Come si fa
Come si manda un vocale che si capisce
Il vocale è il modo più comodo di scrivere per chi fatica con i tasti. Ecco sei accorgimenti perché arrivi chiaro, e come si ascolta più in fretta.
· Circa 7 minuti di lettura
Un messaggio vocale si registra tenendo premuto il microfono accanto al punto dove si scrive, e si capisce bene quando si rispettano tre cose: parlare vicino al telefono, dire subito di cosa si tratta, e stare sotto il minuto. Non è una questione di eleganza: un vocale confuso costa a chi lo riceve più tempo di quanto ne abbia risparmiato chi lo ha mandato.
È lo strumento più utile che esista per chi fatica con i tasti piccoli, e vale la pena usarlo bene.
Come si registra, passo per passo
Si apre la conversazione con la persona a cui si vuole parlare. Accanto al punto dove si scrive c'è un piccolo microfono.
Si tiene il dito premuto sopra e si parla. Finito, si stacca il dito e il messaggio parte da solo.
Se il vocale è lungo e tenere il dito premuto è scomodo, c'è un modo più riposante: si tiene premuto il microfono e si fa scorrere il dito verso l'alto, dove compare un piccolo lucchetto. Da quel momento si può staccare il dito e continuare a parlare: la registrazione resta aperta, e si chiude cliccando «Invia».
Se ci si accorge di aver sbagliato mentre si sta ancora registrando, si fa scorrere il dito verso sinistra, sul cestino, e il messaggio si cancella senza partire.
I sei accorgimenti che fanno la differenza
Parla vicino al telefono, ma non attaccato. Una ventina di centimetri dalla bocca è la distanza giusta. Attaccato alle labbra il suono si impasta, a un braccio di distanza entra tutta la stanza.
Di' subito di cosa si tratta. La prima frase è quella che decide se chi riceve ascolta adesso o dopo. «Ti chiamo per la visita di giovedì» vale più di venti secondi di preamboli.
Non camminare e non registrare in macchina. Il vento e il motore coprono la voce più di quanto sembri mentre si parla.
Stai sotto il minuto. Se serve più tempo, meglio due vocali separati: chi ascolta può fermarsi a metà e riprendere senza perdere il filo.
Non registrare mentre cerchi le cose. Le pause lunghe, i «aspetta che guardo», i rumori di borsa occupano il tempo di chi ascolta.
Riascoltalo la prima volta. Prima di inviare, sui telefoni recenti si può ascoltare quello che si è registrato. Bastano due o tre prove per prendere la mano, e poi non serve più.
Come si ascolta più in fretta
Questa è la parte che nessuno spiega e che tutti vorrebbero sapere.
Durante l'ascolto compare una scritta piccola accanto alla barra: dice «1x». Cliccandola diventa «1.5x», e cliccandola ancora «2x». Il vocale scorre al doppio della velocità e la voce resta comprensibile.
Un vocale di quattro minuti diventa due. È il modo più civile di gestire chi manda messaggi lunghi senza dirglielo in faccia.
C'è anche una seconda possibilità, utile quando non si può ascoltare: su molti telefoni il vocale si può leggere, perché il telefono lo trascrive in testo. Si tiene premuto sul messaggio e si cerca la voce della trascrizione. Non è perfetta, ma dice di cosa si tratta.
Ascoltarlo senza farsi sentire da tutti
Capita di ricevere un vocale in un luogo pubblico e di non voler mettere l'altoparlante.
Ci sono due modi. Il primo: si avvicina il telefono all'orecchio come per una telefonata, e il vocale passa automaticamente dall'altoparlante grande a quello piccolo, quello della cornetta. È una cosa che il telefono fa da solo grazie al sensore vicino allo schermo.
Il secondo: le cuffie, anche quelle con il filo, se il telefono ha ancora la presa.
Un'avvertenza utile, perché genera equivoci: quando si ascolta con il telefono all'orecchio, il vocale riparte dall'inizio solo se non era già stato ascoltato. Se lo si era già sentito a metà, riprende da lì.
Quando il vocale non è la scelta giusta
Vale la pena dirlo, perché il vocale è comodissimo ma non è sempre la cosa giusta.
Per un indirizzo, un orario, un numero. Chi riceve deve riascoltare tre volte per segnare. Quelle cose si scrivono, e si scrivono con la dettatura se i tasti sono piccoli: si clicca il microfono sulla tastiera, si parla, e il telefono scrive. È una cosa diversa dal vocale, ed è spesso quella che serviva davvero.
Per una cosa delicata. Un vocale si inoltra con due clic, e finisce dove non era destinato. Le cose serie si dicono a voce, telefonando.
In un gruppo grande. Un vocale di tre minuti in un gruppo di quaranta persone è tre minuti moltiplicati per quaranta.
Perché i vocali sono diventati così importanti
C'è una ragione seria dietro la battuta sui vocali lunghi, e riguarda proprio il nostro pubblico.
Per chi ha le mani rigide, la vista che cala o poca dimestichezza con la tastiera, scrivere un messaggio è una fatica vera: dieci minuti per tre righe, con il correttore automatico che cambia le parole. Il vocale ha tolto quella barriera in un colpo solo, e ha rimesso in contatto persone che avevano smesso di scrivere.
Tenerlo presente cambia il tono con cui si scherza su chi manda vocali di quattro minuti. La battuta va bene, e ci sta anche nei nostri post. Ma sotto c'è una persona che ha ricominciato a raccontare le cose.
Se il problema è la tastiera piccola, vale la pena guardare anche come si ingrandiscono le scritte del telefono: spesso il vocale nasce da lì.
Il vocale che non parte, e altri inciampi
Tre cose che capitano spesso e che sembrano guasti senza esserlo.
Il microfono non compare. Al suo posto c'è la freccia per inviare. Succede quando nella riga della scrittura è rimasta una lettera, magari cliccata per sbaglio: il microfono torna appena si cancella tutto.
Il vocale parte muto. Quasi sempre è il permesso del microfono, che non è stato dato quando l'applicazione lo aveva chiesto la prima volta. Si rimette dalle impostazioni del telefono, nella scheda di WhatsApp, alla voce «Autorizzazioni».
Il vocale si interrompe da solo. Succede quando si stacca il dito senza accorgersene, oppure quando arriva una telefonata. Nel secondo caso il pezzo registrato fino a quel momento resta lì pronto, e si può inviare o cancellare.
Nessuno di questi tre è un danno, e nessuno richiede di installare niente.
Insegnarlo a qualcuno, in cinque minuti
Il modo che funziona è mandarsi due vocali a vicenda, seduti uno accanto all'altro.
Prima si registra un vocale corto e lo si ascolta insieme, per far vedere dove sta il microfono e come si stacca il dito. Poi si prova il lucchetto, che è la cosa che libera davvero le mani. Infine si mostra il «1x», che è quella che strappa sempre un sorriso.
Come per tutto il resto, il telefono deve restare in mano a chi impara. Se lo tieni tu e lo fai vedere, fra una settimana siamo daccapo: ne abbiamo scritto in fammelo tu che fai prima.
Domande veloci
- Come si ascolta un vocale più velocemente?
- Durante l'ascolto compare una scritta «1x» accanto alla barra: cliccandola diventa «1.5x» e poi «2x». La voce resta comprensibile e un vocale di quattro minuti diventa due.
- Si può cancellare un vocale già inviato?
- Sì, come tutti i messaggi: si tiene premuto sopra, si sceglie «Elimina» e poi «Elimina per tutti». Funziona entro un paio di giorni, e resta scritto che il messaggio è stato eliminato.
- Perché il mio vocale si sente male?
- Quasi sempre per la distanza o per il rumore intorno. Una ventina di centimetri dalla bocca è la distanza giusta, e conviene evitare di registrare camminando, in macchina o con la televisione accesa.
- Meglio un vocale o la dettatura?
- Dipende da cosa devi dire. Per raccontare qualcosa, il vocale. Per un indirizzo, un orario o un numero, la dettatura: si clicca il microfono sulla tastiera, si parla, e il telefono scrive un testo che chi riceve può rileggere quando vuole.
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