliere, perché servono al funzionamento del telefono.
Quelle aggiunte da te, scaricate dal negozio: WhatsApp, l'applicazione della banca, i giochi. Queste si possono togliere e rimettere quante volte si vuole.
Dove si prendono
Da un unico posto, e questa è la regola di sicurezza più importante che ci sia sull'argomento.
Su Android il negozio si chiama Play Store e ha l'icona di un triangolino colorato. Su iPhone si chiama App Store ed è una A azzurra dentro un cerchio. Sono gli unici due posti da cui prendere applicazioni.
Per installarne una:
- Apri il negozio.
- Tocca la lente d'ingrandimento e scrivi il nome.
- Controlla il risultato: il nome esatto, l'icona che ti aspetti e il nome dello sviluppatore sotto il titolo, che per WhatsApp è WhatsApp LLC e per l'applicazione della tua banca è il nome della banca.
- Tocca Installa su Android o Ottieni su iPhone.
- Quando finisce, tocca Apri, oppure cerca la nuova icona sullo schermo.
Le applicazioni si scaricano quasi sempre senza costi. Alcune si pagano, e in quel caso al posto del pulsante c'è scritto il prezzo, quindi non si può sbagliare per distrazione.
Non si installano applicazioni da altre parti: non dai link ricevuti per SMS, non dai messaggi WhatsApp, non dai banner che compaiono mentre si legge una pagina. Quella è la strada attraverso cui entrano i programmi che servono a spiare o a rubare, e un'applicazione che chiede di essere installata fuori dal negozio ufficiale è quasi sempre pericolosa.
Come si tolgono
Togliere un'applicazione che non si usa libera spazio e sfoltisce lo schermo, e non si perde niente di importante: i dati che stanno su internet, come i messaggi di WhatsApp o le foto salvate nel cloud, restano dove sono.
Su Android: tieni premuto sull'icona finché non compare un menù, poi tocca Disinstalla.
Su iPhone: tieni premuto sull'icona, tocca Rimuovi app e poi Elimina app.
Su alcune applicazioni installate di fabbrica compare solo Disattiva invece di Disinstalla. Va bene lo stesso: l'applicazione sparisce dall'elenco e smette di funzionare, semplicemente non viene cancellata del tutto.
Perché occupano spazio, e cosa fare
È il motivo per cui a un certo punto il telefono dice che la memoria è piena, e la sorpresa è che le applicazioni crescono con l'uso.
L'applicazione in sé pesa poco. Quello che pesa è quello che accumula: le foto e i video ricevuti nelle chat, le mappe scaricate, i brani salvati per ascoltarli senza connessione, e la cosiddetta cache, cioè i pezzi di pagine tenuti da parte per riaprirli più in fretta.
Si controlla dalle Impostazioni del telefono, cercando Archiviazione o Spazio: compare l'elenco delle applicazioni ordinato per quanto occupano, ed è lì che si scopre che una sola può essersi presa diversi gigabyte. Da lì si può svuotare la cache senza perdere niente di importante, oppure cancellare i file scaricati.
Come si ritrova un'applicazione che è sparita
Capita spesso, e quasi mai è sparita davvero: si è solo spostata.
Sui telefoni Android le icone stanno su più schermate affiancate, che si scorrono con il dito da destra a sinistra, e c'è in più un cassetto delle applicazioni che le contiene tutte, di solito raggiungibile scorrendo il dito verso l'alto dal centro dello schermo. Un'icona può essere stata tolta dalla schermata principale senza essere disinstallata, e in quel caso sta lì.
Su iPhone succede la stessa cosa con la Libreria app, che si raggiunge scorrendo verso sinistra fino all'ultima schermata.
La strada più rapida, su tutti e due, è la ricerca: si scorre il dito verso il basso dal centro dello schermo, si scrivono le prime lettere del nome e l'applicazione compare. Vale anche per quelle che ci sono sempre state e non si trovano più.
Un'altra cosa che confonde è la cartella: tenendo premuto su un'icona e trascinandola sopra un'altra si crea un contenitore con più applicazioni dentro, e a volte succede per sbaglio. Se un'icona è scomparsa dal posto in cui stava sempre, conviene guardare dentro le cartelle vicine.
Le tre parole che si incontrano vicino a «app»
Aggiornamento. È una versione nuova dell'applicazione, che corregge errori e chiude falle di sicurezza. Conviene lasciare che si installino da soli: quasi tutti gli attacchi informatici passano da programmi non aggiornati.
Permessi. Sono le cose che un'applicazione chiede di poter usare: fotocamera, microfono, contatti, posizione. Conviene concedere solo quello che ha senso. Un'applicazione di messaggi che chiede il microfono è normale, perché serve ai vocali; una torcia elettrica che chiede i contatti no, e quella è una domanda da cui stare alla larga.
Notifica. È l'avviso che compare sullo schermo quando succede qualcosa dentro un'applicazione. Si possono spegnere una per una dalle Impostazioni, alla voce Notifiche, ed è una delle regolazioni che più cambia la tranquillità di una giornata.
In pratica
App vuol dire applicazione, cioè un programma che fa una cosa sola. Si prendono solo dal negozio ufficiale, si tolgono tenendo premuto sull'icona, e crescono con l'uso perché accumulano quello che scarichi.
Se il telefono è ancora terreno nuovo, il primo smartphone parte da prima ancora di questo, cioè da accendere e toccare lo schermo. E se la parola che ti ha fermato non era «app» ma un'altra, vale la pena leggere anche cosa vuol dire phishing, che è quella che conviene conoscere più di tutte.
Domande veloci
- Che differenza c'è fra app e applicazione?
- Nessuna: app è l'abbreviazione dell'inglese application, cioè applicazione. Si può usare tranquillamente la parola italiana, che è anche più chiara. In italiano «app» è femminile, quindi si dice una app e le app.
- Le app si pagano?
- La maggior parte si scarica senza costi. Quelle a pagamento mostrano il prezzo al posto del pulsante di installazione, quindi non si può acquistarne una per distrazione. Alcune sono gratuite da scaricare ma vendono funzioni aggiuntive al loro interno.
- Posso installare un'app da un link ricevuto per messaggio?
- No, ed è la regola di sicurezza più importante sull'argomento. Le applicazioni si prendono solo dal Play Store su Android e dall'App Store su iPhone. Un'applicazione che chiede di essere installata fuori da quei due posti è quasi sempre pericolosa.
- Se cancello un'app perdo i miei dati?
- Dipende da dove stanno. I dati conservati su internet, come le conversazioni di WhatsApp salvate in copia o le foto nel cloud, restano e si ritrovano reinstallando. I dati salvati solo dentro l'applicazione, come le partite di un gioco, si perdono.
Impara a farlo passo passo
Qui l'hai letto. Nel corso lo fai davvero, un passaggio alla volta, con le schermate vere davanti.
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